Latina Nerd Fest 2026, affluenza record e pubblico caloroso: il festival si conferma uno degli appuntamenti più vivi della cultura pop e nerd del territorio. Due giornate di community, ospiti nazionali, cosplay, K-pop, gaming, fumetto, musica live, laboratori e attività per famiglie: il Campo CONI di Latina si è trasformato in un grande spazio di immaginazione, partecipazione e cultura condivisa
Il Latina Nerd Fest 2026 chiude la sua nuova edizione con un’affluenza record e una partecipazione superiore a ogni aspettativa, confermandosi come uno degli appuntamenti più vivi, trasversali e partecipati della cultura pop e nerd del territorio.
Il 6 e 7 giugno il Campo CONI di Latina si è trasformato in un grande spazio dedicato all’immaginazione, al gioco, alla creatività e alla cultura contemporanea: non una semplice fiera, ma un luogo di incontro tra community, generazioni, linguaggi e passioni diverse. Famiglie con bambini, cosplayer, gamer, appassionati di fumetto, illustratori, creator, giovani, millennial, fotografi, curiosi e visitatori di ogni età hanno attraversato e vissuto il festival in modo attivo, caloroso e partecipe, animando aree tematiche, laboratori, palchi, contest, esposizioni e momenti di spettacolo.
Secondo le stime degli organizzatori, il festival ha raggiunto circa 12.000 presenze complessive nell’arco del weekend, grazie a un flusso costante e a un’elevata rotazione del pubblico tra attività diurne, panel culturali, aree interattive, contest, concerti e programmazione serale.
“Il Latina Nerd Fest nasce per dare casa a immaginari, passioni e linguaggi che spesso vengono considerati di nicchia, ma che oggi parlano a generazioni intere”, dichiarano Roberta Lucibello e Simone Mitjans, fondatori e direttori artistici del festival. “Vedere migliaia di persone partecipare in modo così caloroso, curioso e attivo ci conferma che non si tratta solo di intrattenimento: è cultura, è comunità, è un modo nuovo di vivere la città”.
Un festival partecipato, non solo attraversato
Uno degli elementi più significativi dell’edizione 2026 è stata la qualità della partecipazione. Il pubblico non si è limitato a passare tra gli stand: ha preso parte ai workshop, seguito i panel, ballato sotto il palco, partecipato ai contest, provato videogiochi indipendenti, costruito con i LEGO, fotografato i cosplayer, giocato nelle aree tematiche e vissuto il festival come una vera esperienza collettiva.
La presenza di oltre 70 espositori ha contribuito a costruire un percorso ricco e variegato tra fumetto, illustrazione, artigianato, collezionismo, gadget, autoproduzioni, giochi, prodotti importati, editoria, cultura pop e creatività indipendente.
Il Latina Nerd Fest 2026 ha dimostrato così la propria natura trasversale: un evento capace di parlare tanto alle famiglie e ai più piccoli quanto ai giovani, agli appassionati storici, ai creator, ai gamer, ai cosplayer e a una generazione adulta cresciuta con cartoni animati, videogiochi, fumetti e immaginari condivisi.
Due palchi, due anime: spettacolo e cultura
Anche quest’anno il festival ha confermato il format dei due palchi: il Main Stage, dedicato ai grandi momenti di spettacolo, musica, ospiti, contest e intrattenimento; e il Teddy Stage, cuore culturale del festival, con workshop, talk, panel e attività formative. Sul Main Stage si sono alternati contest, ospiti, performance musicali, momenti di community e spettacoli dal vivo. Il sabato ha visto protagonista il contest K-pop, la presenza di Sonia Ceriola (per tutti Sonia di Super 3), accolta dal pubblico con grande affetto, e la Latina Nerd Night, aperta a sorpresa da Michele Avvisati (conosciuto come il Michael Jackson di Latina). Grande energia anche per il ritorno della Super Saiyan Cartoon Band, che ha infiammato il palco con le sigle più amate dell’immaginario anime e cartoon, trasformando il concerto in un momento corale di nostalgia, festa e partecipazione.
La domenica il palco ha ospitato, tra gli altri, Leonardo Della Bianca (voce italiana di Monkey D. Luffy nella serie live action Netflix di One Piece), protagonista di un incontro molto seguito dal pubblico. Spazio anche alla gara cosplay, agli ospiti del mondo videoludico, ai momenti musicali e alla dimensione serale della Latina Nerd Night.
Il Teddy Stage ha invece rafforzato la dimensione culturale e formativa del festival, ospitando workshop di make-up anime, speech sull’intelligenza artificiale, laboratori 3D, panel dedicati al fumetto, alla creatività e alle nuove forme di espressione visiva, confermando l’ambizione del Latina Nerd Fest: non solo intrattenere, ma costruire contenuto, confronto e valore culturale.
Tra gli incontri che hanno arricchito il programma culturale del Teddy Stage, anche il panel con Paolo Di Orazio (tra gli autori più importanti del panorama horror italiano), che ha approfondito il tema della paura come forma di catarsi in un dialogo con il creator Dagon Chapters. Spazio anche alla creatività come professione e linguaggio contemporaneo grazie all’incontro che ha visto protagonisti Andrea Cavazzuti (designer di Factanza), Emanuele Di Giorgi (CEO di Tunué) e Simone Mitjans (co- organizzatore del Latina Nerd Fest), in un confronto dedicato ai processi creativi, alla comunicazione e alle opportunità offerte dalle industrie culturali.
Il programma formativo ha inoltre ospitato una lezione dedicata al mondo della modellazione e stampa 3D con Mario Gentile e un workshop sulla lavorazione artigianale del cuoio tenuto da Giairo (artigiano proveniente dall’Abruzzo), contribuendo ad ampliare ulteriormente l’offerta di contenuti dedicati alla manualità, all’innovazione e alle professioni creative.
Il Teddy Stage ha raccontato la cultura pop anche attraverso formule più leggere e partecipative. Tra queste, il format proposto da Enea e Gabriel di Crazy Comics (giovani content creator presenti durante il festival), che hanno coinvolto il pubblico in un originale “tribunale” dedicato al mondo dei cinecomics, trasformando il dibattito sul miglior film tratto dai fumetti di sempre in un momento di confronto, intrattenimento e partecipazione collettiva. La loro presenza ha contribuito ad avvicinare il linguaggio dei creator digitali ai contenuti culturali del festival, favorendo il dialogo tra community, appassionati e nuove generazioni.
A contribuire al clima di entusiasmo e partecipazione del weekend anche Flemd (content creator campano seguito dalla community nerd e pop), che con la sua presenza ha animato diversi momenti della manifestazione, incontrando il pubblico e contribuendo a rafforzare il legame tra creator digitali e appassionati presenti al festival. Gaming, indie e nuovi linguaggi: il videogioco come cultura
Tra i momenti più rilevanti dell’edizione 2026, il festival ha dato ampio spazio al mondo del videogioco, con ospiti e contenuti capaci di andare oltre la semplice dimensione ludica.
Sul palco sono intervenuti Massimiliano “Save a Gamer” (noto divulgatore videoludico), Diego Sacchetti (sviluppatore attivo nella scena italiana) e Matteo Corradini (narrative designer conosciuto anche per il suo lavoro con The Pills). Insieme a Simone Mitjans e Lorenzo Cirelli, hanno animato un confronto sull’evoluzione dei videogiochi indipendenti e sul ruolo della scena indie in un mercato sempre più complesso.
Il panel ha toccato temi centrali del dibattito contemporaneo: la crisi economica delle grandi produzioni tripla A, il valore artistico del videogioco, la definizione stessa di “indie”, la sovrapproduzione dei titoli indipendenti, la scoperta delle nuove perle creative e le opportunità per chi vuole sviluppare un proprio progetto videoludico.
A rafforzare questo racconto è stato l’Indie Showcase, che ha permesso al pubblico di provare in anteprima videogiochi indipendenti e confrontarsi direttamente con sviluppatori e studi creativi. Tra i progetti presenti: MÖRK BORG Heresy Supreme di Morbidware (con Diego Sacchetti); Caracoles di Yonder (con Giuseppe Mancini); The Fortress di Baryonix Games (con Davide Massarini); Interactive Manual of Compulsive Distress di Synthex Punks (con Simone Tiberti); e Dungeon Rise di REIMEI Studios (con Edoardo Cinus, Stefano Di Marco e Damiano Martelluzzi). Nerd Startup Competition: quando la cultura pop incontra l’impresa La dimensione dell’innovazione è stata protagonista anche con la Nerd Startup Competition, realizzata con il supporto di Virgilio 2080 ed EXO.
Il progetto ha dato spazio a idee imprenditoriali nate attorno ai mondi della tecnologia, del gaming, della creatività digitale, dell’intrattenimento e della cultura pop, offrendo ai partecipanti un’occasione di confronto, orientamento e crescita. Con questa iniziativa, il Latina Nerd Fest ha rafforzato la propria identità di evento capace non solo di aggregare una community, ma anche di generare connessioni, competenze e nuove opportunità per il territorio.
Cosplay, K-pop e community: il pubblico protagonista
Grande partecipazione anche per la Gara Cosplay, tra i momenti più attesi e apprezzati dell’intero weekend. I giudici del contest fanno parte della rosa delle eccellenze del mondo nerd, ciascuno specializzato in un ramo specifico: dalla sartoria al make-up, dal 3D al prop making.
I premi del contest cosplay sono stati sostenuti da Tunué, da Pietro Mastroieni (che ha realizzato una maschera interamente a mano a tema X-Men), da Bencio Ricami (artigiano dell’abbigliamento ricamato e promotore delle eccellenze Made in Italy) e da Panda Hub Store di Latina (con prodotti d’importazione e action figure).
Il mondo K-pop è stato protagonista grazie a K-pop Roma e Dintorni (realtà della Capitale impegnata nella promozione della cultura coreana), che ha curato showcase, contest, random dance e masterclass di ballo con due insegnanti di eccezione. A sostenere i premi del contest K-pop anche Babouit di Barbara D’Alessandro (artigiana con produzione a tema K-pop).
La risposta del pubblico ha confermato la forza di queste community: giovani, ballerini, performer, cosplayer e appassionati hanno trasformato il festival in uno spazio di espressione, riconoscimento e appartenenza.
A contribuire all’atmosfera partecipativa e ironica che caratterizza il Latina Nerd Fest è stata anche Taffo Latina, partner dell’edizione 2026, che ha allestito un’area relax dedicata ai visitatori e ha preso parte alle attività del festival con una presenza scenica diventata immediatamente riconoscibile dal pubblico. Il celebre Tristo Mietitore del brand ha infatti animato diversi momenti della manifestazione, accompagnando anche i quiz e le attività di intrattenimento che hanno coinvolto la community nel corso del weekend. Il sabato, in particolare, Taffo ha sostenuto le iniziative proposte dai creator locali del Divano Astarnato, mentre la domenica ha accompagnato il quiz serale organizzato dai creator di Taccuino del Trapasso, in un incontro che ha saputo unire cultura nerd, intrattenimento e la cifra comunicativa dissacrante che contraddistingue il marchio.
Musica live e spettacolo: dalla nostalgia cartoon all’idol culture
La componente musicale ha rappresentato una delle anime più coinvolgenti del festival. Sul palco si sono alternati Bakarang (progetto d’intrattenimento made in Napoli) con Sharuri ed il suo corpo di ballo in uno show dedicato alle sigle iconiche dei cartoni animati; Valentina Carati (idol italiana che ha cantato live anche in lingua originale giapponese); Giuggi’s Cosplay (con un fantasy medley al violino); la Super Saiyan Cartoon Band; Michele Avvisati con il suo omaggio a Michael Jackson; e Music Icons (progetto cosplay musicale). A completare la dimensione serale, la selezione musicale di Natua, che ha accompagnato la Latina Nerd Night in un clima di festa, leggerezza e aggregazione.
Fumetto, illustrazione, formazione e artigianato creativo
Il Latina Nerd Fest 2026 ha dedicato ampio spazio anche al fumetto, all’illustrazione e alla formazione artistica. L’area legata a Tunué ha ospitato attività e laboratori dedicati al disegno, permettendo ai partecipanti di avvicinarsi a personaggi e linguaggi dell’immaginario pop, da Sonic a Gumball, da SpongeBob alle Superchicche, fino a Peratoons e altri mondi narrativi vicini ai più giovani. Nel programma anche workshop e incontri con figure e realtà legate al fumetto, all’editoria e alla creatività, tra cui Katja Centomo (autrice di Monster Allergy), Martina Naldi, Spike Comics e Latina Comics School. Quest’ultima, oltre a essere presente al festival, ha contribuito con una mostra dedicata agli studenti e con un momento di consegna dei diplomi, rafforzando il legame tra festival, formazione e territorio.
Enadil ha portato laboratori di make-up artistico a tema anime, attività di sensibilizzazione sull’uso consapevole dell’intelligenza artificiale e workshop dedicati al webtoon con Serena Tonelli. Particolarmente significativo anche il workshop con Pietro Mastroieni (in arte Peciu, campione italiano di prop making), sostenuto da COMEL. Il workshop ha mostrato come l’alluminio possa diventare una risorsa creativa nel mondo del cosplay e della costruzione di oggetti scenici, unendo competenza tecnica, artigianato, sostenibilità e immaginario pop. COMEL, tra i principali sostenitori dell’edizione 2026, ha contribuito in modo importante alla valorizzazione della dimensione creativa e formativa del festival, sostenendo un contenuto capace di collegare industria, materiali, manualità e nuove economie creative.
Il disegno e l’illustrazione sono stati protagonisti del festival non solo attraverso i workshop dell’area creativa Tunué (curati da Spike Comics, Serena Tonelli per Enadil e Spazio Zero Lab, realtà dedicata allo sviluppo della creatività dei più giovani), ma anche grazie alla presenza di numerosi artisti e professionisti del territorio. Tra esposizioni artistiche, live drawing e momenti di confronto con il pubblico, hanno partecipato realtà e talenti locali come Morgan Steves e Davide Milani (che hanno portato al festival il dialogo tra arte e tatuaggio su tela); gli artisti locali Doppiasberla e Pasquale Vezza; l’illustratrice Valentina Bartolotta; e Ilaria Palleschi (autrice di Nereidi e vincitrice del Premio del Pubblico al Romics 2026), contribuendo ad arricchire l’offerta culturale e artistica della manifestazione.
La domenica, inoltre, l’arte urbana ha trovato spazio con la presenza di Funkamore (street artist noto per aver trasformato la cultura nerd e pop in una forma di espressione attraverso la tecnica della bomboletta spray). L’artista ha realizzato una sessione di live painting particolarmente apprezzata dal pubblico, sostenuta da Tokyo Geeks (nuova realtà romana dedicata alla cultura nerd e definita dai fondatori come la prima “edicola nerd”, le cui serrande sono state decorate proprio dalle opere di Funkamore).
LEGO, gioco, rievocazione, associazioni e attività per famiglie
Tra le aree più apprezzate dal pubblico anche la mini mostra LEGO curata da RomaBrick, con diorami, costruzioni e un’area sfusa dove bambini, famiglie e appassionati hanno potuto giocare, costruire e interagire direttamente con i mattoncini. Ampio spazio anche alle associazioni e alle attività interattive: Virtual Cosplay, Emporio del Gufo, Spazio Zero, ARS Historica e D&D Nuova Era, realtà che hanno contribuito ad arricchire il programma con esperienze, dimostrazioni e contenuti per pubblici diversi. Emporio del Gufo ha portato attività a tema Harry Potter, tra quidditch babbano e laboratori di pozioni, facendo sognare grandi e piccoli. ARS Historica ha proposto dimostrazioni di combattimento storico e rievocazione, mentre Spazio Zero Lab ha contribuito con attività legate al disegno manga e alla creatività. D&D Nuova Era ha invece portato al festival sessioni one-shot di Dungeons & Dragons, offrendo ai partecipanti la possibilità di vivere un’esperienza di gioco di ruolo condivisa, narrativa e immersiva.
Grande interesse anche per il torneo di Beyblade insieme ai club dedicati NeoSharx Latina e Warriors, le dimostrazioni legate al mondo Warhammer in collaborazione con Latium Chapter e la presenza di Starshop Latina, riferimento per appassionati, collezionisti e community del territorio. Per i più piccoli e le famiglie, le attività dedicate ai bambini hanno rafforzato la natura intergenerazionale del festival, rendendo il Latina Nerd Fest uno spazio accessibile, inclusivo e capace di accogliere pubblici molto diversi tra loro.
Fotografia, video e racconto visuale dell’evento
L’edizione 2026 è stata raccontata anche attraverso un importante lavoro fotografico e video. I credits delle foto ufficiali dell’evento sono di Matteo Di Giacomo, mentre i fotografi cosplay ufficiali sono Giada Pernarella e Taposh Travaglini (noti nel mondo nerd grazie ai loro scatti creativi). Alla documentazione delle due giornate hanno contribuito anche numerosi fotografi presenti sul campo, tra cui realtà legate al territorio e alla cultura fotografica locale. La produzione video è stata curata da BluMoon Production con Silvia Nappa, Marco Federici, Giovanni Rocco ed Emanuele Sante Granata, che hanno seguito e documentato i momenti principali del festival, contribuendo a costruire una memoria visiva dell’evento e della sua community.
Un evento gratuito, aperto e costruito per la città
Il Latina Nerd Fest conferma una scelta precisa: essere un evento gratuito, accessibile e costruito per la città. In un momento in cui molti eventi del settore prevedono costi di accesso sempre più alti, il festival ha scelto di abbattere una barriera e permettere ad appassionati, ragazzi, cosplayer, gamer, creator, curiosi e famiglie di vivere un’esperienza condivisa senza che il costo del biglietto diventasse un limite. La risposta del pubblico ha dimostrato quanto questa scelta sia importante: il festival non ha semplicemente accolto visitatori, ma ha generato partecipazione, socialità, relazione e senso di appartenenza.
“Abbiamo visto bambini costruire con i LEGO, adolescenti ballare sul palco, famiglie partecipare ai laboratori, cosplayer diventare protagonisti, sviluppatori raccontare i propri videogiochi, artisti incontrare il pubblico e ospiti nazionali dialogare con la community”, dichiarano Roberta Lucibello e Simone Mitjans. “È questa la vera identità del Latina Nerd Fest: un festival in cui le persone non passano soltanto, ma partecipano”.
