PIANO RIFIUTI REGIONALE, LA BOCCIATURA DEL CENTROSINISTRA DI APRILIA

Piano dei rifiuti regionale, l’intervento del centrosinistra apriliano. Nella città del nord pontino sorgerà la discarica per la provincia pontina

“Il nuovo Piano rifiuti regionale non è una risposta che il territorio attendeva, bensì certifica definitivamente il fallimento politico del centrodestra nel Lazio. Un fallimento che ha un volto preciso, quello della giunta guidata da Francesco Rocca, e che chiama in causa in modo diretto anche i dirigenti locali, a partire da Fratelli d’Italia, che per anni hanno venduto la “filiera di governo” come la soluzione miracolosa a ogni problema.

Oggi quella narrazione si sgretola davanti alla realtà: dopo oltre tre anni di attesa arriva un piano tardivo, fragile e destinato a un iter lungo e incerto, con una legislatura ormai agli sgoccioli. Altro che programmazione: siamo davanti a un provvedimento che nasce già senza gambe, incapace di dare certezze ai territori. Nel merito, il piano è ancora più grave. La Regione rinuncia di fatto a costruire un sistema pubblico del ciclo dei rifiuti e sceglie invece di affidarsi ai privati per la realizzazione e gestione delle nuove discariche. Una scelta politica precisa, che scarica responsabilità e indebolisce il controllo pubblico su un settore strategico.

La cancellazione degli ATO e il passaggio a due sole macroaree rappresentano poi un arretramento netto. Si smonta il principio di prossimità, si depotenzia la capacità dei territori di essere autosufficienti e si apre la strada a un sistema squilibrato, dove pochi territori saranno chiamati a sopportare il peso di tutti. Ed è qui che emerge con forza il caso di Aprilia.

La conferma della nuova discarica nel territorio comunale è l’emblema di questo fallimento: una città che ha già pagato un prezzo ambientale altissimo viene ancora una volta individuata come area di sacrificio. Non è una scelta tecnica, è una scelta politica profondamente sbagliata. Perché mentre si parla di transizione ecologica, si continua a investire sullo strumento più arretrato della gestione dei rifiuti. Invece di puntare su impianti moderni, pubblici e distribuiti, si preferisce concentrare criticità e impatti su territori già fragili.

Il risultato è un piano che arriva tardi e senza una reale prospettiva di attuazione; affida ai privati pezzi fondamentali del ciclo dei rifiuti; cancella strumenti di governance territoriale come gli ATO; in ultimo: scarica su realtà come Aprilia il peso delle inefficienze regionali

Altro che “filiera del fare”. Qui siamo alla filiera dello scaricabarile: meno responsabilità pubblica, più potere ai privati e più pressione sui territori.

E Aprilia, ancora una volta, viene scelta non per essere aiutata, ma per essere utilizzata. Un vero e proprio accanimento territoriale, rispetto al quale questa volta i dirigenti locali del centrodestra non potranno rifugiarsi in mistificazioni: a certificarlo sono stati gli stessi riferimenti regionali, fin troppo attenti nel cancellare progettualità per la città pur di fare spazio a nuovi impianti di rifiuti”.

Così, in una nota, Aprilia Domani (Progetto Civico Italia), AVS – Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.

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