VILLA ABUSIVA A CORI, LA MOZIONE DELL’OPPOSIZIONE: “SINDACO, TEBALDI E MAGGIORANZA SI DIMETTANO”

Abusivismo alla villa di famiglia, i consiglieri comunali d’opposizione presentano la mozione di sfiducia per la presidente del consiglio comunale di Cori, Anna Maria Tebaldi

L’opposizione di Cori torna a chiedere, tramite mozione, le dimissioni della consigliera comunale di maggioranza, nonché presidente del consiglio comunale, Anna Maria Tebaldi. La mozione dovrebbe essere discussa nel prossimo consiglio comunale datata 26 marzo.

I consiglieri d’opposizione ricordano di come Tebaldi, sin da giugno 2017 siede nel Consiglio Comunale con delega Sindacale allo Sportello Unico delle Attività Produttive; da giugno 2022 ricopre anche la carica di Presidente del Consiglio Comunale di Cori e viene riconfermata la delega al SUAP ed assegnata l’ulteriore delega ai Servizi Sociali. Tebaldi, inoltre, è coniuge del proprietario della villa interessata dall’abuso edilizio totale realizzato in Contrada Sant’Angelo. La cosiddetta Villa Dallas.

La mozione chiede non solo le dimissioni. Al sindaco Mauro De Lillis, viene chiesto di revocare le deleghe al suap e ai servizi sociali. In subordine dovrà essere l’assise a sfiduciare Tebaldi.

Per quanto riguarda i comportamenti tenuti dall’amministrazione rispetto al procedimento amministrativo al Tar di Latina, l’opposizione sottolinea “la gravità dell’inosservanza degli obblighi da parte dell’Amministrazione Comunale chiamata per ben due volte, perché inottemperante, a relazionare ed a fornire la documentazione richiesta al Tribunale Amministrativo“.

E ancora. “Il coniuge della Presidente del Consiglio Comunale ha realizzato una villa di 400 mq al posto di un opificio e l’abuso edilizio totale è stato riconosciuto: con Sentenza Penale del Tribunale di Latina n. 1375 del 5 giugno 2025 che ha decretato la confisca dei beni; con Sentenza TAR Lazio – Sezione di Latina n. 146 del 20 febbraio 2025 che ha rigettato in toto il ricorso dell’autore dell’abuso avverso l’Ordinanza del Comune di demolizione”.

Inoltre, “occorre sottolineare che in data 24 febbraio 2017, il coniuge della Consigliera Comunale Annamaria Tebaldi “ha trasferito la propria residenza (nella Villa abusiva), ancorché il lotto di cui trattasi non risultasse ancora censito al Catasto Fabbricati del Comune di Cori”, “presentando formale richiesta all’amministrazione comunale” e l’Amministrazione Comunale ha accertato la residenza in assenza dei requisiti. Si rammenta che, stante il rapporto di coniugio, la consigliera Tebaldi non potesse non sapere dell’abuso edilizio totale realizzato dal coniuge“.

Nell’ambito del ricorso davanti al TAR Latina (n. 191/2019) promosso dal coniuge della Presidente del Consiglio Comunale, il Tribunale Amministrativo del Lazio – Sez. di Latina, con Ordinanza n. 168 del 7 marzo 2025, ha chiesto all’Amministrazione Comunale di Cori di fornire un’ampia mole di documentazione ed in particolare la Sentenza Penale del Tribunale di Latina n. 1375 del 5 giugno 2025 ed i correlati atti, nonché una motivata relazione tecnica.

L’Ufficio competente ha ottemperato in ritardo, ma soprattutto ha omesso la trasmissione di quanto richiesto, come attestato dalla seconda ordinanza TAR n. 747 del 25 settembre 2025 con la quale, tra l’altro, avvisava che “in caso di inottemperanza potranno essere tratti argomenti di prova ex art.64 del cod.proc.amm.” 

Le Minoranze presenti in Consiglio Comunale hanno segnalato tali gravi omissioni da parte dell’Amministrazione Comunale mettendone a conoscenza sia gli Uffici Comunali preposti, in particolare i Responsabili dell’Area VI – Urbanistica e dell’Area V – Legale, sia il Sindaco, il Segretario Generale e l’Assessore all’Urbanistica.

Nessuno dei soggetti citati, per quanto di propria competenza e secondo le proprie responsabilità, hanno provveduto ad integrare o a controllare se la documentazione inviata fosse rispondente alle richieste del TAR.

Di conseguenza, la Sentenza TAR Latina n. 146/2026, rileva: “l’oggettiva gravità dell’illecito” e, soprattutto, “l’atteggiamento serbato nella vicenda dal Comune di Cori”. Pertanto, invia gli atti alla Procura della Repubblica di Latina per la “valutazione della rilevanza penale dell’operato e delle omissioni di tutti i vari soggetti coinvolti a vario titolo nei fatti di causa”. 

In conclusione, ribadendo che non si può dubitare della consapevolezza della Consigliera Tebaldi, che tra l’altro possiede una formazione giuridica, della gravità sia dell’abuso edilizio totale riconosciuto con Sentenza Penale n. 1375/2025 sia dell’inosservanza da parte dell’Amministrazione Comunale degli obblighi davanti al TAR, e stante la rilevanza dei ruoli da Ella ricoperti“, la minorana chiede le dimissioni della medesima Tebaldi.

Non è finita perché la mozione puntualizza che “l’ordinanza del TAR Latina n. 146/2026 riferisce di importanti “distrazioni” da parte del Sindaco, del Segretario Generale e dell’Ufficio Legale i quali, seppur sollecitati a costituirsi in giudizio nel ricorso n. 191/2019 sono rimasti inerti“.

I consiglieri comunali di opposizione “stigmatizzano il comportamento di tutti i Consiglieri di Maggioranza che, sebbene edotti dai Consiglieri di Minoranza sulla gravità della situazione attraverso più mozioni consiliari, sono rimasti inerti, fatto salvo la dichiarazione dell’Assessore al Bilancio nell’ultimo Consiglio Comunale del 19.03.2026, nel quale  ha dichiarato che la Presidente del Consiglio Comunale “farà un passo di lato”; stigmatizzano le dichiarazioni del Sindaco e dell’Assessore all’Urbanistica durante il Consiglio Comunale del 19.03.2026, secondo i quali le responsabilità in merito all’inosservanza degli obblighi da parte dell’Amministrazione Comunale davanti al TAR che ha indotto lo stesso Tribunale a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica, sarebbero di esclusiva responsabilità della Responsabile dell’Ufficio Urbanistica“.

Nel merito rilevano che i comportamenti e le dichiarazioni del Sindaco, risultano non rispondenti a quanto attribuitogli dall’art. 50 del TUEL che attribuisce al Sindaco la responsabilità dell’Amministrazione comunale, le nomine dei Responsabili degli uffici e dei servizi. Pertanto, non si può escludere che potrebbe essere già aperto un procedimento penale in merito. Dell’Assessore all’Urbanistica, risultano non rispondenti ai principali doveri assessorili di controllo delle attività del settore di competenza. Dei Consiglieri di Maggioranza, risultano non rispondenti al compito istituzionale di controllo politico e amministrativo. Pertanto, ritengono che tutti i citati soggetti non possono dichiararsi esenti da responsabilità nella gestione delle vicende citate“.

Ecco perché, in conclusione, l’opposizione “ravvisa la necessità politica delle dimissioni del Sindaco e di tutti i Consiglieri di Maggioranza“.

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