Hotel Grotta di Tiberio a Sperlonga: sentenze definitive e confisca perfezionata, ma l’amministrazione sceglie il silenzio e l’immobilismo
”La giustizia ha fatto il suo corso, giungendo a conclusioni inequivocabili: l’Hotel Grotta di Tiberio è a tutti gli effetti un compendio abusivo, la cui acquisizione al patrimonio del Comune di Sperlonga è stata sancita in via definitiva anche dall’ultimo, decisivo pronunciamento della Corte di Cassazione. Eppure, a fronte di un iter giudiziario ormai tombale che non ammette più alcuna zona d’ombra o margine di interpretazione, sul territorio continua a regnare un assordante immobilismo amministrativo.
Il Comitato Argine interviene con fermezza per denunciare questo ingiustificato stallo operativo. Non è accettabile che un bene di tale rilevanza, sottratto all’illegalità e passato formalmente nelle mani della collettività, resti ostaggio del silenzio istituzionale e privo di una chiara prospettiva.
La cittadinanza ha il diritto di sapere: cosa intende fare l’amministrazione comunale? Quali sono gli atti d’indirizzo programmati per l’area? Il passaggio della proprietà dal privato al pubblico non può e non deve ridursi a una mera formalità contabile o a una vittoria di carta, destinata a naufragare nel degrado e nell’abbandono.
Il Comitato Argine ribadisce con forza che la legalità non si esaurisce nelle aule di tribunale, ma esige coerenza amministrativa, trasparenza e visione strategica. Chiediamo che l’ente rompa immediatamente il silenzio, chiarendo pubblicamente se si intenda procedere con la demolizione o se vi sia la volontà di aprire un percorso partecipato per valutare alternative di pubblico interesse, nel pieno rispetto del territorio e della vocazione paesaggistica e culturale di Sperlonga.
La gestione della cosa pubblica non tollera zone d’ombra né temporeggiamenti. Il Comitato continuerà a monitorare con la massima attenzione ogni sviluppo, pretendendo risposte chiare e atti amministrativi concreti”.
Così, in una nota, il Comitato Argine.
