IL RICORDO DI SATNAM SINGH AL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO

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Lavoro dignitoso. Questo non deve essere solo uno slogan, ma un diritto che noi tutti dobbiamo pretendere”. Con queste parole Pierpaolo Spollon ha aperto dal palco del Concertone del Primo Maggio il suo intervento dedicato a Satnam Singh, il 31enne bracciante indiano morto nel 2024 dopo un incidente sul lavoro a Latina.

Spollon ha ricostruito quanto accaduto “a due passi da qui, a Latina”, dove Singh stava lavorando quando “un macchinario gli ha tranciato il braccio”.

L’attore e conduttore ha poi ricordato il momento più drammatico della vicenda: “E invece di essere portato subito in ospedale, è stato caricato su un furgone e scaricato davanti a casa. Solo dopo sono stati chiamati i soccorsi ed è stato portato a Roma, in elicottero. Troppo tardi. Quello è stato il suo ultimo viaggio”.

“Qualche tempo fa, a due passi da qui, a Latina, un ragazzo stava lavorando e un macchinario gli ha tranciato il braccio. E invece di essere portato subito in ospedale, è stato caricato su un furgone e scaricato davanti a casa. Solo dopo sono stati chiamati i soccorsi ed è stato portato a Roma, in elicottero. Troppo tardi. Quello è stato il suo ultimo viaggio. Satnam Singh è morto a 31 anni. Sul lavoro. Senza dignità”, ha detto ancora Spollon prima di un toccante monologo, immaginando Satnam parlare con la sua compagna, Soni, mentre su quell’elicottero che lo ha portato in ospedale dall’alto vede per la prima volta Roma: ”Sono un angelo che vola su Roma. Certo sono un angelo che vola con un’ala sola. Non ti arrabbiare. Ti regalo lo spettacolo che vedo, vedo gli indiani come noi che vendono le rose nei ristoranti, te le regalo tutte quelle rose”.

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