QUASI DUE CHILI DI DROGA, PARTE DI ESSA NASCOSTA NEL COFANO: CONDANNA RIDOTTA

Spaccio di sostanze stupefacenti. Si conclude il secondo grado di giudizio per uno dei due pusher del Nicolosi

La Corte d’Appello di Roma ha ridotto la condanna per il 24enne marocchino Zakaria Halym, difeso dagli avvocati Silvia Perciballe e Marco Reale, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Due anni e sei mesi a fronte della pena di 3 anni comminata a ottobre scorso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. Il pubblico ministero Marina Marra aveva chiesto una pena più dura: 4 anni.

L’arresto di Halym risale all’11 aprile quando la Polizia di Stato, lo aveva arrestato insieme a un coetaneo connazionale, Zakaria Aitbrek, difeso dall’avvocato Alessandro Farau. Entrambi risultarono irregolari sul territorio nazionale.

Nello specifico, i poliziotti della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Giuseppe Lodeserto, impegnati in uno specifico servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti nel quartiere Nicolosi, transitando in via Vittorio Veneto, angolo piazzale Gorizia, avevano notato un’autovettura a bordo della quale stavano salendo i due giovani, già noti alle forze dell’ordine, uno dei quali aveva in mano un involucro che subito aveva attirato le attenzioni degli investigatori, che avevano proceduto al controllo.

L’intuizione degli agenti si era rivelata esatta, infatti l’involucro conteneva oltre un etto di hashish. Sono state quindi effettuate delle perquisizioni personali, domiciliari e dell’autovettura, che avevano consentito di rinvenire altro stupefacente.

Complessivamente, furono sequestrati circa un chilo e mezzo di hashish, 300 grammi di marijuana ed alcuni grammi di cocaina – oltreché a materiale per la pesatura, nonché due “repliche” di pistole (una semiautomatica ed una a tamburo) e relativi proiettili “a salve”. Parte dello stupefacente sequestrato era occultato nel cofano dell’autovettura, incastrato nel vano della batteria. I due giovani erano stati condotti presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

A novembre scorso, anche l’altro marocchino, 23 anni, Zakaria Aitbrek, è stato condannato al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, per di spaccio di droga. Il pubblico ministero, al termine della requisitoria, aveva chiesto una condanna molto pesante: 6 anni e 2 mesi di reclusione. Dopo la camera di consiglio, il giudice La Rosa aveva condannato il 23enne a 3 anni e 1 mese di reclusione per la detenzione di droga leggera, assolvendolo dal reato di detenzione di cocaina considerata per uso personale. ll 23enne era stato condannato con le attenuanti generiche. A lui, nello specifico, era stata contestata la detenzione di 1 chilo e 250 grammi di hashish e 300 grammi circa di marijuana.

A maggio scorso, sempre difeso dall’avvocato Farau, il 23enne era stato condannato in abbreviato a 2 anni e 2 mesi. L’accusa a suo carico era quella di estorsione in concorso ai danni di un giovane di Latina. Secondo l’accusa, Aitbreak aveva svolto il ruolo di cavallo di ritorno, ossia di colui che si era offerto di mediare a seguito di una rapina subita dalla vittima.

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