Ci sono gesti che non fanno rumore, ma cambiano il destino delle persone. Gesti compiuti con naturalezza, quasi in punta di piedi, che raccontano il significato più autentico della parola comunità. È uno di questi il gesto di straordinaria generosità che Cristina e Stefania Zamboni hanno voluto compiere nei confronti della città di Latina, scegliendo di donare all’Associazione Diaphorà lo storico locale commerciale di famiglia in via Neghelli.
Con la firma dell’atto di donazione, lo scorso 16 luglio, prende ufficialmente vita un progetto che va ben oltre il trasferimento di un immobile. Quel luogo, conosciuto da generazioni di latinensi come storico negozio di elettronica fondato da Ferruccio e Maria Teresa Zamboni continuerà a essere un punto di riferimento per la città, ma con una nuova missione: diventare uno spazio di lavoro, crescita, formazione e inclusione per giovani con disabilità.
Per l’Associazione Diaphorà questo rappresenta molto più dell’acquisizione di una sede. È il riconoscimento di venticinque anni di impegno accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie, un percorso costruito con serietà, competenza e relazioni di fiducia che ha dato vita a progetti concreti di autonomia, formazione e inclusione. È questa credibilità, maturata giorno dopo giorno sul territorio, che ha convinto la famiglia Zamboni ad affidare proprio all’associazione un bene così ricco di storia, valore affettivo e significato per la città.
L’associazione era alla ricerca di uno spazio in cui far crescere nuovi progetti. Una serie di fortunate coincidenze, unite all’impegno di chi ha creduto fin dall’inizio in questa possibilità, hanno fatto incontrare due storie destinate a intrecciarsi. Determinante è stato il ruolo di Martin Tagliaferri dell’agenzia immobiliare Tecnocasa Latina Ovest, che, conoscendo le esigenze di Diaphorà e offrendo la propria disponibilità a titolo gratuito, ha accompagnato con sensibilità e convinzione il percorso che ha reso possibile questo incontro.
Il nuovo locale rappresenterà un tassello fondamentale nel percorso già avviato con l’impresa sociale Etikey, nata dall’incontro tra Diaphorà e Centro Donna Lilith per creare opportunità lavorative concrete e percorsi di autonomia per persone che affrontano percorsi di riscatto e vulnerabilità. Qui nascerà un progetto innovativo dedicato proprio all’inclusione lavorativa, pensato per offrire ai giovani con disabilità un luogo in cui sviluppare competenze, costruire autonomia e mettere in valore i propri talenti.
“Ricevere questo dono significa sentire tutta la responsabilità di custodire una storia importante e trasformarla in un bene per l’intera comunità», dichiara Paolo Maria Magli, presidente dell’Associazione Diaphorà. «Cristina e Stefania non hanno donato semplicemente un immobile: hanno affidato alla nostra associazione un luogo che custodisce la memoria della loro famiglia e di tanti cittadini di Latina. Questa scelta ci emoziona profondamente perché rappresenta anche un riconoscimento del lavoro che Diaphorà porta avanti da oltre vent’anni insieme alle famiglie, costruendo ogni giorno percorsi di autonomia, inclusione e dignità. Qui nascerà un progetto innovativo: sarà un luogo di lavoro, di crescita e di opportunità, ma soprattutto uno spazio aperto alla città. L’inclusione non è un compito che riguarda soltanto chi opera nel sociale: è una responsabilità collettiva e una ricchezza che appartiene a tutta la comunità. Questo straordinario gesto ci ricorda che quando un bene privato diventa un bene comune nascono opportunità capaci di cambiare davvero la vita delle persone”.
A suggellare il valore di questa scelta sono le parole di Cristina e Stefania Zamboni:
“Siamo felici e profondamente emozionate di poter contribuire alla realizzazione di questo progetto. È una decisione che nasce dal desiderio di rendere omaggio ai nostri genitori, Ferruccio e Maria Teresa, che hanno sempre amato profondamente Latina e vissuto il loro lavoro come un servizio alle persone e alla città. Dopo la loro scomparsa, avvenuta a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra, abbiamo sentito il desiderio che questo luogo continuasse a vivere, restando fedele ai valori che ci hanno trasmesso. Quando abbiamo conosciuto l’Associazione Diaphorà abbiamo capito che quello spazio avrebbe potuto avere una nuova vita. Donarlo significa affidarlo a chi saprà trasformarlo in un luogo di opportunità, crescita e futuro per tanti giovani. Nostro padre ha sempre creduto nei ragazzi: nei loro occhi ritrovava l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di costruire il domani che hanno accompagnato tutta la sua vita. Sapere che proprio qui altri giovani potranno trovare un’occasione di lavoro, autonomia e realizzazione personale è il modo più bello che conosciamo per custodire la memoria dei nostri genitori. È il nostro contributo per una comunità sempre più inclusiva”.
Questa storia è arricchita anche da una suggestiva coincidenza che lega ancora di più la famiglia Zamboni al percorso di Diaphorà. La sede dell’associazione sorge infatti alle porte del Lago di Fogliano, lo stesso luogo al quale era profondamente legata Maria Teresa Zamboni, che proprio lì aveva studiato e dove suo padre lavorava come pescatore.
Oggi quello che per decenni è stato un luogo di lavoro, di relazioni e di vita continua a essere un patrimonio della città. Grazie alla generosità della famiglia Zamboni e all’impegno dell’Associazione Diaphorà, quello spazio si prepara ad accogliere nuove storie, nuove opportunità e nuovi sogni, dimostrando che le eredità più preziose sono quelle che, condivise con la comunità, continuano a generare futuro.
