FdI: “Sabaudia alla deriva. Il fallimento dell’amministrazione Mosca”
“Negli ultimi mesi gli eventi che hanno caratterizzato la vita politica di Sabaudia certificano senza alcun dubbio l’incapacità dell’amministrazione Mosca di governare la città.
Sabaudia assiste ormai impotente a un susseguirsi di vicende giudiziarie, fratture interne alla maggioranza e a una completa paralisi delle istituzioni.
Quella che più volte è stata definita una “maggioranza granitica” si è rivelata fragile e logorata da continue tensioni interne.
Sin dall’inizio questa esperienza amministrativa si è caratterizzata per una legittimazione politica debole, maturata con uno scarto elettorale minimo, che avrebbe richiesto equilibrio, ascolto e condivisione. Al contrario si è scelto fin da subito un approccio autoreferenziale privo di reale confronto.
Le dichiarazioni dell’ex assessore Schintu rappresentano l’ultimo tassello di un quadro che va progressivamente definendosi. Ciò che oggi emerge ufficialmente era stato da noi denunciato sin dall’inizio. Il ruolo egemonico di Forza Italia ha permesso di decidere in autonomia su questioni fondamentali senza coinvolgere le altre forze componenti la maggioranza e senza attenzione alle reali esigenze della comunità.
Una gestione che ha caratterizzato l’intera consiliatura con un utilizzo delle risorse pubbliche chiaramente sbilanciato. A fronte di ingenti somme destinate ad eventi e manifestazioni restano carenze evidenti nei servizi essenziali e l’assenza di una visione strutturale per lo sviluppo della città. Anche sul piano delle opere pubbliche i risultati appaiono deboli. I pochi interventi oggi visibili erano già stati programmati dalla precedente amministrazione, mentre le scelte riconducibili all’attuale governo sollevano più di una perplessità per i costi sostenuti e la loro effettiva utilità. L’ex Cinema Augustus ne è l’esempio più evidente. Il sindaco celebra i 2,3 milioni di euro di fondi ministeriali ottenuti, ma il costo complessivo stimato per la riqualificazione della storica sala si aggira intorno ai 6,5 milioni di euro, somma non confermata ad oggi (saranno di più?), nonostante le incessanti richieste di chiarimenti della minoranza. Questo modo di operare conferma l’arroganza e la gestione superficiale di questa amministrazione e rafforza uno degli argomenti chiave che hanno portato alle dimissioni dall’ex assessore Schintu.
Non meno gravi sono le criticità emerse nella gestione amministrativa. Procedure contestate, appalti annullati e una generale difficoltà nel garantire trasparenza ed efficacia nell’azione dell’amministrazione pubblica restituiscono l’immagine di una compagine di governo in evidente contraddizione con i proclami annunciati in campagna elettorale.
A questo si aggiunge una situazione estremamente preoccupante all’interno della macchina comunale: i dipendenti vivono un clima di forte incertezza e timore, arrivando spesso ad essere restii a firmare atti amministrativi. Un atteggiamento che trova origine nelle vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’amministrazione e che rischia di paralizzare ulteriormente l’attività dell’ente e penalizzare ulteriormente i cittadini.
È ormai chiaro che questa amministrazione guidata dal sindaco Alberto Mosca ha tradito la fiducia dei cittadini che avevano creduto in un progetto fondato sul rispetto delle regole, sulla competenza e su un modus operandi differente. Competenze che, alla luce delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l’amministrazione, si sono dimostrate insufficienti anche nella gestione di situazioni ordinarie, come la rimozione di carcasse di animali dall’arenile, un evento tutt’altro che eccezionale. I cittadini attendevano risposte nel luogo per eccellenza del confronto democratico, il Consiglio comunale, e invece si sono trovati ad attendere insieme alla minoranza invano nella Sala consiliare mentre pare che sindaco e maggioranza fossero tranquillamente a cena a pochi passi dal Comune. Questo gesto inqualificabile, che resterà nella storia come evento eccezionale, rafforza ancora quanto questa amministrazione possa essere indicata come la peggiore della storia amministrativa della città di Sabaudia.
Disertare il Consiglio comunale evitando il confronto in un momento così delicato significa certificare nei fatti il fallimento di un’intera esperienza amministrativa. Il livello di questa amministrazione emergerebbe anche dal tentativo di contattare singoli consiglieri di minoranza cercando di proporre incarichi, un tentativo fallito che non farebbe che confermare la scarsa credibilità, l’isolamento della maggioranza ed una sostanziale mossa della disperazione per uscire dallo stallo in cui si ritrova.
Di fronte a un quadro così grave appare incomprensibile la scelta del sindaco di non rassegnare le dimissioni. In qualsiasi altra realtà amministrativa vicende di questa portata avrebbero già determinato un passo indietro, consentendo alla città di tornare al voto immediatamente.
E invece si è preferito restare, dando l’impressione che l’obiettivo non sia più governare ma semplicemente resistere, prolungando una fase politica ormai esaurita.
Il Sindaco se ne faccia una ragione. Lui e la sua squadra hanno fallito. Per questo insieme a tutta la minoranza abbiamo presentato una mozione di sfiducia che rappresenterà un passaggio decisivo. Sarà il momento istituzionale in cui prendere atto della fine di questa esperienza amministrativa. Dare le dimissioni è ormai l’unico atto dignitoso rimasto a questa amministrazione”.
Così, in una nota, il Direttivo di Fratelli d’Italia Sabaudia.
