PRIMO CHIOSCO NON ASSEGNATO, LBC PRESENTA UN’INTERROGAZIONE: “UN PRESIDIO DI LEGALITÀ RESTA VUOTO”

Il primo chiosco sul lungomare di Latina completamente carbonizzato in seguito all'attentato incendiario di lunedì 15 maggio 2023
Il primo chiosco sul lungomare di Latina completamente carbonizzato in seguito all'attentato incendiario di lunedì 15 maggio 2023

Un’interrogazione urgente all’amministrazione comunale è stata presentata dal gruppo Lbc, composto dai consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, il 25 maggio scorso, per chiedere chiarimenti sulla decisione di chiudere il progetto Latinadamare, finanziato per un totale di 320.000 euro dalla Regione Lazio nel 2019 ma, a causa del Covid, portato a compimento solo a fine estate 2021.

Secondo quanto comunicato dagli uffici comunali, il progetto sarebbe giunto definitivamente al termine senza possibilità di proroga in quanto il soggetto gestore aggiudicatario del bando pubblico, ha rinunciato a proseguire a causa delle condizioni più onerose proposte dall’amministrazione.

Leggi anche:
LATINADAMARE: IL PROGETTO CHE TUTTI RIFIUTANO VIENE ASSEGNATO TRA RINUNCE E PAURE

“Parliamo di un progetto che in questi anni ha dovuto affrontare ostacoli straordinari e indipendenti dalla volontà dei gestori – dichiarano i consiglieri di Latina Bene Comune – Ritardi burocratici nella fase di avvio, la distruzione del chiosco sul lungomare a seguito dell’incendio doloso del 2023, la chiusura per due anni degli spazi dell’ex tipografia interessati dai lavori finanziati con fondi Pnrr e non ancora terminati e i danni subiti durante il cantiere che hanno pesantemente compromesso la piena realizzazione delle attività previste. Considerare la questione solo dal punto di vista amministrativo/contabile rischia di non fornire il corretto approccio alla vicenda”.

“Al di là del rischio dell’apertura di un contenzioso legale con possibili costi economici e di immagine per il Comune, al di là anche dei costi che il Comune dovrà sostenere per pagare il deposito del chiosco in oggetto tornato nella sua disponibilità, la materia che ovviamente più interessa riguarda l’oggi è l’assenza totale di una regia politica nella gestione di una questione così delicata. È innegabile il valore simbolico e strategico del primo chiosco del lungomare di Latina, sul quale probabilmente è utile ricordare la recente storia: i gravi atti intimidatori della criminalità organizzata compiuti tra il 2016 e il 2020 nei confronti dei gestori di alcuni chioschi del lato B del lungomare, le indagini della squadra mobile e le misteriose rinunce dei primi tre assegnatari della graduatoria del bando originario per la gestione del primo chiosco che portarono, nel 2017, l’allora sindaco Damiano Coletta, in quei giorni inascoltato e deriso dal centrodestra e parte della stampa locale, a segnalare l’anomalia in Questura. Una denuncia quella dell’allora sindaco che fece aprire le indagini che sfociarono nel 2024 in una serie di importanti misure cautelari che tutti ricordiamo”.

“Nel 2021, proprio per sottrarre quel chiosco e la sua piazzola dalle mire della criminalità organizzata, quello spazio venne inserito nel progetto comunale ‘Latinadamare’, dedicato a imprese giovanili under 35. Anche in questo caso però, misteriosamente, i primi tre assegnatari, uno alla volta, si ritirarono e fu assegnato al quarto. Questo il contesto nel quale l’amministrazione Celentano oggi si trova ad operare e non aver coordinato l’attività amministrativa è una colpa grave, che è necessario sottolineare per non ripetere gli errori del passato che hanno portato dei criminali a pensare di poter “possedere” quello spazio pubblico.

Ci risulta infatti che una sola riunione tra Dipartimenti comunali è stata svolta su questo tema ad aprile scorso e da allora poco altro è accaduto se non una proposta fatta al concessionario di adeguare il canone a quello degli altri presenti sul lungomare con l’aggiunta dei costi di noleggio della struttura che è di proprietà comunale. Dopo la tardiva costituzione di parte civile da parte dell’amministrazione Celentano nel processo relativo alle vicende dei chioschi del lido, arrivata in extremis solo a distanza di oltre una anno, a maggio del 2025, ci saremmo aspettati una chiara regia politica finalizzata innanzitutto a valutare con maggiore attenzione una proroga anche solo di un anno per non lasciare vuoti quegli spazi. Di fatto le procedure del bando in questione ad oggi sono un miraggio e quella piazzola rimarrà vuota, senza servizi e con un chiaro messaggio di arretramento.

Non a caso infatti ricominciano ad affacciarsi negli uffici comunali i soliti volti noti. La corretta gestione e assegnazione dei chioschi di Latina non è soltanto una questione di servizi alla cittadinanza: è una questione cruciale, un simbolo fondamentale nella lotta contro la criminalità organizzata, una questione sulla quale purtroppo l’amministrazione Celentano era evidentemente poco concentrata”.

Leggi anche:
CHIOSCHI MAFIOSI. LA VITTIMA DI DUE PUSHER: “MI SEVIZIARONO SUL TERRAZZO DEI PALAZZONI. AVEVO PAURA E SONO ANDATO VIA DA LATINA”

Articolo precedente

STAZIONI DI APRILIA, CAMPOLEONE E CAMPO DI CARNE: PETIZIONE E CASO IN PARLAMENTO

Articolo successivo

DUE RAPINE A LECCE: ARRESTATO 46ENNE DI CISTERNA

Ultime da Politica