ASILI NIDO, PROTESTA PER I FONDI INSUFFICIENTI A LATINA. LBC: “LAVORATORI SENZA CERTEZZE”

“Una protesta contro l’amministrazione Celentano, l’ennesima, è andata in scena questa mattina, con momenti di tensione registrati in Consiglio comunale. Questa volta il caso riguarda le lavoratrici e i lavoratori impiegati negli asili nido della città che, assistiti dalla Cgil, dopo aver chiesto un incontro alla sindaca senza essere ricevuti, sono dovuti salire in aula consiliare, mentre era in corso l’assise, per essere ascoltati.

Situazioni analoghe si erano già verificate per i lavoratori di Abc e per la gara d’appalto per gli AEC, assistenti educatori scolastici, e per la CAA (Comunicazione aumentativa alternativa). Ora la cattiva gestione e la mancanza di programmazione dell’amministrazione Celentano ha portato alla luce un nuovo problema, quello della mancanza di fondi sufficienti per garantire la continuità del servizio degli asili nido, che ancora una volta incide su un servizio essenziale per le famiglie”.

I consiglieri di Lbc, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera, commentano quanto è avvenuto oggi in Consiglio comunale. Una situazione che il movimento politico aveva già annunciato nelle scorse settimane: “Avevamo già sottolineato i rischi per i lavoratori – spiegano da Lbc – E nonostante le rassicurazioni verbali dell’assessora Censi, i lavoratori della cooperativa che gestisce i nidi comunali non hanno alcuna certezza sul loro futuro, tanto da aver sospeso il servizio in segno di protesta, rimandando a casa, con grande rammarico, circa 200 bambini a casa”.

“Oggi il Comune si trova senza margini di manovra – proseguono i consiglieri e la segretaria del movimento – Ha esaurito ogni spazio di bilancio e non è più in grado di far fronte alle emergenze che, nel corso dell’anno, inevitabilmente si presentano. È quanto accaduto con il servizio degli asili nido gestito tramite cooperative. L’adeguamento Istat e quello contrattuale, approvati ad anno già avviato, hanno determinato un aumento dei costi che non era stato previsto in bilancio e a fronte di queste maggiori spese, il Comune non dispone delle risorse necessarie per coprirle. Le entrate infatti risultano inferiori alle attese: mancano introiti dalla polizia locale a causa della carenza di organico, e si registrano circa 400mila euro in meno dal servizio della sosta. Il servizio scade il 30 giugno e il 1 luglio si sarebbe dovuto affidare nuovamente, mettendo a rischio la clausola sociale e i diritti acquisiti di anzianità di servizio.

Di fronte a questo scenario, l’amministrazione sta ipotizzando soluzioni tampone come la statalizzazione di un asilo o l’internalizzazione di parte del personale educativo, nel tentativo di spostare la spesa su capitoli di bilancio più capienti. Scelte che rischiano però di aggravare ulteriormente il problema: riducendo gli spazi assunzionali, si limita la possibilità di rafforzare altri servizi fondamentali, come appunto quello della polizia locale. E’ un cane che si morde la coda. L’internalizzazione inoltre rischia di tradursi in una perdita di posti di lavoro e in un peggioramento complessivo delle condizioni occupazionali. Da qui nasce una protesta forte, motivata e legittima”.

“Siamo di fronte a un circolo vizioso – conclude Lbc – decisioni tardive e incerte producono minori entrate e maggiori costi, che a loro volta riducono ulteriormente la capacità di programmazione dell’ente. Un esempio emblematico è il servizio della sosta: la mancata scelta politica tra esternalizzazione e gestione interna ha portato a bandi di breve durata, incapaci di garantire adeguati ricavi. E’ inaccettabile però che a pagare il prezzo di queste inefficienze siano ancora una volta i lavoratori e le famiglie. Non si tratta di responsabilità degli uffici, ma di evidenti limiti politici e amministrativi. Servono programmazione, scelte chiare e impegni concreti e verificabili. I lavoratori chiedono certezze, non promesse. E hanno ragione”.

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