Organico docenti, Gilda: “Nessun dato ufficiale. Tagli mascherati e sostegno insufficiente. Rischio soprannumerari e meno continuità didattica. A Latina effetti ancora più pesanti”
Ad aprile inoltrato non c’è ancora alcuna certezza sull’organico dei docenti per il prossimo anno scolastico. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, né dall’Ufficio scolastico regionale, né dall’Ambito territoriale di Latina, con le scuole e i lavoratori lasciati senza riferimenti chiari per la programmazione.
A denunciarlo è la Gilda degli Insegnanti di Latina, attraverso la coordinatrice provinciale Patrizia Giovannini. “Negli anni passati – afferma Giovannini – tra marzo e aprile avevamo già un quadro definito e dati alla mano. Oggi invece siamo ancora in attesa di indicazioni fondamentali su contingente e distribuzione dei posti”.
Le uniche informazioni disponibili risalgono all’informativa inviata dal Ministero ai sindacati il 31 marzo, da cui emerge una riduzione di 1.407 posti nell’organico di potenziamento, a fronte di posti comuni invariati. “È un segnale preoccupante – sottolinea la coordinatrice della Gilda – perché viene colpita proprio la quota di organico utilizzata per flessibilità, ampliamento dell’offerta formativa, recupero e inclusione. In altre parole, si indebolisce uno degli strumenti più importanti a disposizione delle scuole”.
Un ridimensionamento che potrebbe avere ripercussioni anche sul territorio pontino. “C’è forte preoccupazione per i possibili effetti in provincia di Latina, – prosegue Giovannini – soprattutto per i docenti che rischiano di risultare soprannumerari e di dover essere ricollocati, con ricadute sulla continuità didattica e sull’offerta formativa”.
A incidere sul quadro complessivo è anche il calo demografico, a fronte però di un aumento degli alunni con disabilità certificata. L’organico di diritto sul sostegno registra a livello nazionale un incremento di appena 134 posti. “Numeri del tutto insufficienti rispetto al fabbisogno reale”, rileva Giovannini. “Si continua a parlare di continuità didattica, ma nei fatti non si mettono in campo risorse adeguate. Sono briciole, soprattutto per una provincia come Latina che già sconta uno storico divario rispetto alla capitale”.
Tra le criticità anche il tema delle “classi pollaio”. Il Dpr 81 del 2009 prevede classi prime fino a 31 alunni. Il Ministero ha annunciato possibili deroghe per ridurre il numero degli alunni per classe, ma senza risorse aggiuntive. “Il rischio – osserva la sindacalista – è che restino solo sulla carta, perché continuano a operare all’interno dello stesso contingente organico. Senza un reale potenziamento, sarà difficile incidere davvero sul problema”.
Nell’informativa ministeriale si prevede inoltre un aumento dei posti per la classe di concorso A023 (italiano per alunni stranieri), che verrebbero però ricavati dal taglio del potenziamento. “Più che un aumento – precisa la coordinatrice – si tratta di una semplice sostituzione di posti”.
Criticità anche per l’educazione motoria nella scuola primaria, con un decremento di circa cinquanta posti e l’impossibilità di costituire cattedre orarie esterne. “Una scelta che limita le assunzioni in ruolo e non favorisce la continuità didattica, confermando una gestione dell’organico sempre più orientata agli equilibri contabili e al contenimento della spesa”.
A questo si aggiunge la trasformazione dell’organico: “Dal prossimo anno – spiega Giovannini – sarà rideterminato su base annuale e non più triennale. Significa che ogni eventuale taglio avrà effetti immediati, senza possibilità di compensazione: un ulteriore elemento di instabilità”.
Il sindacato resta in attesa di indicazioni ufficiali sul contingente provinciale, indispensabili per la definizione dei posti disponibili. Nei prossimi giorni le prime segnalazioni dei docenti soprannumerari contribuiranno a delineare con maggiore chiarezza il quadro sul territorio.
