SONNINO, L’AFFONDO DI IACOVACCI: “SUI CONTI SIAMO AL COMUNE DALLE DUE FACCE”

​Sonnino, Iacovacci: “Il Comune dalle “Due Facce”: le furbizie o il caos della maggioranza. “Siamo deficitari solo quando conviene?”

“Siamo davanti ad una gestione che definire creativa è un eufemismo: è una vera e propria politica delle due facce”. Il consigliere d’opposizione Dario Iacovacci non usa mezzi termini e lancia un duro affondo contro l’amministrazione comunale, rea di aver dipinto due quadri della salute finanziaria di Sonnino diametralmente opposti, a seconda della convenienza del momento.
​Tra debiti regionali, pareri tecnici, Iacovacci mette in fila i documenti della discordanza: “I cittadini di Sonnino meritano la verità, non un gioco di prestigio sui pareri. Tutto inizia con la grana del Palazzo Baronale Antonelli. Il Comune deve ancora restituire alla Regione Lazio 346.000 euro a fronte dei 546.000 iniziali. Come fare per non pagare subito? Semplice: dichiararsi sull’orlo del baratro. In una nota ufficiale inviata il 26 gennaio 2026, l’Amministrazione implora alla Regione, una rateizzazione in 40 mesi, giustificandosi con una “difficile situazione economico-finanziaria” e autoproclamandosi “Ente strutturalmente deficitario”.

“In quel documento il Sindaco ammette persino di vivere in costante anticipazione di tesoreria, consapevole quindi delle condizioni pietose in cui versa il nostro comune, con questa dichiarazione per la Regione siamo poveri e indebitati, sarà forse per questo che l’assessore al bilancio e il vice sindaco si sono recati in Regione, per continuare il pianto del sindaco? Ma è la realtà o è solo un espediente per nascondere l’incapacità di onorare i debiti?”.

Poi il “miracolo” di marzo: per il Revisore, il quale certifica che il comune non è strutturalmente deficitario, questo colpo di scena arriva appena due mesi dopo. Il 12 marzo 2026, l’Organo di Revisione analizza il Bilancio di Previsione 2026-2028 e scrive l’esatto contrario: “L’Ente non risulta strutturalmente deficitario”. Nessun piano di riequilibrio, parametri rispettati, conti “apparentemente” saldi.

“Siamo al paradosso totale – incalza il consigliere d’opposizione –. Com’è possibile essere ‘moribondi’ a gennaio davanti alla Regione e ‘atleti in salute’ a marzo davanti al Revisore? Questa alienazione amministrativa distrugge la credibilità del nostro Comune. O ha mentito il Sindaco alla Regione, o il Revisore è stato indotto in errore da carte incomplete”.

Ma c’è un aspetto ancora più odioso in questa vicenda: quello che tocca i portafogli delle famiglie di Sonnino. Già nel 2024, la Giunta aveva fissato le tariffe di mense, musei e impianti sportivi blindandole dietro lo scudo della “situazione di deficitarietà”. Un’etichetta che obbliga per legge a far pagare ai cittadini almeno il 36% dei costi dei servizi.

“Hanno usato la scusa del deficit per giustificare tariffe alte e sacrifici,” denuncia Iacovacci. “Ma se oggi il Revisore certifica che non siamo deficitari, perché i cittadini devono continuare a pagare come se lo fossimo? È inaccettabile che si usino i tecnicismi di bilancio come un bancomat sulla pelle della gente”.

“Sonnino non può essere gestita da una falsa politica. Non si può essere insolventi con gli enti superiori e virtuosi in Consiglio Comunale, questa è solo una messinscena per coprire una gestione fallimentare. La trasparenza non è un optional, è un dovere verso chi paga le tasse”.

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