Nello scorso mese di febbraio il TAR Lazio, sezione di Latina, accogliendo il ricorso presentato dagli imprenditori del litorale di Bazzano, difesi dall’avvocato Guglielmo Raso, ha ordinato al Comune di Sperlonga di rispondere all’esposto con cui gli stessi denunciavano presunti abusi edilizi riconducibili ai proprietari del “Lido Costadoro” e, ove necessario, di adottare le conseguenti ordinanze di demolizione. I giudici amministrativi hanno inoltre nominato il Prefetto di Latina quale Commissario ad acta, chiamato a intervenire in caso di ulteriore inerzia dell’Ente.
Il Comune di Sperlonga, che non ha mai riscontrato l’esposto degli imprenditori di Bazzano, ha quindi impugnato la sentenza, chiedendo al Consiglio di Stato di sospenderne l’efficacia. Ma la richiesta è stata respinta dai giudici di Palazzo Spada che, all’esito dell’udienza del 21 aprile, hanno ritenuto l’appello non assistito da un’apprezzabile fondatezza nel merito, evidenziando la doverosità dell’esecuzione della sentenza di primo grado.
Nonostante la pendenza del giudizio di appello, la sentenza del Tar di Latina dovrà quindi essere eseguita: il Commissario ad acta sarà chiamato a verificare la legittimità delle opere edilizie denunciate dagli imprenditori balneari di Bazzano, definite dal Tribunale come “imponenti”, che si presumono realizzate in assenza dei necessari titoli abilitativi, delle autorizzazioni paesaggistiche e sismiche e, in parte, anche su demanio civico.
“Non è la prima volta che il Comune viene richiamato ai propri obblighi di vigilanza urbanistica. In un altro giudizio da me patrocinato, relativo alla zona di Lago Lungo, l’Amministrazione è stata recentemente condannata, con sentenza definitiva, a verificare la legittimità di alcune edificazioni realizzate su una duna protetta e, all’esito degli accertamenti, ha dovuto adottare le necessarie ordinanze di demolizione. Nel caso di Bazzano la questione assume un rilievo ancora più ampio perché riguarda direttamente il rapporto tra tutela del paesaggio e attività economiche locali.
La fascia costiera di Sperlonga è infatti riconosciuta di notevole interesse pubblico ed è stata definita da una significativa pronuncia dei giudici amministrativi come un “insieme di quadri naturali di singolare bellezza panoramica”. È proprio da questo equilibrio che dipende la sopravvivenza delle attività turistico-balneari: gli imprenditori del settore vivono del paesaggio circostante, che non è un semplice sfondo, ma la vera risorsa su cui si fonda l’intera economia del litorale. Se viene meno l’integrità del contesto naturale e paesaggistico, viene meno anche il presupposto stesso dell’attività economica.La tutela del territorio è quindi un elemento strutturale e imprescindibile per garantire continuità e qualità allo sviluppo turistico della zona”.
