RAPINE NELLE GIOIELLERIE, SCACCO ALLA BANDA: TRA DI LORO ANCHE UN PONTINO

Dal colpo da un milione ai Parioli alla Versilia: così agiva l’organizzazione che teneva in scacco le gioiellerie

​Si fingevano distinti clienti, pronti a concludere acquisti a molti zeri, per poi trasformarsi in rapinatori spietati una volta guadagnata la fiducia dei commercianti. Fine della corsa per un’organizzazione criminale specializzata in rapine hi-tech e colpi di lusso: i poliziotti della Squadra Mobile di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone, gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata a rapine aggravate e ricettazione.

​L’indagine, coordinata dalla Procura, ha preso il via nella primavera del 2024, subito dopo una maxi rapina consumata nel cuore del quartiere Parioli. In quell’occasione, due uomini erano riusciti a farsi aprire le porte di una nota gioielleria. Una volta dentro, il cambio di scena: armi in pugno e minacce al dipendente. Il bottino fu ingente: 70 orologi di lusso per un valore di mercato superiore ai 900 mila euro.

​Non si trattava di semplici “cani sciolti”, ma di un gruppo con una gerarchia definita e dotazioni tecniche all’avanguardia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori:

​Ogni colpo veniva studiato nei minimi dettagli, con sopralluoghi e ruoli prestabiliti. La banda utilizzava auto rubate con targhe clonate per rendersi invisibile ai varchi elettronici.

​Per comunicare venivano impiegati dispositivi in grado di interferire con le frequenze radio, con l’obiettivo di neutralizzare eventuali localizzatori o disturbare le comunicazioni delle forze dell’ordine.

​La svolta è arrivata grazie all’analisi minuziosa dei sistemi di videosorveglianza. Gli agenti sono riusciti a isolare il volto di uno dei sospettati, un sessantaduenne con una lunga lista di precedenti. L’uomo è stato pedinato e monitorato fino allo scorso gennaio, quando è stato rintracciato in Versilia. Al momento del fermo, era in possesso di un’auto rubata e di una pistola clandestina, simile a quella ripresa dalle telecamere durante l’assalto ai Parioli.

​Almeno quattro i colpi accertati. Le indagini hanno permesso di attribuire alla banda almeno quattro rapine messe a segno tra il 2023 e il 2025, non solo ai danni di gioiellerie ma anche di uffici postali. Al termine dell’operazione, cinque indagati sono stati trasferiti in carcere, mentre per altri due sono stati disposti gli arresti domiciliari. Tra di loro, anche un uomo di 47 anni originario di Catania ma che vive ad Aprilia: Massimo Barbieri.

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