PROGETTI AMBIENTE, DA APRILIA LA LETTERA APERTA: ECCO TUTTI I PUNTI CRITICI

La lettera aperta del costituendo Comitato Cittadino per l’Amministrazione Condivisa, a firma del promotore Giovan Battista Trenta

Il documento intende denunciare pubblicamente il grave stato di disservizio cronico nella raccolta dei rifiuti e nella cura del verde pubblico ad Aprilia, ponendo l’accento su alcune tematiche di forte interesse pubblico per la cittadinanza ed altre molto pertinenti, come:

  • Il raddoppio dei costi dei vertici apicali di Progetto Ambiente S.p.A.
  • Il “fulmine a ciel sereno” delle dimissioni dello storico Ing. Cristiano Cenci
  • Lo spettro dell’applicazione della TARIP in un contesto di profonda disorganizzazione
  • Le mancate risposte dell’azienda alle istanze dei cittadini.

Il Comitato preannuncia fin d’ora la propria partecipazione attiva all’Assemblea Pubblica che si terrà il prossimo 2 luglio presso la Biblioteca Comunale, dove verranno chieste risposte formali ai vertici aziendali e alla Commissione Straordinaria.

LA LETTERA APERTA

Mentre i cittadini di Aprilia sono costretti a organizzarsi in gruppi di volontariato per ripulire di propria iniziativa le aree verdi abbandonate della città, come accaduto per il Parco Falcone e Borsellino di Via dei Mille, per il Parco Sassoli della ex Via Irlanda e per Largo delle Rose di sabato 27 giugno, assistiamo con profonda indignazione a una gestione della municipalizzata Progetto Ambiente S.p.A. che solleva pesanti interrogativi sull’opportunità economica, sulla trasparenza e sull’efficienza dei servizi erogati alla collettività (Cfr. Intervista a Raphael Rossi pubblicata a pagg. 2-3 su Il Giornale del Lazio del 4-18 Giugno 2026).

Il costituendo Comitato Cittadino per l’Amministrazione Condivisa intende scoperchiare la pentola di una gestione societaria che appare sempre più distante dalle reali esigenze del territorio e dei lavoratori, i quali, per il tramite delle sigle sindacali (in primis la UGL), denunciano da tempo gravi disorganizzazioni operative.

Ci chiediamo come la Commissione Straordinaria, inviata ad Aprilia per ripristinare i principi di legalità, trasparenza e buon andamento della macchina pubblica, possa avallare l’attuale assetto della Progetto Ambiente, caratterizzato da un intollerabile raddoppio dei costi apicali e da una catena di comando che sta portando l’azienda al collasso.

1. Il paradosso delle doppie poltrone e i costi “da fuori regione”

Per fare il lavoro che prima faceva una sola persona, oggi i cittadini di Aprilia pagano due figure apicali:

  • L’Amministratore “Part-Time”: Un Amministratore Unico, il Dott. Raphael Rossi, la cui competenza tecnica non è in discussione, ma che risiedendo a Torino esercita un mandato “a mezzo servizio”, gravando sulle casse comunali non solo per il compenso, ma anche per continui rimborsi spese legati a trasferte, voli, alberghi, ecc….
  • La Nuova Direzione Generale: Poiché una presenza frammentaria non consentiva di gestire l’ordinario, si è reso necessario gravare ulteriormente il bilancio aziendale assumendo a tempo pieno una Direttrice Generale, la Dott.ssa Valentina Sanfelice di Bagnoli, con un costo di ben 85.000 euro lordi annui. 2. Il “Fulmine a ciel sereno”: l’addio dell’Ing. Cenci L’insostenibilità di questo modello e il malessere interno sono esplosi pubblicamente con le dimissioni storiche ed eccellenti dell’Ing. Cristiano Cenci, colonna portante della struttura tecnica aziendale fin dal 1998. Definite dallo stesso AU Raphael Rossi sulla stampa locale come un “fulmine a ciel sereno”, però a noi nasce un sospetto: queste dimissioni sono il sintomo evidente di una frattura insanabile. È legittimo il sospetto che un tecnico di lungo corso, dopo aver traghettato l’azienda e gestito i bandi pubblici, non abbia più trovato le condizioni per operare all’interno di una S.p.A. che vede i propri vertici esterni costare cifre astronomiche tra compensi e rimborsi trasferta, mentre sul territorio si avvia una riorganizzazione dei servizi fallimentare. 3. Cronistoria di un disservizio cronico: il silenzio da Aprile a Giugno e una gravissima e strutturale anomalia gestionale I vertici aziendali continuano a giustificare i disservizi parlando di una fisiologica “revisione delle zone”. La verità, documentata dai fatti, parla invece di una patologica gestione grave e cronica che va avanti da mesi nell’indifferenza totale verso l’utenza:

I precedenti di Aprile (Via Colle del Brennero): Il caos è partito subito dopo l’insediamento della nuova Direzione. Lunedì 13 aprile segnalavo personalmente come utente, via e-mail, il mancato ritiro di carta e cartone. Mercoledì 15 aprile (ore 20:22 – Cfr copia e-mail allegata) saltava anche il ritiro dei sacchi gialli di plastica e metallo e, con l’occasione, ricordavo che nel giorno 13, oltre alla carta/cartone era saltato anche il ritiro dei pannolini per minori di due utenze della stessa strada. Alle domande scritte del sottoscritto, come utente, (“Come mai questi ripetuti disservizi? Che cosa sta accadendo? Gradirei un possibile riscontro”) la Progetto Ambiente ha opposto il silenzio assoluto mortificando pesantemente i punti 8 e 9 della Carta dei Servizi.

Il caso di Giugno (Via Monte Rosa e Via Monte Cervino): Il picco si è raggiunto il 15 giugno ore 17:05 (Cfr. screenshot allegato). Carta e cartone non ritirati nelle vie principali e in tutte le traverse. Questa volta, davanti alla protesta del sottoscritto, tramite la nuova chat WhatsApp, la Direzione rispondeva alle 17:36 ammettendo le colpe: “Buonasera stiamo riorganizzando i servizi e capita che nella revisione delle zone si abbiano disservizi. Ci auguriamo di risolvere velocemente. Ci Scusi.” Alla successiva richiesta se ritirare i mastelli, l’azienda rassicurava: “Ma certo recuperiamo domani”. Quel “domani” non è mai arrivato. Il recupero è saltato e la chat si è chiusa nell’ennesimo, arrogante silenzio, calpestando anche qui l’impegno formale della Carta dei Servizi. A onore di cronaca, il ritiro della carta è stato effettuato due giorni successivi alla promessa.

L’eccesso caso di Via Sparvieri a Fossignano, che potrebbe sembrare un encomiabile intervento: Abbiamo appreso dagli organi di stampa (testata LatinaNews, articolo del 6 giugno 2026) dell’encomiabile e tempestivo intervento con cui la Direzione della Progetto Ambiente S.p.A. ha risolto in soli 30 minuti il blocco della raccolta differenziata in via degli Sparvieri a Fossignano, causato da valutazioni arbitrarie degli operatori sul campo.

Se da un lato il Comitato plaude alla reattività della Direttrice nel risolvere l’emergenza specifica, dall’altro non può esimersi dal rilevare una gravissima e strutturale anomalia gestionale che lede i diritti di tutta la cittadinanza di Aprilia.

Un’azienda pubblica che gestisce servizi essenziali non può operare in base a relazioni informali, messaggi privati o accordi telefonici con sigle associative o politici di turno.

La risoluzione di un disservizio igienico-sanitario deve essere l’effetto di una procedura standardizzata e trasparente, non un “favore” concesso a chicchessia. Questo modus operandi genera cittadini di serie A (ascoltati tramite canali privati) e cittadini di serie B (i cui atti formali via PEC vengono sistematicamente ignorati da codesta Direzione).

Il buon amministratore pubblico risponde agli atti formali, non alle simpatie politiche.

4. La resa sul Verde Pubblico: “Non facciamo servizio sociale”

Mentre la città soffoca nel degrado, l’Amministratore Unico Rossi dichiara pubblicamente che per il verde ad Aprilia si spendono appena 3 euro all’anno per abitante e che la Progetto Ambiente ha solo 6 dipendenti dedicati, liquidando la questione con un serafico “La Progetto Ambiente non fa servizio sociale, non si possono pretendere giardini come in Svizzera”.

Noi non chiediamo la Svizzera, chiediamo il rispetto dei contratti e il decoro minimo! Se il budget è insufficiente, perché si è scelto di gravare sulle casse pubbliche con doppi stipendi apicali e costose trasferte da Torino, anziché investire sugli operai e sui servizi ai cittadini?

A tale proposito, qualche domanda la vogliamo porre all’A.U. Dott. Raphael Rossi:

Prima di tutto, proprio per garantire gli impegni di trasparenza assunti nella Carta di Servizio del verde, vorremmo sapere perché le aree in gestione alla S.p.A. non vengono segnalate con delle targhe di segnalazione della società che dovrebbe gestire la manutenzione, al vero “scopo sia di favorire un rapporto diretto con gli utenti, sia per informare, in modo trasparente e completo circa l’offerta dei servizi e le modalità per usufruirne”.

In secondo luogo, vorremmo capire se il Dott. Rossi crede veramente che venga rispettato questo impegno presente nella Carta dei Servizi: “Alla base della filosofia aziendale vi è il concetto “persone prima che utenti” e proprio l’attenzione alla persona ed alle sue esigenze è il cardine del servizio che si vuole offrire”? oppure che: “La presente Carta dei Servizi vuole contribuire al miglioramento del servizio offerto all’utenza ed alla massima trasparenza rispetto alle attività svolte all’interno della struttura?

Terzo: possiamo sapere quante volte, e in che forma o in che circostanza, ha mai allertato/avvertito/comunicato/richiesto, e in che circostanza, al dirigente preposto alla manutenzione del verde pubblico che, con le poche somme messe a disposizione (3 euro all’anno per abitante) e le poche risorse umane, non poteva garantire a regola d’arte la manutenzione del verde pubblico assegnato alla S.p.A. comunale, e che cosa ha risposto costui?

e)  Quinto: Come mai le Vostre Carte dei Servizi non prevedono indennizzi o rimborsi a favore dell’utente, previsti, di regola in altre Carte dei Servizi, quando il Gestore pubblico viola gli standard di qualità o non rispetta i tempi di erogazione stabiliti?
Attenzione che: Lo scarso decoro del verde pubblico danneggia inequivocabilmente anche l’immagine della 2a città della Provincia di Latina, oltre a quanto sta già soffrendo per la questione “ASSEDIO”!

d)  Quarto: Come pensa di associare tutto questo con le premesse e la mission scritte nella Carta dei Servizi della Progetto Ambiente e che cosa si devono aspettare per il futuro i cittadini di Aprilia?

5. Il quesito sulla TARIP: la Commissione Straordinaria risponda “a brutto muso”

C’è un convitato di pietra in tutta questa vicenda, ed è la TARIP (Tariffa Puntuale). Chiediamo direttamente e senza giri di parole alla Commissione Straordinaria: A che punto sono lo studio, la pianificazione e la programmazione della TARIP per il Comune di Aprilia?

Come pensa questa gestione di applicare una tariffa equa basata sul reale conferimento dei rifiuti, quando l’azienda non è nemmeno in grado di garantire il passaggio ordinario dei mezzi, saltano i ritiri per mesi e non risponde ai cittadini?

C’è il rischio concreto che, a causa di questa disorganizzazione strutturale, la TARIP si trasformi in una colossale ingiustizia per le tasche degli apriliani, costretti a pagare per servizi fantasma o tracciati male. Pretendiamo risposte chiare e scadenze certe, non promesse sul fumo.

6. Muro di gomma e assenza di trasparenza

A tutto questo si aggiunge la totale assenza di risposte alle richieste e proposte dell’applicazione immediata del Regolamento sui Beni Comuni e l’istituzione dei primi “Patti di Collaborazione”.

Le nostre istanze (le note “pillole” del Comitato) vengono sistematicamente ignorate, trasformando la promessa “casa di vetro” della trasparenza prefettizia in un impenetrabile muro di gomma. Non accettiamo che il volontariato civico diventi l’alibi per coprire le inefficienze di un management costoso e distante.

7. Le nostre richieste per l’Assemblea del 2 Luglio

In vista dell’Assemblea Pubblica del 2 Luglio alle ore 17:00 presso la Biblioteca Comunale in Via Marconi, Sala conferenze “Aleardo Nardinocchi”, il costituendo Comitato preannuncia la propria presenza e, oltre a quanto sopra, chide:

  1. La rendicontazione immediata e trasparente, al centesimo, di tutte le spese di trasferta, voli, vitto e alloggio liquidate all’Amministratore Unico da giugno 2025 a oggi.
  2. Il dettaglio dei costi e dei risultati strutturali della “riorganizzazione” di aprile che sta esasperando utenti e lavoratori.
  3. Lo stato dell’arte del piano industriale per la TARIP, con la garanzia che i disservizi attuali non ricadano sulle tariffe finali dei cittadini.
  4. Il motivo per cui rimangono inevase: il 1° Dossier Gestione Servizi Pubblici e Igiene Urbana Città di Aprilia del 14 Maggio, l’Istanza Urgente del 9 giugno, trasmesse per PEC, in totale spregio delle norme sulla trasparenza pubblica.
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