Venerdì 27 marzo 2026 si terrà a Terracina presso la “TENUTA LAMO” il 13mo Congresso della UilTucs Latina
Una giornata di dibattito, riflessione e votazione dei delegati il tutto incentrato sull’approfondimento delle condizioni di lavoro. E infatti il titolo scelto vuole riassumere i concetti che sono alla base di questo importante appuntamento “Nel territorio per le Vite che Contano. più Giustizia Sociale”. Il congresso si articolerà in diversi momenti. Introduzione del responsabile territoriale Gianfranco Cartisano che ripercorrerà le attività svolte sul territorio oltre ai percorsi da condividere e costruire per i prossimi periodi.
Nel corso dell’evento Congressuale ci sarà un dibattito con diversi relatori che si occupano del mondo del lavoro da diverse posizioni istituzionali, con l’obiettivo di offrire un’immagine a tutto tondo della
realtà locale dell’occupazione e delle condizioni reali dei lavoratori nelle categorie seguite dalla
Uiltucs.
Nella mattinata quindi via allo spazio “Vite che contano. Lavoro povero e sfruttamento,
proposte ed interventi per costruire la speranza di tante persone”.
Sono previsti gli interventi di Luigia Spinelli, Procuratore aggiunto presso la Procura della
Repubblica di Latina, di Umberto Maria Costume, Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Latina,
Giovanni Acampora, Presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina, Marco
Guardalobene, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Latina, Alessandro Maria
Contucci, segretario generale della UilTucs di Roma e del Lazio. Modererà i lavori Graziella Di Mambro, giornalista del quotidiano Latina Oggi.
“La nostra organizzazione da sempre si occupa non solo di seguire i lavoratori e di assisterli ma
anche di accendere la luce sulle troppe zone d’ombra nelle quali ancora esiste lo sfruttamento e
purtroppo in settori che questa categoria sindacale rappresenta (Commercio, Turismo e Servizi) sono tra le più esposte”, dice il segretario della UilTucs di Latina, Gianfranco Cartisano alla vigilia del congresso.
“In questi anni – aggiunge – ci siamo occupati dei piu’ gravi attacchi e violazioni al mondo del lavoro, nonché il più grande scandalo del paese sull’immigrazione e accoglienza, dagli operatori dell’assistenza e integrazione, bagnini, commesse, addetti alla vigilanza privata e ogni volta abbiamo
scoperto, purtroppo, frontiere nuove e più subdole dello sfruttamento.
Abbiamo assistito a diverse
storie di interposizione di manodopera nel Turismo Pontino, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra economia. Abbiamo avuto lavoratori cui è stato chiesto di restituire una parte della
retribuzione, stipendi diversi tra donne e uomini – sì ancora esiste questo fenomeno! – diritti negati
e richieste fuori dalla realtà. Il nostro Congresso è una riflessione non solo un momento per
confrontarci al nostro interno . Noi vogliamo contribuire a leggere la realtà, ad illuminare le ombre e possibilmente anche a cambiare le cose con proposte concrete per una maggior tutela dei lavoratori e, con loro, dell’economia sana”.
Altro logo importante dell’evento, “Stop ai lavoratori fantasma” vuole essere il contributo più evidente, accanto a tante altre azioni concrete, per combattere il lavoro nero e lo sfruttamento in provincia di Latina, una cassa di economia irregolare che condiziona la vita di migliaia di persone e incide sulla
fotografia reale del territorio, che con questi numeri non può essere considerata attendibile.
