LOGISTA, PRONTO IL LICENZIAMENTO DEI DIPENDENTI AD APRILIA

L’azienda Logista Italia ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 13 dipendenti: 6 su 7 dipendenti a Genova e 7 su 8 dipendenti per il sito di Aprilia.

Il gruppo Logista si occupa di distribuzione integrata e logistica di prossimità. L’azienda ha aperto il transit point di Aprilia un paio di anni fa e nel 2026 si è registrata una crescita del 25% sullo scorso anno.

“Non parliamo di costi elevati, perdita di volumi o di performance, ma solo di dell’ennesima scelta aziendale in cui vengono prima gli azionisti dei lavoratori. Logista Italia macina profitti e fattura 4 miliardi di euro l’anno, a livello di gruppo ha chiuso il semestre con oltre 6,5 miliardi di euro di ricavi e mentre da un lato licenzia i lavoratori dall’altro scrive cosi “in un contesto sfidante, continuiamo a lavorare per rafforzare la diversificazione del nostro business, mantenere il nostro impegno nella remunerazione degli azionisti con un dividendo previsto per il 2026 di almeno 2,09 euro per azione”.

Così interviene Laura Kaur, segreteria della Flai Cgil Frosinone Latina. Si tratta di “situazioni che non guardano nemmeno più ai fatturati e ai bilanci, ma sacrificano l’occupazione in nome di una mera riorganizzazione secondo standard prestabiliti”. La ragione dei licenziamenti secondo il sindacato sta in “una pura logica imprenditoriale, o, ancora peggio per un errore di chi due anni fa pensava di investire ad Aprilia e ha fatto semplicemente male i conti, i lavoratori si trovano oggi in una situazione di incertezza per quanto riguarda il loro futuro”.

Nonostante un incontro con l’azienda, la Flai Cgil considera le aperture dell’azienda insufficienti. Il prossimo incontro si terrà il 16 luglio. “Ci aspettiamo che ci siano risposte concrete per quei lavoratori che sono stati fatti spostare solo 2 anni fa dalle sedi di Roma e Anagni per avviare una start up ad Aprilia. Questa vertenza racconta in maniera plastica di come sull’altare del profitto, le multinazionali continuano a tagliare posti di lavoro ed accrescere i dividendi degli azionisti”.

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