Servizio bagnini sul lungomare di Latina. Il Consiglio si è pronunciato sul ricorso della seconda classificata
Un breve riassunto per comprendere cosa è accaduto oggi, 23 giugno. La gara per l’affidamento dei servizi di salvamento indispensabili per la tutela della salute dell’incolumità pubblica sulle spiagge libere del territorio comunale di Latina è entrata definitivamente nel caos nelle scorse settimane. Un caso che rischia di trasformarsi nell’ennesimo pasticcio nel martoriato, dal punto di vista naturale e amministrativo, lungomare di Latina.
La gara per l’affidamento triennale era stata aggiudicata la scorsa estate alla cooperativa Escara srl. L’aggiudicazione (827.634,45 euro IVA inclusa) è stata poi impugnata a settembre scorso, dinanzi al TAR di Latina, dalla seconda classificata, la Blue Work Service società cooperativa a r.l.
Quest’ultima società aveva contestato che Escara avrebbe dovuto essere esclusa per presunte discrasie tra alcuni nominativi dei bagnini che l’aggiudicataria era stata costretta a sostituire a causa del ritardo dell’affidamento da parte del Comune di Latina. Inoltre si contestava che l’aggiudicataria aveva tentato di influenzare le valutazioni della commissione di gara affermando di aver sottoscritto dei protocolli d’Intesa che sono invece risultati essere stati prodotti in gara senza alcuna sottoscrizione.
Il TAR Lazio sezione di Latina ha, però, respinto il ricorso della Blue Work Service, con la sentenza numero 140 del 20 febbraio 2026, ritenendo che il protocollo d’Intesa ha “valore di una mera proposta con la quale l’aggiudicataria ha inteso illustrare le modalità di coordinamento con le suddette pubbliche autorità del servizio da prestare, al limitato fine di ottenere il punteggio previsto per tale voce dell’offerta tecnica”.
Quanto ai nominativi dei bagnini, il TAR ha osservato che “il servizio pubblico di salvamento 2025-2027 per la stagione 2025 è stato avviato, per fatto imputabile esclusivamente alla stazione appaltante, con notevole ritardo (addirittura 71 giorni dopo l’avvio della stagione balneare), cioè in un momento in cui è ragionevole presumere che gli eventuali accordi preliminari raggiunti con i professionisti da reclutare fossero ormai saltati per l’impossibilità di garantire loro occupazione per tutta la stagione”.
La sentenza del Tar è stata oggetto di appello da parte della seconda classificata, ossia la Blue Work Service, che ha proposto anche una istanza cautelare motivata dall’imminenza della stagione estiva a partire dal 1 giugno 2026. L’appellante ha poi rinunciato all’istanza cautelare con la motivazione che è stata fissata l’udienza pubblica nel giugno 2026.
Lo stesso giorno del deposito della sentenza del Tar, lo scorso 20 febbraio 2026, che ha respinto il ricorso della seconda classificata, il Comune di Latina ha avviato il procedimento di revoca dell’aggiudicazione ad Escara con un atto il cui file PDF risulta creato e firmato proprio lo stesso giorno del deposito della sentenza. La Escara è stata esclusa per “gravi inadempienze”.
Per converso, l’istanza della aggiudicataria del 9 aprile 2026 – volta ad ottenere l’esclusione dell’appellante e l’aggiornamento della graduatoria sulla base di fatti di rilevanza penale già accertati dal Comune che avevano già portato ad una precedente esclusione dell’appellante da altra gara – risulta evasa dal Comune con una nota soprassessoria datata 13 aprile 2026 (un atto che blocca il corso del procedimento amministrativo, spesso a tempo indeterminato) firmata dai medesimi tre funzionari del Comune. La nota subordina l’esame dell’istanza all’accoglimento dell’appello, in tal modo impedendo l’immediata esclusione dell’appellante e la conseguente sopravvenuta carenza di interesse all’appello.
Dopodiché, con una determina del dipartimento “Patrimonio e Demanio” del Comune di Latina, firmata dalla dirigente Alessandra Pacifico, datata 4 maggio, si scopre che l’ente di Piazza del Popolo ha escluso anche la Blue Work di Sezze.
Secondo quanto si legge in determina, la società Blue Work Service Società Cooperativa a.r.l. ha formalizzato la nomina del nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione e Legale Rappresentante nella persona di Massimo Incerti. “Dall’esame dei controlli, risulta a carico del predetto legale rappresentante carico pendente”.
Il Comune, già con determinazione dirigenziale del 05/08/2024, per le medesime motivazioni, ha escluso la Blue Work da altra gara avente parimenti ad oggetto “l’affidamento dei servizi balneari indispensabili per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica sulle spiagge libere del territorio comunale per la stagione balneare 2024”, proprio in quanto era emerso a carico di Massimo Incerti, rappresentante legale della società e presidente del C.d.A., all’esito dei controlli effettuati sul possesso dei requisiti di ordine generale dichiarati in sede di partecipazione, l’esistenza dello stesso carico pendente.
Il predetto provvedimento dirigenziale è stato impugnato dalla Blue Work con ricorso dinanzi al T.A.R. Lazio – Sezione Staccata di Latina, respingendo il gravame con sentenza della Sezione Prima.
Secondo quanto conclude il Comune di Latina, la formalizzazione della nomina del nuovo Presidente del C.d.A. e legale rappresentante della società Blue Work Service Società Coop. a.r.l. in data 11/11/2025 e le risultanze sulle verifiche di moralità in capo allo stesso, hanno evidenziato a suo carico l’esistenza di grave illecito professionale, che benché non sia stato ancora oggetto di condanna con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, è stata valutata dalla stazione appaltante – in coerenza con l’esclusione già disposta dalla stazione appaltante con determinazione dirigenziale n. 1582/2024 per le medesime motivazioni dalla gara per il salvamento per la stagione balneare 2024 – come circostanza idonea a ledere l’affidamento sull’integrità e affidabilità dell’operatore, rendendo il medesimo inidoneo – attraverso lo scorrimento della graduatoria vigente – a subentrare nella procedura di affidamento del servizio e alla stipula dell’accordo quadro per le restanti annualità 2026 -2027.
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Ad ogni modo, il Consiglio di Stato si è espresso sul ricorso per la riforma della sentenza del Tar datata febbraio 2026, presentato dalla Blue Work, assistita dall’avvocato Toni De Simone, contro il Comune di Latina, difeso dall’avvocato Alessandra Muccitelli, e nei confronti della Escara, assistita dall’avvocato Fabio Raponi.
Per Palazzo Spada, però, l’appello è infondato in quanto la Blue Work, in riferimento all’offerta della Escara, non “ha specificamente indicato in quale parte dell’offerta sarebbe contenuta l’informazione fuorviante (fondata sull’erroneo presupposto che il protocollo di intesa con le Autorità fosse stato sottoscritto), avente, in tesi, portata escludente, oltre che idonea a rendere criticabile il punteggio attribuito”. I giudici del Consiglio di Stato ritengono che la dichiarazione non veritiera attribuita alla Escara, prima classifica, rispetto all’indicazione dei nominativi, “non costituisce essa stessa causa escludente”. Dunque “non risulta quindi comprovato che l’aggiudicataria abbia presentato in gara l’elenco dei lavoratori “sapendo che questi non avrebbero potuto mai essere impiegati nell’appalto”. Senza contare che “l’appellante non ha comprovato la rilevanza sull’esito della gara della diversità di punteggio riguardante uno solo dei dipendenti, considerato anche il distacco nel punteggio attribuito alle due società”.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) respinge il ricorso della Blue Work, confermando, per l’effetto, la sentenza impugnata. Condanna la Blue Work a rifondere le spese al Comune di Latina e ad Escara s.c., liquidandole in 4.000 euro. Una sentenza che, in teoria, rimette in gioco la Escara nella gestione dei bagnini pubblici a Latina.
