“ASAM, QUEI CONTI CHE FORSE NON TORNANO”, LA DISAMINA DI RAGUSA (M5S)

Andrea Ragusa, attivista dei 5 Stelle apriliani

“Ad Aprilia esiste un’azienda che sembra non avere diritto alla “normalità” e visto che la Commissione straordinaria ha dato l’incarico ad uno studio di avvocati di supportare il Responsabile Unico del Progetto nell’espletamento delle delicate fasi di DUE DILIGENCE giuridico-amministrativa, economico-finanziaria e organizzativa sull’azienda speciale ASAM in liquidazione, in particolare per l’eventuale prosecuzione, riorganizzazione o cessazione della gestione ho fatto qualche conto per analizzare le decisioni prese in passato.

Da anni la gestione dell’ASAM è prigioniera di una narrazione che la vuole costantemente sull’orlo del baratro, una tesi utilizzata per giustificare una liquidazione volontaria che si trascina ormai dal 2017 e una progressiva esternalizzazione dei servizi.

Eppure, se si analizzano le carte con onestà intellettuale, emerge una realtà radicalmente diversa.

Tutto parte da lontano, dalle delibere del 2016 e 2017 che hanno tracciato il solco: si è deciso che i parcheggi, lo scuolabus, la manutenzione del verde e la riscossione dei tributi non fossero più convenienti per l’azienda pubblica.

Nel 2024, l’amministrazione di centro-destra ha confermato questa linea, basandosi su una lettura dei conti che appare, a dir poco, parziale.

Durante le sedute pubbliche, l’assessore Moroni e il presidente della commissione La Pegna hanno citato l’ispezione del MEF del 2016 per dipingere un quadro fallimentare, sostenendo che il settore parcheggi avrebbe accumulato perdite per 200.000 € tra il 2017 e il 2022. Ma questi conti sono corretti?

Siamo di fronte a quella che potremmo definire la “fallacia dell’evidenza soppressa” o cherry picking. Per arrivare a quelle cifre negative, l’amministrazione ha scelto di analizzare il periodo che include i lockdown del Covid, quando la circolazione era ferma per legge, e soprattutto ha ignorato una voce di ricavo fondamentale: le sanzioni.

Il settore parcheggi, infatti, non si limita a vendere abbonamenti, ma gli ausiliari elevano multe che finiscono direttamente nelle casse comunali, cosa che non avrebbero interesse a fare i dipendenti di una società esterna visto che sulle sanzioni non esistono percentuali per nessuno.

Calcolatrice alla mano, considerando i 5 dipendenti realmente impiegati nel settore, i costi dei parcometri e i ricavi complessivi (ticket più multe), i numeri dicono che il settore parcheggi è in attivo: 16.000 € di guadagno nel 2021, oltre 44.000 nel 2022, 34.000 nel 2023 e ben 68.000 € nel 2024.

Anche per il 2025 le prospettive sono ottime, visto che le nuove sanzioni includono ora il pagamento della sosta giornaliera. Perché allora ci si ostinava a parlare di perdite?

Il dubbio sulla reale convenienza delle scelte politiche si fa ancora più fitto guardando al settore pulizie.

Infatti, in quella seduta non si è parlato né di costi né di ricavi ma si è stabilito di esternalizzare comunque il servizio, cosa che è avvenuta quest’anno al costo triennale di 935.000 €; chissà se anche per quel settore i conti furono fatti con pressappochismo!

Purtroppo i dati relativi al costo di questo servizio quando era svolto in house, per poter fare un raffronto con l’importo assegnato con la recente gara d’appalto, non sono riuscito ad averli perché i liquidatori hanno negato l’accesso agli atti.

Per perseguire l’obiettivo del risanamento, la strada dovrebbe essere un’altra.

L’azienda oggi sembrerebbe “in bonis“, ovvero produce utili, e non c’è più alcun motivo tecnico per tenerla in liquidazione. Bisognerebbe rimuovere questo stato di agonia assistita e sostituire il collegio dei liquidatori con un Amministratore Unico.

Il risparmio sarebbe immediato: oggi i tre liquidatori costano alla collettività 104.000 € l’anno, mentre un amministratore, come quello di una realtà come Progetto Ambiente, ne costa 45.000.

Invece di smantellare l’azienda pezzo dopo pezzo, bisognerebbe preoccuparsi di renderla più efficiente, magari partendo da cose semplici come ripristinare l’illuminazione nel parcheggio della stazione di Campoleone, oggi semi abbandonato dagli utenti perché buio e insicuro, questo semplice intervento porterebbe ad un maggior utilizzo del parcheggio e a maggiori introiti. Difendere l’ASAM non è una scelta ideologica, ma una battaglia di buon senso per rispettare i rilievi del MEF, tutelare i posti di lavoro e garantire ai cittadini di Aprilia servizi di qualità a un costo inferiore rispetto a quello del mercato. Se i conti sono in attivo, la liquidazione non è una necessità, ma una scelta politica che grava sulle tasche di tutti noi.

In questo clima di conti ‘soggettivi’, l’incarico allo studio legale appare come un atto di chiarezza necessario per garantire oggettività e imparzialità.

È un segnale che, insieme alle recenti rassicurazioni della Commissione ai sindacati sulla tutela dei posti di lavoro, permette di intravedere una luce in fondo al tunnel!”.

Così, in una nota, l’attivista 5Stelle, Andrea Ragusa:

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