CAMPIONATI DI DEBATE-LINGUA SPAGNOLA: PRIMO POSTO PER QUATTRO STUDENTESSE DEL “CICERONE-POLLIONE” DI FORMIA

Quattro studentesse del Liceo “Cicerone-Pollione” hanno preso parte alla competizione nazionale di Debate in lingua spagnola conquistando, dopo tre round e la qualificazione alla finale, il primo posto dei Campionati Nazionali di Debate Italia per la Sezione Lingua Spagnola, che si sono svolti a Roma il 27 e 28 maggio 2026, presso la sede centrale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.  Si tratta di Cecilia D’Ippolito, Aleandra D’Acunto ed Emma Vagnani, alunne del quarto anno del Liceo Linguistico, e di Giorgia Giattino, studentessa del quarto anno del Liceo Classico. 

Le giovani partecipanti hanno sfidato in finale la squadra dell’I.I.S. “GalileoPacinotti” di Pisa, gareggiando sulla mozione “Esta Cámara cree que la UniónEuropea debería tener mayor control sobre los sistemas educativos nacionales”, sostenendo la posizione contraria. Tra domande “insidiose” agli avversari e grandi capacità di confutarne le argomentazioni, Cecilia, Aleandra, Emma e Giorgia hanno raccolto il successo finale di un progetto che è stato avviato nel liceo di Formia da diversi anni a opera della  professoressa Marilinda Picano, referente dell’iniziativa, che ha poi avviato anche la sperimentazione in lingua spagnola, focalizzando l’attenzione sul Debate come pratica che fonda le sue radici nell’apertura al dialogo e all’ascolto, oltre che nelle capacità comunicative e nel pensiero critico.  

Nel praticare il dibattito gli studenti si trovano di fronte a due modalità, il preparato e l’impromptu: nel primo caso alle squadre contendenti viene comunicata, circa un mese prima, la “mozione” sulla quale dibatteranno, senza sapere in anticipo tuttavia se discuteranno a favore o contro la stessa. Le squadre hanno così tempo per documentarsi sull’argomento, quindi leggere e interpretare in modo analitico varie fonti ed elaborare per iscritto, per poi esporle oralmente, le proprie argomentazioni con logica sequenzialità e con efficacia persuasiva, a favore o contro la mozione. Nell’impromptu, invece, la mozione viene comunicata ai contendenti nel momento stesso in cui si dà avvio al round. Contestualmente si definiscono la squadra a favore e quella contraria, le quali hanno solo un’ora per preparare le loro argomentazioni. Appena il tempo di consultare un dizionario e/o il libro dei fatti ed elaborare una scaletta. Il tutto si gioca in questo caso molto su prerequisiti culturali e competenze linguistiche orali già acquisite, oltre che sulla capacità di selezionare in tempi brevi informazioni e argomentazioni convincenti.  

Il Debate non è solo una competizione che valorizza le eccellenze ma è anche una valida e solida strategia di insegnamento che può risultare utile nella pratica scolastica in quanto, attraverso il dibattito, gli studenti apprendono l’importanza e il valore della cooperazione, dell’inclusione e del lavoro di squadra; imparano a gestire l’ansia e il tempo, i turni di parola, ad auto-valutarsi, cogliendo i propri e gli altrui punti di forza e di debolezza. Sviluppano spirito critico e capacità di analisi e sintesi e imparano ad apprezzare valori quali la lealtà, la fiducia, l’amicizia e la riconoscenza. 

La Professoressa Picano qualche anno fa ha ritenuto fondamentale introdurre nel nostro liceo la pratica del Debate in lingua inglese e quest’anno estenderla anche allo Spagnolo, accogliendo la proposta della Referente nazionale. Il Debate infatti offre possibilità di sviluppo e di potenziamento di tutte le abilità linguistiche in quanto entrano in gioco sia la comprensione e la produzione/interazione orali, sia la comprensione e produzione scritta.

“Prendere parte a un dibattito di tale rilevanza è stato estremamente emozionante. Nel momento in cui ho dibattuto personalmente, sono arrivata al cuore di questa pratica, riuscendo ad apprezzarne a pieno tutti i molteplici aspetti, che stimolano i giovani sia da un punto di vista del ragionamento logico e della pianificazione di tempi e strategie, sia da quello più profondamente umano, delle relazioni sociali e del rispetto e condivisione reciproci” racconta una delle quattro studentesse vincitrici, Cecilia d’Ippolito. 

“I giorni trascorsi a Roma sono stati stupendi, nonostante vissuti con l’ansia e la tensione per la finale che, tuttavia, le mie compagne e io siamo state in grado di gestire, grazie anche al supporto reciproco e all’aiuto di una grande insegnante, la professoressa Beatrice Romeo, nostra docente di Lingua e cultura Spagnola, che fin da subito ha sostenuto noi e questo progetto. A lei vanno i nostri più sinceri ringraziamenti. E un ringraziamento speciale va a tutti i nostri compagni, insegnanti e familiari che, seppur lontani, non hanno mai smesso di starci vicino e di “tifare” per noi fino alla fine” – racconta Emma Vagnani. 

Articolo precedente

ERASMUS+ A SERMONETA, UNA SETTIMANA DI SCAMBIO CULTURALE PER GLI STUDENTI DI RAKOWSKI

Articolo successivo

INCENDIO ALL’INTERNO DELLA DEL PRETE A LATINA SCALO: BRUCIANO I RIFIUTI

Ultime da Cronaca