ZLS NEL SUD PONTINO, PD: “BASTA PROPAGANDA. IL TERRITORIO NON HA RECUPERATO DOPO L’ESCLUSIONE DALLA ZES”

“Sulla ZLS stiamo assistendo all’ennesima operazione di propaganda della destra. Si prova a trasformare in un trionfo quello che, nei fatti, è uno strumento utile ma parziale, e soprattutto non sufficiente a restituire al nostro territorio ciò che ha perso con l’esclusione dalla Zona Economica Speciale.

La situazione economica del nostro territorio meriterebbe serietà. E la serietà impone di non far passare una misura più limitata come la soluzione di un problema molto più grande.

Anche perché la ZLS non nasce oggi, né dal nulla. È il risultato di un percorso istituzionale avviato anni fa, con l’approvazione del Piano di Sviluppo Strategico del Lazio nel 2022, e di un successivo lavoro di aggiornamento e definizione che qualcuno oggi prova a intestarsi come se fosse una propria invenzione. Anche su questo servirebbe un po’ più di onestà.

La ZES era la vera occasione: uno strumento più forte, più ampio, più adatto a sostenere investimenti, produzione e occupazione. La ZLS, invece, è una leva più circoscritta, che opera su aree perimetrate e dentro una logica prevalentemente logistica e portuale. Non riguarda automaticamente tutto il territorio, non produce ovunque gli stessi effetti e non colma da sola il divario con i territori che hanno avuto accesso a strumenti più vantaggiosi.

Per questo il racconto trionfalistico di queste ore è fuori luogo. La verità è che il Sud Pontino è rimasto fuori dalla leva più forte, e questo pesa ancora oggi sulla sua capacità di competere davvero, mentre altri territori hanno potuto contare su un quadro più favorevole.

Mentre il Lazio restava fuori, la ZES unica veniva istituita per i territori del Mezzogiorno dal 1° gennaio 2024 ed è stata poi estesa anche a Marche e Umbria nel 2025. Il Lazio no. Ed è questa la misura del problema.

Per questo va respinta ogni mistificazione. Il nostro territorio non ha bisogno di slogan, ma di verità. Ha bisogno di sapere quali aree saranno davvero coinvolte, quali imprese potranno accedere concretamente alle agevolazioni, quali investimenti si intendono attrarre, quali collegamenti infrastrutturali si vogliono finalmente rafforzare, quale idea di sviluppo si ha per il porto, per le aree industriali e per l’intero comprensorio.

Perché lo sviluppo non nasce dai comunicati autocelebrativi. E non nasce neppure da una narrazione che continua a evocare il porto di Gaeta come risposta sufficiente di per sé, quando da anni mancano alle sue spalle infrastrutture adeguate, connessioni forti e investimenti coerenti sul sistema produttivo e logistico circostante. Senza una visione complessiva, senza una rete vera tra porto, retroporto, aree industriali e collegamenti, il rischio è che restino soprattutto i costi e gli squilibri, mentre i benefici continuano a essere troppo deboli e troppo lenti.

Senza tutto questo, anche uno strumento utile rischia di restare molto al di sotto delle aspettative che oggi si stanno alimentando in modo del tutto irresponsabile. Il Sud Pontino merita di più”.

Così, in una nota, i segretari di Circolo del Partito Democratico del Sud Pontino.

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