BENI CULTURALI DEL CIRCEO E SABAUDIA: “GESTIONE DECISA ALTROVE”. LE CRITICHE DE “IL FORTINO”

Beni culturali del Circeo e di Sabaudia, “Il Fortino”: “Gestione decisa altrove. Scelta opaca e inaccettabile”

“Abbiamo preso visione dell’Accordo di valorizzazione sottoscritto tra il Ministero della Cultura e il Comune di Terracina, che riguarda anche beni di straordinaria importanza situati nei territori di San Felice Circeo e Sabaudia, tra cui la Grotta Guattari, le Terme Romane e l’area archeologica della Casarina.

È necessario dirlo con chiarezza: si tratta di una scelta politica grave, che incide su territori che non risultano protagonisti del processo decisionale.

L’accordo nasce tra Ministero e Comune di Terracina, ma produce effetti diretti anche su altri comuni, senza che sia chiarito:

  • quale sia stato il loro reale coinvolgimento
  • quale sarà il loro ruolo
  • quali strumenti avranno per incidere sulle decisioni

Questo non è un dettaglio tecnico, ma un problema politico evidente.

L’accordo affida la gestione operativa alla Fondazione “Città di Terracina”, determinando di fatto un passaggio della gestione dei beni pubblici verso un soggetto esterno.

Un passaggio che sarebbe già di per sé rilevante, ma che diventa ancora più critico perché:

  • la governance non è definita
  • la composizione degli organi non è nota
  • i criteri di nomina non sono stabiliti
  • le modalità di conferimento di risorse e beni sono rinviate

In sostanza, gli elementi decisivi vengono rimandati a dopo.

Un impianto privo di garanzie. Allo stato attuale, non esistono elementi sufficienti per garantire:

  • trasparenza nella gestione
  • controllo pubblico effettivo
  • rappresentanza dei territori coinvolti

Si costruisce così un modello in cui beni di altissimo valore vengono inseriti in un sistema gestionale di cui non sono ancora chiari né i meccanismi né i soggetti decisionali reali.

Valorizzazione non significa tutela. È necessario chiarire un punto fondamentale: “valorizzazione” non equivale a “tutela”.

Senza regole chiare, senza controllo e senza trasparenza, il rischio è che la valorizzazione diventi uno strumento attraverso cui si introducono logiche opache nella gestione di beni pubblici.

Una scelta che riguarda identità e territorio. Parliamo di siti come la Grotta Guattari e l’area della Casarina, che non rappresentano solo un patrimonio culturale, ma un elemento identitario profondo per le comunità locali.

Decisioni di questo tipo non possono essere assunte senza un coinvolgimento pieno e trasparente dei territori interessati.

Posizione. Alla luce delle criticità evidenziate, esprimiamo un parere negativo sull’accordo, che riteniamo, allo stato attuale, inadeguato, incompleto e privo delle necessarie garanzie in termini di trasparenza, governance e controllo pubblico.

Il patrimonio culturale non può essere oggetto di scelte costruite in assenza di chiarezza e con passaggi decisionali rinviati a fasi successive.

Su questi aspetti approfondiremo e manterremo alta l’attenzione e interverremo nel merito, in tutte le sedi opportune“.

Così, in una nota, l’associazione “Il Fortino”.

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