PEDEMONTANA, PRESENTATO IL RICORSO PER ANNULLARE IL PROGETTO

In data 8 giugno 2026 è stato presentato il Ricorso al Presidente della Repubblica contro e nei confronti di: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) –  Ministero della Cultura (MiC) –  ANAS S.p.A. Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per il progetto della Pedemontana, elaborato da ANAS S.p.A.

“Le avvocate Rosalba Genovese e Patrizia Menanno, su delega di privati cittadini, delle Associazioni, nonché delle imprese del settore agricolo, quali “Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine”, “Associazione Socio Politico Culturale “La Piazza” APS”, FONTE VERDE S.r.l., hanno chiesto l’annullamento -previa adozione di misure cautelari- del progetto per le seguenti ragioni: il tracciato di tale opera, che contempla la realizzazione di due gallerie naturali, una delle quali di oltre 4 Km, gallerie artificiali, ponti, viadotti, rotonde e bretelle di raccordo, impatta su un territorio di notevole rilevanza paesaggistica; il tracciato interferisce con aree archeologiche e della rete “Natura 2000” per la conservazione della biodiversità; il tracciato presenta diverse criticità rilevanti per l’ambiente, la sicurezza idrogeologica e il paesaggio. Esse erano state già rilevate nel marzo 2022, tant’è che il Consiglio Superiore dei lavori Pubblici aveva restituito all’ANAS il PFTE – Progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’opera – perché venisse rielaborato per i profili geologico, idraulico, archeologico e di sicurezza.

L’intero progetto inoltre consuma un territorio già abbondantemente sfruttato, danneggia un settore agricolo di pregio, prevedendo l’espianto di 2095 ulivi, passa in zone intensamente urbanizzate, attraversa il bacino imbrifero delle sorgenti che alimentano gli acquedotti dei comuni del golfo, altera i circuiti idrici sotterranei, riporta il traffico di transito sulla via Flacca all’altezza della strada Canzatora, ha costi altissimi a fronte di finanziamenti inesistenti.

Al momento (manca ancora il progetto esecutivo) si stima un costo di oltre 650 milioni di euro, ma risultano finanziati appena 79 milioni. I Ministeri interessati e la stessa ANAS, nella fase delle osservazioni, sebbene fossero state proposte soluzioni alternative e di minor costo, non hanno dato alcuna risposta. Il ricorso serve anche a verificare altre soluzioni di attraversamento di Formia mediante progetti meno impattivi, di celere realizzazione, e di costi contenuti.

Lasciare trascorrere il tempo senza far nulla in attesa della eventuale realizzazione della pedemontana, è insopportabile per la città e l’intero golfo di Gaeta. Settantanove milioni di euro sarebbero sufficienti per realizzare, nel collo di bottiglia del lungomare di Formia, una separazione del traffico di  transito da quello locale. Ciò consentirebbe al primo di fluire senza interruzioni e senza interferire con il secondo, garantirebbe piena sicurezza di attraversamento pedonale del centro urbano, ricucirebbe il rapporto con il mare e recupererebbe una vasta area costiera oggi inibita dal traffico caotico. 

L’ANAS deve dare risposte in merito a queste proposte. Il progetto della pedemontana così come è stato elaborato, non è mai stato discusso nel consiglio comunale di Formia e non è stato mai portato a conoscenza dei soggetti interessati, i quali non hanno potuto esercitare il sacrosanto diritto, sancito dalla legge, di inoltrare osservazioni. 

In data 8 luglio 2026, ANAS S.p.A, Ministero dell’Ambiente e Ministero della Cultura, “considerata la complessità e la delicatezza delle questioni prospettate” hanno chiesto ai ricorrenti di trattare il ricorso dinanzi al TAR”. 

Così, in una nota, le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine” e “La Piazza” APS –  FONTE VERDE S.r.l.

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