Assistenza domiciliare a Latina, interviene Latina bene Comune: “Lavoratori impoveriti e welfare abbandonato”
Latina Bene Comune interviene sulla grave situazione che riguarda il servizio “Sistema Integrato dei Servizi alla Domiciliarità” del Comune di Latina, gestito dalle cooperative sociali “Il Quadrifoglio”, “Astrolabio” e “Ninfea”, su cui è stata indetta un’assemblea generale dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
“Solo pochi anni fa gli operatori dell’assistenza domiciliare riuscivano ad avere stipendi dignitosi, con retribuzioni che oscillavano mediamente tra i 1.300 e i 1.400 euro mensili – denunciano la segretaria di Lbc Elettra Ortu La Barbera e i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton – Oggi molte lavoratrici e molti lavoratori si ritrovano con salari ridotti a 800-900 euro al mese, pur continuando a svolgere un lavoro delicatissimo, ad altissima responsabilità sociale e umana. Tutto ciò è conseguenza della riduzione del monte ore, passato da 26 ore della passata amministrazione Coletta a 20 con l’amministrazione Celentano e poi a 22.
Con il cambio appalto sono state inserite circa 20 assunzioni in più, ma sono al contempo diminuite le prestazioni di lavoro, con una riduzione tra l’altro del rimborso chilometrico. Quanto sta accadendo ci tocca profondamente. La situazione per molti è diventata ormai insostenibile ed è frutto delle scelte dell’amministrazione”.
“Parliamo di persone, in larga parte donne – commenta Lbc – che ogni giorno affrontano fragilità, solitudine, sofferenza, precarietà. Persone che spesso anticipano perfino le spese per il carburante pur di garantire un servizio essenziale alle famiglie della nostra città. Non siamo di fronte soltanto a un problema contrattuale, ma a una precisa scelta politica sul valore che si decide di attribuire al welfare e alla dignità del lavoro sociale. Il Comune di Latina non può nascondersi dietro il paravento dell’appalto. Ha affidato un servizio pubblico fondamentale e ha quindi la responsabilità diretta di vigilare sulle condizioni di lavoro e sulla qualità del servizio erogato”. Lbc chiede dunque con urgenza di convocare un tavolo di confronto, di rinegoziare le tariffe di appalto con clausole sociali vincolanti, di riconoscere un rimborso chilometrico adeguato al costo reale del carburante e di effettuare controlli costanti sulle condizioni contrattuali applicate dalle cooperative affidatarie.
“Ancora una volta assistiamo a disinteresse, inefficienza e totale mancanza di attenzione del Comune rispetto ai servizi sociali – prosegue Lbc – Gli assistenti domiciliari sono spesso l’unico supporto concreto per famiglie che vivono situazioni di disabilità, non autosufficienza e grave fragilità. Da una parte ci sono lavoratrici e lavoratori sottopagati e umiliati, dall’altra famiglie lasciate sole. Non basta fare proclami o tagliare nastri: il welfare si costruisce garantendo diritti, tutele e servizi efficienti. E non è finita qui. Apprendiamo infatti che il bonus affitto 2024 non sarebbe stato ancora erogato a buona parte degli aventi diritto. Assistenza domiciliare ed emergenza abitativa rappresentano due pilastri fondamentali di una comunità civile, e oggi entrambi risultano abbandonati. È una scelta politica. E come tale va giudicata”.
