Bandiera Blu, Il Comune di Latina perde un tratto del lato b del lungomare per via del deficitario servizio salvamento
Al termine di una giornata molta intensa che ha visto contrapporsi maggioranza, l’assessore del ramo, Gianluca Di Cocco e opposizione, diventa ufficiale che la FEE Italia, organo deputato a riconoscere alle città le bandiere blu per i tratti costieri, conferma il vessillo per Latina, togliendo però una parte.
Dopo la revoca della bandiera al Comune di Sabaudia per via dell’assenza del servizio bagnini sulla spiaggia libera della città delle Dune, a Latina arriva un provvedimento che sembrava scontato dal momento che, fino a pochi giorni fa, il capoluogo non aveva servizio salvamento nei tratti di arenile libero.
Per tredici anni, la bandiera blu, per quanto possa valere questo “gallone”, è stato assegnato sempre a Latina. Ora, per decisione della FEE Italia il tratto del cosiddetto lato b, quello che va da Capoportiere a Rio Martino viene penalizzato, in quanto dal terzo chiosco in poi è stata revocata la bandiera blu.
A comunicarlo ufficialmente al Comune di Latina è stata, per l’appunto, la FEE Italia che ha evidenziiato che dal terzo chiosco in poi non sono stati garantiti gli stnadardi richiesti. Nella giornata di ieri, nel corso dell’intensa commissione Trasparenza, era emerso il fatto che la FEE Italia avesse chiesto all’amministrazione comunale una integrazione della documentazione sul servizio bagnini. Come noto, il Comune, nei giorni scorsi, si è affrettato ad assegnare la gara alla ditta sanfeliciana Leone srl, nata ad aprile e senza un vero e proprio bagliaglio di esperenze nel campo del salvamento su spiaggia.
In commissione Trasparenza, l’assessore Gianluca Di Cocco ha riferito che, grazie all’affidamento in urgenza disposto il 27 luglio dopo l’esito negativo della procedura negoziata (peraltro vi è ancora un contenzioso in atto con la ex aggiudicataria del servizio bagnini, la Escara srl), da oggi, 31 luglio (a stagione arrivata ben oltre la metà), saranno attivate sei postazioni di salvamento sulle spiagge libere del tratto A, intervento che, secondo quanto riferito, consente il mantenimento dei requisiti della Bandiera Blu per quella parte del litorale. Ben diversa, invece, la situazione del tratto B, sul quale non sono arrivate analoghe rassicurazioni.
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“Su nostra precisa richiesta – ha spiegato ieri, 30 luglio, l’opposizione comunale -, l’assessore ha confermato che è in corso un’interlocuzione con la FEE Italia. Abbiamo quindi chiesto che tutta la documentazione relativa a tale interlocuzione venga trasmessa alla Commissione Trasparenza affinché il Consiglio comunale possa conoscere il reale stato della situazione.
Preoccupa inoltre il fatto che la Commissione non abbia potuto acquisire né il contributo del Servizio Ambiente, che ha seguito l’intero iter della Bandiera Blu, né la documentazione relativa ai rapporti con la FEE. Si tratta di elementi indispensabili per comprendere se, allo stato attuale, sussistano realmente tutti i requisiti richiesti. Ancora più grave è il fatto che nel corso della seduta sia stata prospettata perfino l’ipotesi della perdita della Bandiera Blu o del mantenimento del vessillo per il solo tratto A e non per il tratto B”.
Ad ogni modo, il Comuen di Latina, presentando la documentazione, è riuscita a salvare solo una parte del tratto B, assicurando il posizionamento delle postazioni di salvataggio, previste ogni cento metri, solo fino all’altezza del terzo chiosco. Era stato il presidente di FEE Italia, Claudio P. Mazza, ad accertare che su Latina non vi era “la completa corrispondenza ai criteri obbligatori per quanto riguarda la sicurezza delle spiagge”, chiedendo al Comune di adeguarsi. In extremis, l’ente del capoluogo ha inviato la documentazione che dava conto del nuovo affidamento del servizio bagnini, il quale serve a salvare solo una parte minoritaria del lato B del litorale.
Polemico contro l’opposizione e la gestione della commissione Trasparenza, l’assessore Di Cocco. “Questa mattina, nel corso della Commissione Trasparenza è emerso un fatto che mi ha sinceramente colpito e amareggiato. Ho appreso che, mentre il Comune era impegnato a fare tutto il possibile per salvaguardare il mantenimento della Bandiera Blu, ci sono state interlocuzioni con la FEE, l’organismo internazionale che assegna questo riconoscimento, che avrebbero potuto incidere negativamente sull’esito della procedura. Confesso che faccio fatica a comprendere una simile scelta.
La Bandiera Blu non è un successo dell’Amministrazione, né di un Sindaco o di un Assessore. È un patrimonio di tutta Latina, dei cittadini, degli operatori balneari, delle attività turistiche e commerciali e di chi ogni giorno lavora per valorizzare il nostro litorale. Le critiche e il confronto politico sono legittimi e fanno parte della vita democratica. Ma chi ricopre un ruolo istituzionale, a mio avviso, dovrebbe sempre mettere al primo posto l’interesse della città. In questi mesi abbiamo affrontato enormi difficoltà per garantire il servizio di salvamento e rispettare gli standard richiesti dalla FEE. Abbiamo lavorato senza sosta, insieme agli uffici comunali e a tutti i soggetti coinvolti, per trovare soluzioni e non compromettere un riconoscimento così importante. Per questo oggi provo amarezza. Perché credo che, quando è in gioco il nome di Latina, tutti dovremmo remare nella stessa direzione”.
E ancora, in serata, un nuovo posto sui social. “Quello che è emerso oggi, dimostra una differenza sostanziale tra chi lavora nell’interesse della città e chi, invece, sembra interessato soltanto alla polemica politica.
Mentre l’amministrazione ha affrontato una situazione complessa lavorando con gli uffici, nel rispetto del Codice degli Appalti e delle linee guida dell’ANAC, c’è chi ha preferito alimentare una narrazione negativa ancora prima di conoscere i fatti. Oggi è evidente che dietro ogni scelta c’è stato un lavoro serio, trasparente e orientato esclusivamente al bene di Latina.
Fa riflettere che chi si richiama a “Latina Bene Comune” sembri avere il bene comune soltanto nel nome. Così come il Movimento 5 Stelle continua a dimostrare che, quando non è alla guida dell’amministrazione, ogni occasione diventa motivo di scontro, anche di fronte a decisioni corrette e assunte nel pieno rispetto delle regole.
In Commissione Trasparenza è stato “più volte” chiarito come ogni procedura sia stata svolta nel rispetto della normativa. Eppure si continua a spostare il bersaglio: prima si contesta la mancanza di trasparenza, poi, quando la trasparenza viene dimostrata con documenti e spiegazioni, si attaccano le tempistiche. Sembra che qualsiasi risposta venga data non sia mai sufficiente.
Un Presidente della Commissione Trasparenza dovrebbe garantire il corretto svolgimento dei lavori, assicurare equilibrio e rispetto dei ruoli, senza trasformare la Commissione in uno strumento di propaganda politica. Quanto accaduto ha dato invece l’impressione che il ruolo istituzionale sia stato messo in secondo piano rispetto alla ricerca della visibilità politica. Ed è un peccato, perché la Trasparenza è una cosa troppo seria per essere utilizzata come terreno di scontro”.
Al di là delle critiche all’opposizione, Di Cocco dimentica di fare autocritica sul fatto oggettivo di aver perso la bandiera blu per gran parte del litorale B del capoluogo, ossia quello in cui il mare si specchia sul Lago Fogliano, all’interno del Parco Nazionale del Circeo. Una vera impresa, in realtà, perdere la bandiera blu in un tratto che, invece di essere valorizzato poiché ad altro potenziale naturalistico e turistico, sconta un deficit dell’attuale amministrazione. Ecco, un’autocritica sarebbe servita. Non sono state le segnalazioni dell’opposizione a far perdere la bandiera blu, piuttosto la circostanza oggettiva che, fino al 31 luglio, non vi erano bagnini su spiaggia libera a Latina. Un fatto incotrovertibile.
