Una procedura esecutiva immobiliare iniziata nel 1979 presso il Tribunale di Latina e che, secondo quanto riportato negli atti, non sarebbe ancora conclusa diviene tema di un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Giustizia.
È la deputata Stefania Ascari (Movimento 5 Stelle) a chiedere al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con una interrogazione parlamentare a risposta scritta, di verificare la questione e di valutare possibili controlli e modifiche alle norme.
L’interrogazione a risposta scritta, presentata alla Camera dei deputati, nasce dalla documentazione inviata alla deputata e riguarda una procedura esecutiva immobiliare avviata nel 1979 davanti al Tribunale di Latina. Secondo quanto risulta dagli atti acquisiti, la pendenza risulterebbe tuttora non definitivamente conclusa, con una durata superiore a quarant’anni, circostanza difficilmente conciliabile con il principio della ragionevole durata del processo sancito dall’articolo 111 della Costituzione, dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dall’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La Corte costituzionale ha chiarito che il principio di effettività della tutela giurisdizionale, desumibile dagli articoli 24, 111 e 113 della Costituzione, impone che il processo, compresa la fase esecutiva, assicuri una tutela concreta e tempestiva dei diritti, mentre la Corte di cassazione ha evidenziato come il processo esecutivo rappresenti il naturale completamento della tutela giurisdizionale;
Secondo quanto si legge nell’interrogazione, “dalla relazione del professionista delegato emergerebbe una successione del creditore procedente, originariamente individuato nel Consorzio procedente e successivamente nella Banca di Fondi, senza che dagli atti nella disponibilità dell’istante risulti una ricostruzione chiara dei relativi passaggi, con riguardo alla legittimazione all’esercizio dell’azione esecutiva e alla continuità del titolo”. La Corte di cassazione ha costantemente affermato che i poteri del professionista delegato sono strettamente derivati dall’ordinanza di delega e dalla legge e non possono essere estesi oltre i limiti normativamente previsti, essendo il giudice dell’esecuzione l’unico titolare della direzione del processo esecutivo.
Ascari sottolinea che “il segnalante lamenta che numerose istanze siano state definite mediante provvedimenti estremamente sintetici, privi di una motivazione effettiva, circostanza che assume rilievo alla luce dell’articolo 111 della Costituzione, dell’articolo 132, secondo comma, n. 4, del codice di procedura civile e dell’articolo 118 delle relative disposizioni di attuazione”.
La deputata pentastellata domanda “se il Ministro sia a conoscenza dei fatti e se, per quanto di competenza, intenda disporre iniziative di carattere ispettivo a fronte dell’eccezionale durata della procedura esecutiva, con riguardo all’eventuale sussistenza di anomalie”.
Nell’interrogazione si domanda se il Ministro “non ritenga opportuno promuovere iniziative normative volte a rafforzare i controlli sull’attività dei professionisti delegati, introducendo specifici obblighi di rendicontazione periodica, sistemi di monitoraggio della durata delle procedure, meccanismi di rotazione degli incarichi e verifiche ispettive automatiche nelle procedure che superino determinate soglie temporali; se non ritenga opportuno promuovere iniziative normative volte ad introdurre sistemi di monitoraggio della durata delle procedure esecutive immobiliari, nonché meccanismi di rotazione degli incarichi ai professionisti delegati e verifiche ispettive automatiche nelle procedure che superino determinate soglie temporali”.
Al Ministero, inoltre, sono disponibili i dati statistici aggiornati, distinti per Corte d’appello e per singolo Tribunale, relativi alle procedure esecutive immobiliari pendenti da oltre dieci, venti, trenta e quarant’anni, alla durata media delle procedure esecutive, al numero delle procedure definite annualmente e ai tempi medi intercorrenti tra il pignoramento, la delega delle operazioni di vendita, l’aggiudicazione e il decreto di trasferimento, nonché se tali dati siano oggetto di monitoraggio periodico da parte dell’Amministrazione?
Ascari domanda a Nordio quali iniziative organizzative siano state adottate negli ultimi anni, per quanto di competenza, per ridurre l’arretrato delle procedure esecutive immobiliari e se il Tribunale di Latina rientri tra gli uffici giudiziari destinatari di specifici programmi di monitoraggio, supporto organizzativo o interventi straordinari finalizzati all’abbattimento delle pendenze più risalenti; se non ritenga altresì opportuno introdurre, mediante iniziative normative, meccanismi automatici di segnalazione all’ispettorato generale del Ministero e ai Presidenti dei Tribunali delle procedure esecutive che superino determinate soglie temporali, con verifiche obbligatorie sullo stato del procedimento e sulle cause dei ritardi”.
