NUOVA GARA PER SEI CHIOSCHI A SABAUDIA, PD: “DAL COMUNE MARCIA INDIETRO: GESTIONE CONFUSA E AMBIGUA”

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“C’erano una volta i seri, capaci e competenti per cui, qualsiasi osservazione o critica ad un provvedimento adottato, era considerata lesa maestà. Peccato, però, che ogni tanto occorre riconoscere gli sbagli. Lo si è fatto sulla tariffe della Tari, sulla delibera di proroga ritirata al San Raffaele di San Donato e si continua su questa strada”. Inizia così la nota dei consiglieri comunali del PD Giancarlo Massimi, Simone Brina e del Segretario del Circolo Anselmi-Iotti Luca Mignacca. 

“Errare è umano, perseverare è diabolico, così come non ascoltare le osservazioni della minoranza, contestandole persino a mezzo stampa, salvo poi modificare gli atti. 

Così, sulla nuova gara per i sei chioschi, arriva la prima marcia indietro del Comune. Infatti nella versione del disciplinare riferito alla determinazione n. 2056 del 27 agosto 2026, gli operatori economici interessati “erano obbligati a presentare istanza per tutti e sei i chioschi, fatta salva la possibilità di aggiudicarsi (diversamente dall’avviso di giugno 2026)  n.2  lotti e, in deroga, anche il terzo. La partecipazione alla procedura, specifica il precedente disciplinare, comporta l’obbligo per ciascun operatore economico di presentare offerta per tutti i n. 6 lotti. Non è pertanto ammessa la partecipazione limitatamente ad uno o più lotti”

Nella versione modificata riferita alla determinazione n. 2096 del 1 Settembre 2026,  si prevede “la partecipazione per più lotti, anche per numero 6 lotti”. Una frase sibillina che, declinando al plurale i lotti, escluderebbe per ciascun operatore l’obbligo di partecipazione a tutti e sei lotti, ma non l’obbligo di partecipazione a più di un lotto, ponendosi in contrasto con il parere Anac e con la sentenza 990/2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana che stabilisce che “ciascun lotto costituisce una procedura selettiva autonoma e distinta.., non influenzabile dalle vicende relative agli altri lotti”. 

A prescindere dall’autonomia dirigenziale dell’Area Finanziaria (peraltro con incarico in parte fiduciario, pur con selezione pubblica, ma non di ruolo), il Sindaco o chi per lui dovrebbe spiegare come mai, nell’arco di tre mesi, si approva un avviso pubblico che di fatto sconfessa quello precedente del giugno 2026 tornando indietro, in pratica, a quello del 2025 permettendo, in linea teorica, l’assegnazione a soli due operatori (che potrebbero essere anche quelli vincitori del precedente bando non essendoci nessuna clausola limitativa) rendendo possibile, di fatto, “l’effetto Gallo”.  Si tratta di scelte in cui l’autonomia dirigenziale ha come riferimento gli indirizzi programmatici che l’Amministrazione dovrebbe dare senza entrare nel merito del procedimento amministrativo che resta nella piena autonomia degli uffici.

La retromarcia sembra essere la caratteristica di questa Amministrazione di “seri, capaci e competenti”. E se il buongiorno si vede dal mattino, le retromarcie non finiscono qui”.

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