STABELLINI (FARE LATINA): LA POLITICA HA BISOGNO DI CONTENUTI

Stabellini (Fare Latina): “La politica non può fermarsi ai commenti. Servono visione, contenuti e responsabilità”

Mentre cresce il numero di soggetti che intendono partecipare alla vita pubblica cittadina, diventa sempre più urgente interrogarsi non tanto su chi farà politica, ma su quale idea di politica verrà proposta ai cittadini. È da questa considerazione che prende spunto la riflessione di Roberto Stabellini, coordinatore provinciale di Fare Latina.

“Negli ultimi mesi assistiamo alla nascita di nuove aggregazioni, nuove iniziative civiche e nuovi spazi di partecipazione. È un fenomeno positivo, perché ogni contributo al dibattito pubblico rappresenta una ricchezza per la città. Tuttavia credo che il vero tema non sia quanti contenitori politici nasceranno nei prossimi anni, ma quale rapporto la politica sarà in grado di ricostruire con i cittadini. C’è una questione che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche: sempre più persone guardano alla politica con distacco, quando non con aperta disillusione, e non perché abbiano smesso di interessarsi ai problemi della città, ma perché troppo spesso assistono a un dibattito ridotto a polemica permanente, contrapposizione continua e ricerca dello scontro”.

Secondo Stabellini, il rischio è che la politica finisca per allontanare proprio quei cittadini che invece dovrebbe coinvolgere.

“La politica nasce per costruire comunità. Quando diventa esclusivamente conflitto, finisce per alimentare sfiducia e disaffezione. Quando ogni tema si trasforma in una battaglia tra schieramenti, quando ogni confronto degenera in una bagarre permanente, i cittadini smettono di riconoscersi nelle istituzioni e si allontanano dalla partecipazione pubblica”.

Stabellini pone, inoltre, l’attenzione sulla complessità di governare una città come Latina, dove amministrare significa spesso affrontare percorsi lunghi, procedure articolate e una burocrazia che rischia di rallentare anche gli interventi più necessari.

“Dietro ogni progetto, ogni finanziamento ottenuto, ogni procedura sbloccata, ogni intervento realizzato ci sono mesi di lavoro, approfondimenti tecnici, confronto con gli uffici, responsabilità amministrative e decisioni che raramente fanno notizia. È proprio in questo contesto che si misura la qualità di una classe dirigente: nella capacità di trasformare ostacoli e criticità in risultati concreti per i cittadini. Viviamo in un tempo in cui tutti commentano, è legittimo e fa parte della democrazia, ma una città non cresce grazie ai commenti. Cresce grazie a chi studia i problemi, costruisce soluzioni e si assume la responsabilità delle decisioni. Per questo credo che Latina abbia bisogno di meno commentatori e di più amministratori”.

Ma amministrare non significa soltanto decidere. Significa soprattutto sapere dove si vuole portare una città.

“Ed è forse questo il tema più importante che il dibattito pubblico dovrebbe affrontare. Fare politica vuol dire avere una visione, una prospettiva, un’idea di futuro. Vuol dire costruire programmi, elaborare proposte, mettere insieme competenze ed energie attorno a un progetto di città. Si può essere d’accordo oppure no ed è proprio qui che si sviluppa la dialettica democratica, ma quei contenuti devono esistere. Oggi, invece ascoltiamo solo giudizi e prese di posizione su tutto senza dare mai alternative, senza mai fare proposte. Mai si sente discute di quale Latina immaginiamo tra dieci o vent’anni, di quali siano le priorità strategiche, di quali scelte siano necessarie per accompagnare la crescita della città. È giusto criticare, è legittimo dissentire, ma la politica non può fermarsi al commento. A un certo punto occorre assumersi la responsabilità di una proposta, di una visione e di un progetto. Occorre dire non soltanto cosa non va, ma anche quale strada si intende percorrere. È questa la differenza tra chi partecipa al dibattito e chi prova a costruire il futuro di una comunità”.

Il punto, secondo Stabellini, riguarda la qualità complessiva del dibattito pubblico e il messaggio che la politica trasmette ai cittadini.

“Quando il confronto si riduce esclusivamente allo scontro il rischio è che i cittadini smettano di vedere nella politica uno strumento per risolvere i problemi e inizino a considerarla soltanto un’arena di conflitti permanenti. È una deriva che dovrebbe preoccupare tutti, maggioranza e opposizione. Esiste una differenza tra l’opposizione e la contrapposizione fine a se stessa e, soprattutto, esiste una differenza tra chi prova a costruire una soluzione e chi si limita a commentarla. Per questo credo che la sfida dei prossimi anni non dovrà essere soltanto amministrativa, ma culturale. Dobbiamo restituire credibilità alla politica attraverso i comportamenti, il rispetto reciproco e la qualità del confronto. Dobbiamo dimostrare che la politica può ancora essere il luogo in cui si costruiscono soluzioni e non soltanto il luogo in cui si cercano avversari. Latina non ha bisogno di una politica che commenti continuamente ciò che accade. Ha bisogno di una politica capace di governare ciò che deve ancora accadere”.

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