“Quante ditte hanno partecipato alla gara per i nove chioschi sul lungomare di Sabaudia? In altri tempi dall’Amministrazione, lo era stato del resto anche per la gara del 2025, si sarebbe saputo quanti appunto erano i partecipanti. Lo scorso anno in prima battuta il sindaco parlò di circa venticinque ditte dimenticandosi che la gara era su ogni piazzola, tanto è che di fatto erano molte di meno”. Inizia così l’intervento dei consiglieri comunali del Partito Democratico Giancarlo Massimi e Simone Brina e del segretario Luca Mignacca.
“Su questo bando, si stanno aprendo le offerte, sono solo in quattro. Tre piazzole in via di assegnazione su nove. Se così fosse non solo il sindaco si dovrebbe dimettere ma tutta la filiera di governo che ha contribuito a mettere in piedi questo “Teatro dell’Assurdo”. In consiglio comunale ci è stato spiegato che le ditte partecipanti sarebbero state oltre trenta; che c’era attenzione per il bando da parte degli operatori economici locali. A nulla sono valse le osservazioni della minoranza che, al contrario, sosteneva che la scelta del partenariato pubblico-privato, alcune prescrizioni gestionali, il piano economico finanziario, la capacità economica richiesta alle ditte avrebbero disincentivato la partecipazione in particolare degli operatori locali. Così è stato: due delle società partecipanti hanno la sede a Roma.
Basta pensare che per strutture che hanno spese dissimili (anche notevoli) è valso lo stesso piano economico finanziario. Così come, per esempio, non è stato applicato nessun vincolo per chi, già titolare di una concessione balneare, ha potuto partecipare alla gara ed eventualmente diventare concessionario anche di una piazzola. Il vincolo era solo per i lotti in competizione, alla faccia della concorrenza. Allo stesso modo non è comprensibile l’interesse pubblico nel partenariato considerando che quello che doveva essere svolto a favore della collettività, attività di pulizia, salvataggio ed assistenza, viene attualmente imposto come obbligo agli attuali concessionari.
È arrivato il momento di mettere la parola fine a questa esperienza disastrosa per Sabaudia. Ci aspettiamo che anche dentro la maggioranza persone di buona volontà comprendano che andare avanti significa affossare la città, l’economia, le speranze di un territorio che necessita di un governo autorevole, da non confondere con l’autorità. Il governo di una città complessa come Sabaudia non può essere affidato a chi non è in grado di gestire un territorio che ha caratteristiche uniche (economia del mare, parco, agricoltura) ma ha bisogno di una classe politica capace di confrontarsi per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini”.
