Giovedì 28 maggio due iniziative con la partecipazione del capodelegazione PD al Parlamento europeo. Zingaretti a Latina e Sezze tra memoria e difesa dei valori democratici
Giovedì 28 maggio il capodelegazione del PD al Parlamento europeo Nicola Zingaretti sarà in provincia di Latina per due iniziative dedicate alla memoria e alla partecipazione democratica, promosse dal Partito Democratico.
Alle 18.30, presso il MUG – Museo Giannini di via Oberdan 13/A, a Latina, l’eurodeputato dem parteciperà all’incontro pubblico dal titolo “Votare cambia la storia”, organizzato in occasione degli 80 anni dal Referendum del 2 giugno 1946 in cui le donne e gli uomini del nostro Paese sceglievano la Repubblica. “Vogliamo riflettere insieme sul valore del voto come strumento di partecipazione democratica e di cambiamento, partendo da uno dei momenti più significativi della storia repubblicana italiana”, annuncia il segretario provinciale del PD Omar Sarubbo, che introdurrà il dibattito.
“Ci sono voti che cambiano la storia. Con il referendum del 1946 – ricorda Sarubbo – l’Italia scelse la Repubblica, aprendo una nuova stagione democratica dopo la dittatura nazifascista e la guerra. Per il nostro Paese fu un passaggio fondativo di una nuova civiltà giuridica e sociale, sancito da un’affluenza dell’89%. La Repubblica prevalse a livello nazionale con il 54,27% dei consensi e anche nella nostra provincia con il 54,89%. Nel Lazio fu un voto spaccato: mentre a Latina e Viterbo vinse la Repubblica, a Roma, Frosinone e Rieti prevalse la Monarchia. Ricordare quella stagione significa riflettere sul valore del voto e sul ruolo che ciascun cittadino può esercitare nel determinare il futuro della propria comunità”.
“Oggi – prosegue il segretario – assistiamo a una crescita dell’astensionismo che non può lasciarci indifferenti. Quando sempre più persone rinunciano a partecipare, la democrazia si indebolisce e diventa meno rappresentativa. La sfiducia verso la politica è un sentimento comprensibile di fronte a promesse spesso non mantenute. Ma non votare non significa restare neutrali: significa lasciare che siano altri a decidere del nostro futuro. Votare resta lo strumento pacifico più potente che abbiamo per cambiare le cose”.
“Per questo abbiamo voluto promuovere una giornata che unisce memoria e impegno civile e che vuole essere un richiamo alla responsabilità condivisa: per ricordare che la partecipazione è il fondamento della nostra Repubblica. Un messaggio che vogliamo rivolgere soprattutto ai più giovani.
La giornata prenderà il via alle ore 17.00 a Sezze, dove, insieme a Zingaretti, sarà deposta una corona di fiori al monumento dedicato ai Martiri dell’Antifascismo e a Luigi Di Rosa, nel cinquantesimo anniversario della sua uccisione. Il giovane militante della FGCI perse la vita il 28 maggio 1976, a soli 21 anni, colpito dai proiettili esplosi da un gruppo di neofascisti in fuga dopo un comizio dell’esponente missino Sandro Saccucci. Il percorso giudiziario riuscì a fare luce parzialmente sulla vicenda, fermandosi alla condanna per omicidio del solo esecutore materiale, Pietro Allatta. «Un episodio che ha segnato profondamente la storia democratica del nostro territorio – conclude Sarubbo – e che ancora oggi rappresenta un monito sul valore della partecipazione pacifica e sul dovere di difendere la democrazia da ogni rigurgito di violenza e intolleranza”.
