Un caso di sequestro di persona a scopo estorsivo accaduto a Terracina: prosegue il processo presso la Corte d’Assise di Latina
È ripreso oggi, 7 aprile, dinanzi alla Corte d’Assise di Latina – presidente Mario La Rosa, a latere la collega Eugenia Sinigallia e la giuria popolare – il processo che vede sul banco degli imputati il 36enne albanese Marsel Barjamo (tuttora ristretto ai domiciliari), difeso dall’avvocato Aurelio Cannatelli e accuseeeeeeeato di sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso con la connazionale Paula Narcisa Bita.e
Un processo nato da una indagine della Direzeione Distrettuale Antimafia e coordinata dal sostituto Lorenzo Del Giudice. I fatti, avvenuti a Terracina lo scorso 21 ottobre 2025, si riferiscono a un sequestro di un cittadino di Terracina, classe 1969, cehe, difeso dall’avvocato Bianchi, non si è costituito parte civile. Non proprio un nome qualunque la vittima: si tratta, infatti, di R.G., classe 1969, l’uomo che, con il nipote, fu ferito a colpi d’arma da fuoco nel 2016, davanti all’American Bar, da Alessandro Zof. Per quell’episodio, Zof è stato condannato in via definitiva per tentato omicidio.
Barjamo e Bita, insieme a un terzo soggetto non identificato, secondo l’accusa, avrebbero sequestrato il terracinese al fine di estorcergli la somma di 80mila euro, sottraendogli il telefono cellulare e immobilizzandolo a casa della donna.
La vittima sarebbe stata legata mani e piedi con del nastro adesivo e, dopo averlo obbligato a consegnare le chiavi dell’autovettura, lo avrebbero costretto a salire sul medesimo mezzo per recarsi nel luogo dove recuperare la somma.
Una storia cruda rimasta sotto traccia. La donna, Paula Narcisa Bita, è a processo a Roma ed è difesa dall’avvocato Ruggero Thermes.
Il processo è entrato nel vivo oggi con l’escussione di un poliziotto del Commissariato di Polizia di Terracina che ha partecipato alle indagini. Ascoltata anche una vicina di casa di Bajarmo e Bita la quale ha spiegato di aver visto che la donna aveva un ecchimosi sotto l’occhio, probabilmente segno di una violenza subita. Non era presente oggi, però, il testimone più atteso: R.G., coinvolto in passato anche nell’operazione anti-droga denominata “Melody”, che, come spiegato dal legale, non ha avuto la possibilità di venire a causa di un malore.
Il pubblico ministero Del Giudice ha rinunciato ad ascoltare tutti i testimoni die polizia giudiziaria e il processo è stato rinviato al prossimo 6 novembre. A margine la difesa ha chiesto la rimozione del braccialetto elettronico per l’imputato.
