Aprilia, armi e droga in casa. Alle battute finali il processo per un 56enne arrestato dai Carabinieri lo scorso luglio 2025
Il secondo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Zani-Tapuzzano Molinaro-Naso, ha accolto l’istanza della difesa e sostituito la misura del carcere con quella degli arresti domiciliari per l’imputato 56enne di Aprilia, Massimo Gaeta, detenuto in carcere dal luglio scorso quando è stato arrestato, il 3 luglio 2025, dai Carabinieri della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Aprilia. L’uomo è imputato nel processo con l’accusa di detenzione illegale di armi e droga ai fini di spaccio, oltreché al reato di ricettazione.
Il Tribunale, inoltre, ha rinviato il processo al prossimo 24 novembre quando si arriverà alla sentenza finale.
Ha iniziato a fumare “erba” perché soffriva di attacchi di panico e le armi rinvenute dai Carabinieri si trovavano nella sua abitazione perché le aveva raccolte per strada avendo lui e la moglie un negozio di rivendita. In sintesi era stata questa la versione fornita dal 56enne nella scorsa udienza di fine aprile.
I Carabinieri avevano eseguito, in zona La Cogna, una perquisizione presso l’abitazione di Gaeta, che aveva permesso di rinvenire nella sua disponibilità due carabine, di cui una di fabbricazione americana calibro 223, che da più approfonditi accertamenti è risultata denunciata smarrita nel settembre del 2023 a Roma, mentre l’altra, di fabbricazione tedesca, ad aria compressa, con potenza superiore ai 7,5 joule e priva di segni distintivi utili ad accertarne la provenienza, nonché 92 proiettili calibro 223.
La predetta attività di ricerca aveva altresì permesso ai militari dell’Arma di rinvenire, sempre nella disponibilità del 56enne, di oltre un chilo e settecento grammi di marijuana. Droga che l’imputato, nella scorda udienza del processo, aveva sostenuto di aver coltivato, dopo aver fatto alcune ricerche di Internet per combattere il suo stato cronico di ansia e panico.
Quanto rinvenuto era stato sottoposto a sequestro. La sostanza stupefacente sequestrata era stata anche sottoposta alle analisi di laboratorio, quantitative e qualitative.
