Settantaduenne di Aprilia accusato di aver violentato la sua compagna. Tra le accuse anche quelle di maltrattamenti e lesioni
È accusato di aver violentato la sua ex compagna, ma si è difeso spiegando che tutto sarebbe stato inventato dai figli della donna, da sempre contrari alla loro relazione, in quanto, all’epoca dei fatti, nel 2021, gli era stato applicato un catetere per rilevanti problemi urologici.
È questo ciò che ha spiegato T.M., l’uomo classe ’54, accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale aggravata, difeso dall’avvocato Iencinella. L’uomo, nella giornata odierna, 18 marzo, dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi e al pubblico ministero Giuseppe Bontempo, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, negando tutte le accuse, tanto più la violenza sessuale.
Secondo la ricostruzione del 72enne, la relazione della donna durò dal 2013 al 2020, sempre mal vista da parte dei figli della donna. Una volta che la storia era finita, i rapporti tra uomo e donna sarebbero continuati. L’imputati, infatti, si recava a casa della donna per fare piccoli lavori domestici e giardinaggio. È proprio in queste occasioni che l’uomo avrebbe commesso anche violenza sessuale, oltreché ad aver picchiato e maltrattato la sua ex compagna. Accuse respinte in pieno dall’uomo.
Dopodiché, è stato esaminato il consulente medico della difesa che ha relazionato sulla capacità dell’uomo di poter avere rapporti sessuali, anche in presenza del catatere avendo subito nell’aprile del 2021 un intervento alla prostata. Secondo il medico, una erezione e una eiaculazione con il catetere sono molto dolorosi, seppur non impossibili “tecnicamente”.
Il processo, rinviato a maggio, vedrà la sua fine nella prossima udienza con requisitoria e arringhe difensive.
