Acque del Golfo, Europa Verde all’assessore Palazzo: la diagnosi è quella giusta, ma la credibilità si misura sugli atti. E sugli atti dell’Area Sensibile parla la DGR 718 del 2023
“Sui dati di Goletta Verde l’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo dice una cosa che condividiamo: le criticità del nostro mare stanno agli sbocchi a mare di fossi e canali, e nascono da carenze della depurazione e da possibili scarichi illeciti di reflui. È esattamente ciò che sosteniamo da anni. Sulla diagnosi, nessuna contrapposizione.
Ma un impegno ambientale non si giudica sulle dichiarazioni: si giudica sugli atti. E gli atti di questa amministrazione regionale sull’Area Sensibile del Golfo di Gaeta parlano chiaro.
L’Area Sensibile, istituita con la DGR 116/2010 in attuazione della direttiva 91/271/CEE e del D.Lgs 152/2006, impone tre cose: adeguamento dei depuratori, limiti allo scarico più restrittivi e delocalizzazione degli impianti di acquacoltura fuori dal Golfo. È in forza di quella classificazione che la Provincia di Latina prescrive ai depuratori del Golfo limiti ben più stringenti di quelli ordinari.
Ebbene: con la DGR 718 del 14 novembre 2023, su proposta dell’assessore all’Ambiente, la Giunta Rocca ha escluso la mitilicoltura dall’obbligo di delocalizzazione, lasciandola dentro l’Area Sensibile. E con l’emendamento alla legge di stabilità 2025-2026 ha concesso una proroga triennale anche alla piscicoltura nel Golfo, in deroga al divieto della Carta Vocazionale dell’Acquacoltura. In quindici anni, la delocalizzazione prescritta dalla norma non è mai stata portata a termine.
Questa è la contraddizione. L’Area Sensibile è nata per abbattere l’apporto di azoto e fosforo in mare; è la stessa assessore ad aver ammesso che l’acquacoltura immette in mare proprio azoto e fosforo. Non si può chiedere più depurazione e, con l’altra mano, smontare l’istituto giuridico che la depurazione la impone, riammettendo nell’area i carichi che essa deve contenere. Chi indebolisce l’Area Sensibile perde il titolo per invocare la tutela del mare.
Sul metodo, siamo d’accordo che ARPA e Goletta Verde abbiano finalità diverse. Ma la foce non è un cavillo da archiviare perché «esclusa dalla balneazione»: è il vettore. Ciò che esce dal Rio Santa Croce, dal canale di Scauri o dal Rio Recillo finisce sulla spiaggia accanto, dove la gente fa il bagno. E i «possibili scarichi illeciti» che l’assessore evoca non sono un’ipotesi: poche settimane fa, proprio sul Rio Recillo, i Carabinieri Forestali e la Polizia Locale di Minturno hanno scoperto e bloccato uno scarico industriale abusivo, denunciando il responsabile.
Per questo, alle parole chiediamo che seguano atti: nessun ulteriore indebolimento dell’Area Sensibile e delocalizzazione vera dell’acquacoltura fuori dal Golfo; un cronoprogramma, con risorse e scadenze, per i depuratori che scaricano nel Golfo; la pubblicazione dei dati ARPA sulle foci punto per punto, non solo la percentuale complessiva di acque «eccellenti».
L’assessore scrive che la contrapposizione tra istituzioni e ambientalisti «nei fatti non esiste». Ne conveniamo. Ma la si evita in un solo modo: rafforzando l’Area Sensibile, non smontandola con una delibera alla volta”.
Così, in una nota, i portavoce di Europa Verde – Formia e Sudpontino, Beniamino Gallinaro e Mariarita Manzo.
