Un’eredità reclamata e un testamento denunciato come falso: si è concluso il processo a carico di una vedova
Soldi contesi tra la vedova di un uomo tedesco, di professione ingegnere, trapiantato a Fondi e la figlia di quest’ultima che ha sporto denuncia contro la donna, accusata di aver falsificato il testamento. Fatto sta che la denuncia è sfociata in un procedimento penale a carico di G.S. (le sue iniziali), una 78enne di Fondi, accusata di falsità in testamento olografo.
Secondo il sostituto procuratore di Latina, Simona Gentile, titolare dell’indagine, la donna avrebbe fabbricato un testamento olografo falso, apparentemente scritto di pugno e datato e sottoscritto da suo marito, per l’appunto l’uomo tedesco venuto a mancare, a Fondi, il 15 gennaio 2022.
Conviventi a Fondi, i due coniugi avrebbe vissuto una vita come tante, se non fosse che tra l’uomo tedesco e sua figlia ci erano sempre stati problemi di compatibilità caratteriale.
È stata, però, la figlia che, leggendo i lasciti testamentari del padre, ha sporto denuncia contro la vedova e moglie di suo padre, responsabile a suo dire di aver formato un testamento che la penalizzava. Su un patrimonio totale di quasi 500mila euro tra soldi e immobili, alla figlia è spettata la somma di 120mila euro. Cifra non ritenuta congrua e frutto, secondo la denunciante, di un vero e proprio falso.
Il testamento, che reca la data del 28 novembre 2021, disponeva lasciti anche ai nipoti dell’uomo. La figlia dell’uomo, che vive in Germania, venendo a sapere del testamento, si è attivata cercando di sopperire a quella che riteneva una ingiustizia.
Ci sono volute quattro perizie, tre di parte, tra Procura, parte civile e difesa, e una del Tribunale di Latina a sancire che no, quel testamento in realtà era vero. Motivo per cui oggi, 13 luglio, il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Ribotta, ha assolto con formula piena, recependo la richiesta del pubblico ministero, la donna di 78 anni, assistita dagli avvocati Massimiliano Fornari e Enrico Mellidi, insieme alla dottoressa Melissa Lauretti. La figlia dell’uomo, costituitasi parte civile, era difesa dall’avvocato Davide De Mauri.
L’imputata è stata giudicata col rito abbreviato condizionato alla perizia del testamento.
