“TETTO EXTRA UE E INVESTIMENTI SUI GIOVANI”, LA RICETTA DI MIELE (LEGA) PER IL CALCIO ITALIANO

“Il calcio nazionale va aiutato. Subito il tetto extra UE per i giocatori e agevolazioni per i club negli investimenti sui giovani italiani”

“Le ‘notti magiche inseguendo un goal’ sono ormai un ricordo lontano. Oggi ci troviamo tutti sulla frontiera e nel frullatore per affrontare un tema che sembra abbia risvegliato gli italiani coinvolgendoli in modo bipartisan tutti remando nella stessa direzione.

Certo, dopo le dimissioni del presidente Gabriele Gravina attendiamo le elezioni del prossimo presidente della Figc nel segno della discontinuità, considerati gli scarsi risultati ottenuti nell’ultimo periodo. L’ex presidente Gravina ma anche gli altri candidati in pectore stanno già responsabilizzando il mondo della politica sulle responsabilità di questo nuovo fallimento dell’Italia che per la terza volta di fila non parteciperà ai Mondiali di calcio. Eppure sono i primi che non parlano di progetti, di visioni, di futuro, si candidano semplicemente a occupare quel prestigioso posto vacante.

Oggi dappertutto si parla di tattica e di tecnica, di centri sportivi e di stadi, di etica e di grinta.  Se da una parte è inevitabile investire sulle strutture sportive e sulle academy come ripensare gli stadi per coinvolgere le famiglie nella globalità del suo intrattenimento, è anche vero che la politica soprattutto deve guardare a un modello che tuteli i nostri giovani.

Così, dobbiamo investire subito sui giovanissimi e sulla loro formazione per restituire identità al calcio italiano. Il calcio è passione e orgoglio nazionale: è ora di riportarlo al centro del cuore degli italiani. Servono riforme radicali: ripristiniamo subito il tetto di 5 extra UE in campo e agevolare quelle società che investono sui ragazzi italiani formati nei vivai delle nostre società. Va estirpato questo fattore culturale che ormai è pessimo in Italia: i giovani non vanno fatti giocare perché non hanno esperienza, così o i nostri ragazzi smettono o vanno a cercare gioia altrove, come è accaduto in questi giorni ai 3 diciottenni cresciuti nel settore del Sassuolo e subito intercettati e messi sotto contratto dal Borussia Dortmund, che non è certo un club di seconda fascia nel panorama europeo e mondiale. Senza citare nemmeno il caso di Giovanni Leoni, 19enne sconosciuto esploso nel Parma in massima serie e dopo poche presenze acquistato dal Liverpool, che gli ha affidato le chiavi della difesa. Cosa fanno oggi le società di A e B? Acquistano a prezzi modici giovani e meno giovani stranieri di modesta bravura impedendo di fatto la crescita dei ragazzi italiani, con un inevitabile  impoverimento di talento, presenza e sviluppo. Eppure presidenti, dirigenti, procuratori non capiscono che in questo modo si sta andando dritti verso un corto circuito che ha impoverito il prodotto calcio, di modesta qualità e intensità se raffrontato ai tornei big d’Europa. Va fatto un patto tra politica e mondo del calcio, da una parte riforme sulle agevolazioni e politiche di finanziamenti dall’altra l’impegno di svecchiare il calcio, coinvolgendo i giovani italiani e le loro famiglie, educando la società a un nuovo modello. Altrimenti saremo fuori non solo dai Mondiali di calcio ma saremo out anche come società civile.

Così, in una nota, Giovanna Miele, Capogruppo Lega Commissione Istruzione e Cultura Camera dei Deputati.

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