TARI A SONNINO, IACOVACCI: “BUCO DA 713MILA EURO NEL 2025 SULLE SPALLE DEI CITTADINI”

Dario Iacovacci
Dario Iacovacci

Caos TARI a Sonnino, l’Assessore Celani accusa Poste Italiane. Iacovacci: “Buco da 713mila euro solo per il 2025, ora i cittadini pagheranno due anni in uno”

Al centro del dibattito, il clamoroso disastro delle bollette del 2025 mai recapitate a migliaia di utenti e la contestata scelta della maggioranza di optare per la gestione diretta del tributo per l’anno 2026, escludendo l’Agenzia delle Entrate.

A scatenare la polemica sono state le dichiarazioni dell’Assessore al Bilancio, Celani, che durante la seduta ha cercato di scaricare l’intera colpa dei mancati recapiti dell’anno scorso sui disservizi di Poste Italiane. Una giustificazione che ha sollevato l’immediata e dura reazione del consigliere, che parla di “cifre da brivido”

Iacovacci ha replicato all’Assessore, evidenziando come il rimpallo di responsabilità serva solo a coprire una totale mancanza di programmazione politica che sta portando Sonnino al collasso finanziario. «Mai che questa maggioranza si prenda le proprie colpe, la colpa è sempre degli altri», ha attaccato Iacovacci, portando in aula i dati ufficiali del bilancio dell’Ente e smontando la scusa dell’Assessore con la legge: il D.P.R. 223/1989 e la Legge di Bilancio 160/2019 stabiliscono infatti che l’obbligo di fornire i dati anagrafici corretti spetta solo e soltanto al Comune, che i dati aggiornati li ha già nei propri uffici, ma l’Assessore nega come sempre.

I numeri emersi dal documento ufficiale del rendiconto delineano un vero e proprio disastro per le casse di Sonnino:
​Importo iniziale da riscuotere (TARI 2025): 1.241.702,93 €
​Riscossioni effettive: appena 527.863,67 €
​Somme rimaste nei cassetti (Residui Attivi): ben 713.839,26 €

“In pratica, oltre il 57% del tributo del 2025 non è mai stato incassato. Le casse reali sono vuote per colpa della vostra mancata vigilanza sui dati e per pagare i servizi siamo costretti a ricorrere all’anticipazione di cassa, regalando interessi passivi alle banche con i soldi dei contribuenti. E a questo punto sorge un dubbio spontaneo: è davvero un caso che si sbaglino così tanti indirizzi? O dietro questa disorganizzazione si nasconde una precisa tattica per accaparrarsi qualche consenso in giro, lasciando pagare, come al solito, sempre gli stessi fessi?”.

​”A causa del mancato recapito delle vecchie bollette, più della metà dei cittadini si vedrà recapitare nei prossimi mesi i solleciti di pagamento del 2025 quasi in contemporanea con i nuovi avvisi del 2026. Un doppio salasso concentrato in pochi mesi che rischia di mandare in crisi i bilanci familiari, ovviamente con le dovute rateizzazioni, ma sono sempre soldi da sottrarre all’annualità corrente: quindi oltre al danno anche la beffa.

Inoltre, per rimediare all’errore, il Comune dovrà sostenere nuove spese di spedizione, stampa e personale per l’invio dei solleciti, mentre i cittadini potrebbero anche rischiare di vedersi addebitare costi di notifica e interessi per una colpa che è unicamente della disorganizzazione politica. Le perplessità aumentano guardando alla soluzione approvata dalla maggioranza per la TARI 2026.

L’amministrazione ha deciso di revocare l’affidamento all’Agenzia delle Entrate per fare tutto “in casa” tramite il sistema PagoPA. Tuttavia, la stessa relazione tecnica della Dirigente dell’Area 2, allegata alla delibera, definisce l’operazione “matematicamente e operativamente impossibile dato che si deve aggiungere in bolletta direttamente lo sconto ISEE del bonus sociale” con le attuali forze dell’ufficio, con il rischio del blocco delle riscossioni entro la fine dell’anno. Così facendo si carica sulle spalle dei dipendenti comunali una follia gestionale. Tutto questo solo per quale scopo? Per avere la possibilità di poter decidere le sorti dei pagamenti della TARI e far pagare chi sì e chi no? A gennaio ovviamente controlleremo se ci sono state le dovute entrate TARI o se, come per l’anno 2025, si perderanno per strada”.

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