CONTATTA LE RAGAZZE SU INSTAGRAM E POI LE VIOLENTA: FOTOGRAFO CONDANNATO A 6 ANNI E 8 MESI

Accusato di avere molestato sessualmente tre giovani conosciute attraverso i social: condannato un 42enne di Aprilia

Condannato con il rito abbreviato a 6 anni e 8 mesi di reclusione il 42enne fotografo di Aprilia, accusato di violenza sessuale, in due casi aggravata dalla minore età delle vittime. Oggi, 24 giugno, per l’uomo, A.D.S. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Davide De Mauri, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha pronunciato la sentenza di condanna l’esito della camera di consiglio.

Lo scorso febbraio, il pubblico ministero Francesco Caporotundo, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto una condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione.

A.D.S., di professione fotografo, residente ad Aprilia, era finito agli arresti domiciliari a marzo 2023. Davanti all’allora giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, l’uomo era stato chiamato rispondere di una violenza che risaliva al 2022 e rispetto alla quale si era dichiarato completamente estraneo.

L’indagato e la vittima, 24 anni di nazionalità uruguaiana ma residente ad Ardea, erano entrati in contatto attraverso Instagram: lei pubblicava alcune sue foto e lui le aveva chiesto se fosse interessata ad incontrarlo di persona proprio per fare qualche scatto e magari pubblicarlo.

La ragazza aveva accettato e i due si sono dati appuntamento ad Aprilia, prima all’esterno, poi a casa di lui per fare le foto.  

Secondo il racconto fatto dalla ragazza ai Carabinieri, il quarantenne avrebbe cominciato a toccarla nelle parti intime, poi le avrebbe addirittura bloccato i polsi impedendole di muoversi. Dopo la denuncia e una serie di accertamenti coordinati dal sostituto procuratore Antonio Sgarrella, il fotografo era stato posto agli arresti domiciliari.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo aveva respinto le accuse e spiegato al giudice che forse si era avvicinato troppo alla ragazza per farla mettere in posa ma di non averla molestata intenzionalmente.

Dopodiché, la Procura ha chiuso le indagini contestando altri due fatti commessi ai danni di altre due ragazze, all’epoca minorenni. Nei loro confronti sarebbe stato attuato dall’indagato la stessa modalità di approccio. Due delle ragazze si sono costituite parti civili e il magistrato ha stabilito il risarcimento da stabilirsi in separata sede.

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