CONSUMO DI SUOLO, ITALIA NOSTRA LATINA: “A RISCHIO L’AREA BOSCA DI VIA DELLA ROSA”

La lettera aperta della Presidente di Italia Nostra Latina, Maria Teresa Accatino, sul consume del suolo nel capoluogo

“Una cartellonistica pubblicitaria rende noto che in un’area di via Zani stanno per iniziare i lavori per
realizzare nuovi insediamenti residenziali in variante allo strumento urbanistico generale. Niente di nuovo. La variante urbanistica è in discussione da anni e riguarda anche un’area di via della Rosa di cui fino a poco tempo fa era esposto il cartello. In via Zani si tratta di una vasta area libera vicino al corso d’acqua naturale del Gorgoglicino, mentre in via della Rosa si tratta di un’area occupata da un bosco di cui ancora si sta decidendo se è bosco o no.

Ciò che ci stupisce però è il fatto che in questo difficile periodo che stiamo vivendo per crisi climatica e arresto della crescita di popolazione, non si ripensi a certe scelte, maggiormente in via della Rosa in cui l’intervento richiederebbe l’eliminazione dell’area boscata. In Italia il fenomeno del consumo del territorio continua a crescere a ritmi elevati, con decine di chilometri quadrati persi ogni anno a causa della trasformazione di superfici naturali o agricole in aree occupate da edifici, strade e infrastrutture.

A Latina, la situazione legata al consumo di suolo presenta da tempo criticità strutturali importanti, con valori di copertura artificiale nettamente superiori rispetto alla media nazionale. Gli ultimi monitoraggi e report scientifici riportano che nel Comune Capoluogo e nel territorio provinciale la copertura artificiale del territorio ha raggiunto il 15,5%, posizionandosi a ben +6,66 punti percentuali sopra la media nazionale e indicano che sono stati cementificati 336 m² per abitante.

Lo strumento urbanistico generale approvato nel 1972 prevedeva una popolazione abitativa che si sarebbe insediata a Latina tra il 1980 e gli anni successivi, di 160.000 abitanti circa. La previsioni costruttive da tempo sono state realizzate tutte, o quasi, a fronte di una popolazione ad oggi di circa 135.000 abitanti. Ne consegue che esistono volumetrie residenziali e complementari alla residenza superiori a quelle preventivate in sede di predisposizione del PRG.

Le ampie zone previste a ridosso della città da destinare all’industria e all’artigianato risultano oggi in parte abbandonate con fabbricati sovrastanti fatiscenti a causa della crisi dei due settori, come per esempio quelle sull’asse della Strada Statale n. 156 e della strada comunale via Piave, che si sono realizzate con le infrastrutture ed i servizi necessari per renderle funzionali alla destinazione d’uso prevista.

Italia Nostra Latina, certa che le procedure che hanno portato all’approvazione di dette varianti urbanistiche sono corrette, prende atto con rammarico che ancora una volta si sceglie il consumo di territorio agricolo e aree vergini per realizzare residenze. Non si è preferito dare priorità al riuso di aree già edificate, degradate o dismesse tramite quelle procedure previste dalla normativa urbanistica che consentono un processo di recupero e di trasformazione di parti di città dismesse e migliorare conseguentemente l’efficienza energetica, la mobilità urbana e contenere la spesa per la manutenzione di strade e delle reti di servizi per le residenze.

Dato il tempo trascorso dalle scelte fatte per detti interventi e la normativa nazionale e regionale che è intervenuta nel frattempo (vedi quella sulla Rigenerazione Urbana), il nostro suggerimento è un invito a promuovere un incontro per dibattere il problema così come prevede l’art. 2 e seguenti dello Statuto del Comune di Latina, con associazioni e anche con la stampa”.

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