MUTUI IN CRESCITA, SALP C.A.S.A.: “NON SONO ACCESSIBILI A TUTTI, ECCO COSA È LA FASCIA GRIGIA”

Mutui in crescita, ma la casa resta un problema. Bolognesi (Salp C.A.S.A.): “La domanda è: ripresa per chi?”

Il mercato dei mutui per l’acquisto della casa mostra segnali positivi nel Lazio: negli ultimi dodici mesi sono stati erogati oltre 6,7 miliardi di euro di finanziamenti, mentre in provincia di Latina il volume ha raggiunto 390,1 milioni. Numeri importanti che però raccontano soltanto una parte della realtà perché accanto a chi riesce ad accedere al credito ci sono ancora tanti giovani, famiglie e lavoratori che restano fuori dal mercato della casa.

“I numeri sulla crescita dei mutui di cui leggiamo oggi sono certamente un segnale positivo, ma non possono essere automaticamente tradotti in una maggiore accessibilità alla casa per tutte le famiglie, afferma Gianluca Bolognesi, presidente regionale Lazio di Salp C.A.S.A. Se analizziamo bene i dati – specifica – vediamo che nel Lazio, tra aprile 2025 e marzo 2026, sono stati erogati 6,765 miliardi di euro di mutui con una crescita del 12,3% rispetto ai dodici mesi precedenti. Anche la provincia di Latina registra un dato positivo: 390,1 milioni di euro, pari a un +18,7%, ma bisogna capire cosa raccontano davvero questi numeri visto che il dato riguarda il volume complessivo del credito erogato, non il numero delle famiglie che oggi riescono concretamente ad acquistare una casa. Chi riesce ad ottenere un mutuo – continua Bolognesi – deve generalmente avere garanzie e una situazione economica che la banca considera sostenibile. Ma il mercato della casa non è fatto soltanto da famiglie con due redditi stabili e contratti a tempo indeterminato. Ci sono giovani che cercano di costruirsi un futuro, lavoratori con contratti precari o discontinui, famiglie monoreddito e persone che, pur avendo un reddito, non riescono a mettere insieme le risorse necessarie per l’anticipo o per sostenere una rata per molti anni.

“Ed è qui – sottolinea il presidente di Salp C.A.S.A. Lazio – che emerge il problema della cosiddetta “fascia grigia” dell’abitare: persone e famiglie che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica, ma allo stesso tempo non hanno una capacità economica sufficiente per affrontare serenamente i prezzi del mercato privato che sono lievitati anche a causa degli affitti brevi. Questa è la fascia che come sindacato degli inquilini ci interessa maggiormente – spiega Bolognesi – perché si tratta di persone che stanno rischiando di rimanere invisibili: non abbastanza poveri per accedere alle case popolari, ma nemmeno abbastanza forti economicamente per acquistare una casa o sostenere senza difficoltà gli attuali canoni di locazione. E tra queste persone ci sono tanti giovani che rischiano di rimandare per anni la possibilità di costruirsi una propria autonomia”.

Anche i dati nazionali invitano a una lettura più attenta: nel 2025 sono cresciute compravendite e mutui, ma l’accessibilità all’acquisto ha registrato un lieve peggioramento con l’aumento dei prezzi delle abitazioni che ha compensato in parte il beneficio derivante dalla riduzione dei tassi.

“Il problema – aggiunge ancora Bolognesi – è confondere la crescita del mercato immobiliare con un miglioramento delle condizioni delle famiglie. Sono due cose diverse. Possono aumentare i mutui e le compravendite, ma questo non significa che tutti abbiano la possibilità di comprare casa. Per questo dobbiamo chiederci: ripresa per chi? Per un giovane o una famiglia con un lavoro stabile e redditi adeguati può esserci oggi una possibilità in più, ma per chi ha un contratto precario, un solo stipendio o non dispone delle risorse necessarie per l’anticipo, la situazione resta molto difficile.

E sono proprio queste persone che rischiano di rimanere, ancora una volta, fuori dal mercato della casa. Servono, dunque, politiche abitative che guardino anche a questa fascia intermedia – conclude Bolognesi – attraverso edilizia sociale, affitti a canone sostenibile, sostegno alla locazione e strumenti che facilitino realmente l’accesso alla prima casa per i giovani e per le famiglie. Qualcosa si sta muovendo, in Italia e in Europa, con il Piano Casa nazionale che punta anche sull’edilizia sociale e sugli alloggi a prezzi calmierati, mentre l’Unione Europea sta lavorando a nuove misure per aumentare l’offerta di abitazioni accessibili e intervenire nelle aree dove la pressione abitativa è maggiore. Ora però bisogna passare dalle norme ai risultati concreti con più case a prezzi sostenibili, più sostegno agli affitti e strumenti realmente accessibili per tutti. La ripresa del mercato è certamente una buona notizia, ma la vera sfida è fare in modo che questa ripresa non riguardi soltanto chi è già nelle condizioni di poter comprare casa”.

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