“Il ribaltamento della realtà: l’Incubo mascherato da “presidio di legalità”. Il sindacato interviene sulla vicenda che ha visto coinvolta l’ex dirigente dell’Istituto scolastico “Giulio Cesare di Sabaudia
“Leggendo il trionfale articolo riportato sulla stampa locale – spiega una nota del sindacato -, non si sa francamente se scoppiare a ridere o restare inorriditi. Un misto di sdegno e amara ironia assale chiunque conosca anche solo un decimo della reale situazione dell’Istituto “Giulio Cesare”. «La nostra scuola resta presidio di legalità, crescita e inclusione», titola a caratteri cubitali il pezzo. Magnifico. Commovente.
Peccato che sembri la sceneggiatura di un film distopico, un goffo e disperato tentativo di nascondere la polvere sotto un tappeto che, nel frattempo, ha già preso fuoco. Di quale “legalità” e di quale “inclusione” stiamo parlando, di grazia?
Forse il concetto di “inclusione” è stato reinterpretato per giustificare le sistematiche umiliazioni inflitte ad alunni, docenti e collaboratori scolastici? Oppure, ed è qui che si tocca il vero apice dell’orrore, la loro idea di inclusione è quella messa in pratica quando, all’improvviso e per pura ripicca contro qualcuno, la dirigente ha arbitrariamente riassegnato i docenti specializzati per le attività di sostegno?
Un atto inqualificabile che ha leso gravemente i diritti in primis degli alunni più fragili e successivamente ha tranciato di fatto il lavoro di interi anni scolastici, calpestando la loro sacrosanta continuità didattica. E sul fronte della legalità? il quadro non è meno surreale. Ci si riferisce forse al fulgido esempio di una dirigente il cui curriculum recente vanta esposti penali per aggressione ai danni dei lavoratori?
Non si tratta di chiacchiere, ma di fatti ampiamente messi a verbale e incisi sulla pietra degli atti giudiziari e dell’Ufficio Scolastico, che ha dovuto persino avviare una lunghissima visita ispettiva. E non dimentichiamo le due interrogazioni parlamentari per fare luce su una gestione economico-finanziaria e didattica a dir poco disastrosa.
In questo teatro dell’assurdo, spiccano poi le grottesche accuse mosse alla FLC CGIL. Così come evidenzia la Segretaria Generale della FLC-CGIL di Frosinone Latina, Clelia Allocca, “respingiamo al mittente queste illazioni prive di fondamento. Parliamo dell’organizzazione sindacale più antica e rappresentativa di questa Nazione, che quest’anno taglia il traguardo dei 120 anni. Cosa ha fatto la FLC CGIL Frosinone Latina di tanto scandaloso? Semplice: ha fatto quello che ogni sindacato dovrebbe fare. Mentre qualcun altro si voltava dall’altra parte fingendo di non sentire, la CGIL ha accolto il dramma di alunni, lavoratori e genitori, mettendo in campo ogni azione possibile per ripristinare legalità e trasparenza.
E siccome non amiamo le parole astratte, lasciamo parlare la recente sentenza che inquadra chirurgicamente le condotte della dirigente condannata, ricordiamolo, per condotta antisindacale. Il giudice del lavoro mette nero su bianco, così come è emerso dalla sentenza, la Dirigente Scolastica Miriana Zannella abbia adottato un comportamento relazionale senz’altro non consono alla funzione svolta (a tratti anche disciplinarmente rilevante)”. La sentenza precisa inoltre che la dirigente ha “riservato atteggiamenti ed espresso frasi e valutazioni personali (che andrebbero in altra sede fortemente stigmatizzati) del tutto fuori luogo nei confronti di più soggetti appartenenti al plesso scolastico: docenti, collaboratori scolastici – sia sindacalisti che non – ed anche genitori”. Altro che crescita e inclusione. Se questo è il modello di legalità che qualcuno vuole difendere, c’è da tremare.
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Ripetiamo l’interrogativo: di quale presidio di legalità stiamo parlando? Il Giulio Cesare diventerà vero presidio di legalità, solo ed esclusivamente dal primo settembre in poi quando sarà effettivo il trasferimento d’ufficio della DS. Il vero orgoglio del “Giulio Cesare” non è chi lo ha vessato, ma le enormi professionalità che hanno combattuto questa repressione a testa alta, scegliendo di stare dalla parte giusta della barricata. Nonostante le pubbliche umiliazioni, hanno lottato e hanno avuto ragione, supportati da comitati, istituzioni e partiti politici che si sono mobilitati contro l’indifferenza di molti.
Dal primo settembre, per fortuna, l’aria cambierà. Quella nuova, finalmente, potrà accogliere il vero significato del concetto di legalità”.
