IMPRENDITORE ESTORTO E SEGUITO FINO A FORMIA: FINISCE IN CARCERE 77ENNE CONDANNATO PER ESTORSIONE MAFIOSA

Arrestato lo scorso 11 giugno dai carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca che hanno ottemperato all’ordinanza del Tribunale.

Il 77enne, Francesco Di Marzo, è stato prelevato nella sua abitazione e trasferito presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Dovrà scontare un residuo pena di oltre 3 anni, scaturito da una condanna complessiva ad oltre 5 anni di reclusione. L’uomo è stato ritenuto colpevole di estorsione, aggravata dal metodo mafioso, a danno di un imprenditore, residente a Formia e titolare di un caseificio ubicato a Cellole. Francesco Di Marzo, difeso dall’avvocato Angelo Librace, fu arrestato, in fase di indagine, insieme ad un suo complice, Emilio Esposito, nipote del boss dei Muzzoni, Mario Esposito.

A dicembre 2024, il processo a Santa Maria Capua Vetere, celebrato col rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare, aveva visto condannare, entrambi difesi dall’avvocato Angeo Librace, Emilio Esposito (51 anni) e Francesco Di Marzo alla pena, per ciascuno dei due, di 6 anni e 4 mesi di reclusione. Esposito restava in carcere, mentre Di Marzo si trovava ai domiciliari. Dopo che la pena è diventta definitiva, si sono aperte le porte del carcere anche per il 77enne.

La sentenza scaturisce dall’attività investigativa avviata nell’aprile 2023 dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Sessa Aurunca, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, corroborata da servizi dinamici e attività tecniche, che aveva consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due soggetti destinatari del provvedimento, uno dei quali elemento verticistico del clan di camorra della famiglia Esposito, il cosiddetto clan dei “Muzzoni”.

I due imputati, secondo l’accusa, tra i mesi di aprile e settembre 2023, avvalendosi del “metodo mafioso”, avevano avvicinato in più occasioni l’imprenditore richiedendole il pagamento di una tangente. La successiva ordinanza cautelare permise ai Carabinieri di arrestare i due soggetti. La vittima, in questo caso, aveva denunciato.

L’imprenditore era stato minacciato affinché non andasse dai Carabinieri a denunciare, tanto che Esposito e Di Marzo seguirono l’uomo fin sotto casa a Formia. Esposito e Di Marzo chiedevano all’imprenditore il pagamento di una tangente/pizzo.

Articolo precedente

PARCHEGGI GRATUITI, SAN FELICE CIRCEO AMPLIA L’OFFERTA CON TRE NUOVE AREE

Articolo successivo

PROVINCIA DI LATINA, FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA PER IL CENTRO ANTIVIOLENZA MINORENNI

Ultime da Giudiziaria