“SPERLONGA: LA PERLA INFANGATA”, IL PD CHIEDE L’INTERVENTO DELLE ISTITUZIONI

Sperlonga
Sperlonga

“Fino ad un paio di decenni fa, veniva unanimemente definita “La perla del Tirreno” e questa sua fama portava l’immagine di Sperlonga sulle copertine delle riviste internazionali più prestigiose e nei circuiti turistici d’élite. Ciò che è diventata Sperlonga è emerso con brutale evidenza nella lucida inchiesta giornalistica di Giulia Bosetti, che tutta l’Italia ha potuto vedere nel programma televisivo “Spotlight”, trasmesso la sera del 15 giugno, da RaiNews24. Un sistema diffuso di intrecci tra politica e interessi malavitosi, che ruota attorno alla gestione del Comune e del territorio, ha trasformato Sperlonga in una fogna di illegalità.

Appalti pubblici pilotati e turbativa d’asta, per favorire una cerchia ristretta di imprenditori amici, bandi cuciti su misura, raggiri per evitare le gare pubbliche, uso improprio degli affidamenti diretti: una rete tessuta tra amministrazione comunale, funzionari pubblici e imprenditori, intorno alla quale, tra abusi edilizi e speculazioni immobiliari, sono ruotati contratti pubblici di milioni di euro. Un’orgia di illegalità che tra concessioni edilizie illegittime, sanatorie irregolari e realizzazione di imponenti strutture alberghiere o complessi residenziali in violazione dei vincoli paesaggistici e ambientali, hanno devastato una delle zone costiere più pregiate del Lazio.

Sperlonga è stata ridotta a una sorta di “Repubblica a sé stante”, dove l’illegalità sembra essere diventata la norma, tollerata, se non addirittura agevolata, da chi avrebbe dovuto difenderla.
Tuttavia, quanto emerso nella suddetta trasmissione televisiva è solo la punta dell’ iceberg. Sotto la superficie esiste un gigantesco mondo di illegalità sommersa che da decenni devasta la vita sociale, il tessuto civile e l’economia stessa del paese, soffocando le imprese sane e calpestando i diritti dei cittadini onesti.

L’inchiesta di RaiNews24 mette a nudo una realtà scandalosa, che solleva una domanda politica inevitabile: come è stato possibile tutto questo? Com’è possibile che il sindaco Armando Cusani abbia potuto fare il bello e il cattivo tempo per quasi tre decenni, sentendosi superiore alle leggi, ignorando le sentenze della magistratura e, di fatto, calpestando persino le tre sospensioni dalla carica, ricevute in base alla legge Severino?

La risposta è tanto semplice quanto drammatica: Cusani non avrebbe mai potuto ridurre Sperlonga a un proprio feudo personale, se non vi fosse un sistema complessivo istituzionale profondamente malato in provincia di Latina.

Un sistema permeabile al compromesso e all’illegalità, che ha attivamente consentito il perpetrarsi di atti illeciti. Parliamo di una spaventosa catena di omissioni e complicità, a partire dalla totale inerzia dei Prefetti che si sono succeduti a Latina, rimasti colpevolmente immobili e sordi rispetto alle molteplici e dettagliate denunce presentate nel corso degli anni. In tal senso è rimasta storica la frase di quel prefetto, dal forte accento campano, che nel corso di un incontro durante il quale dava risposte vaghe e sfuggenti alle richieste di intervenire per ristabilire la legalità, ad un certo punto sbottò dicendo: « ’O vulite capì ca nun tengo ’a pezza p’acchiappà ’o capitone?» Un detto popolare – divertente, ma in quel contesto anche drammatico – con il quale intendeva far capire che evidentemente riceveva pressioni che gli impedivano di agire.

Così come non si può ignorare il ruolo decisivo svolto da una molteplicità di figure interne al sistema giudiziario mostratesi sovente distratte o benevoli, finendo per favorire, attraverso opportune omissioni, distrazioni o lungaggini, la maturazione dei tempi di prescrizione per moltissimi reati, garantendo un’impunità di fatto.

In questo opaco gioco delle parti, persino le forze politiche e il mondo dell’Associazionismo presenti sul territorio hanno fatto la loro parte, scegliendo perennemente l’assenteismo. Come se schierarsi in prima linea a difesa della legalità potesse farli passare per pericolosi rivoluzionari pronti a scardinare le regole di quel buonismo peloso di certi rapporti istituzionali.

Stiamo parlando, in sostanza, della perdurante “cecità” da parte delle autorità di controllo, che hanno sistematicamente girato lo sguardo dall’altra parte anche di fronte ai giganteschi conflitti di interesse in capo al sindaco di Sperlonga, che perdurano ormai da troppi anni.

Ma la ricreazione è finita. Il Partito Democratico di Sperlonga continuerà a stare in trincea, a testa alta, al fianco dei cittadini che non si arrendono al ricatto del sistema Cusani, per restituire alla nostra terra la dignità, la trasparenza e la giustizia che merita.

Alla luce di quanto emerso finora crediamo che ognuno, per il singolo ruolo ricoperto, debba intervenire a sostegno della legalità di Sperlonga e della dignità dei cittadini onesti, che sono la quasi totalità e che, loro malgrado, si trovano identificati con vicende causate da una consorteria che si alimenta di potere e affari.

Chiediamo il supporto delle associazioni ambientaliste, che non possono ignorare il sacco della duna o di ciò che ormai resta di essa; all’opposizione consiliare di presentare formale istanza di un consiglio straordinario nel quale affrontare la vicenda della confisca delle quote del porto, degli abusi edilizi in zone vincolate e delle residenze fittizie cui fa riferimento l’informativa dei carabinieri alla base dell’ultima inchiesta della Procura di Latina; alle parlamentari e ai parlamentari di buona volontà e che interpretano davvero lo spirito di servizio delle istituzioni, al di là degli schieramenti partitici, di sollecitare delucidazioni al Ministro dell’Interno sulla presenza di interessi della criminalità organizzata su Sperlonga, nonché sulle residenze fittizie e relativo peso elettorale; ai consiglieri regionali eletti in provincia di Latina di convocare una commissione straordinaria sulla legalità a Sperlonga; infine, alla Presidente della Commissione parlamentare antimafia di effettuare, finalmente, una missione a Sperlonga; sappiamo che è stata già sollecitata per la provincia di Latina dal senatore Walter Verini e a questo punto crediamo sia il caso di iniziare dalla nostra cittadina.

Non si può continuare a lasciare solo un piccolo borgo come il nostro a combattere un problema così grande ed evidente, né si può far finta di nulla aspettando il prossimo filone d’inchiesta per corruzione, la prossima confisca, la prossima trasmissione televisiva”.

Così, in una nota, il Partito Democratico di Sperlonga.

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