PARCO FALCONE E BORSELLINO, LBC: “PARLANO I FATTI, L’AMMINISTRAZIONE SI PRENDA LE RESPONSABILITÀ”

“Al di là delle dichiarazioni dell’assessore Carnevale, che in modo piuttosto goffo tenta di rassicurare i cittadini sostenendo che “sia tutto in ordine e tutto previsto”, contano in realtà i fatti. E i fatti, come sempre, si trovano nelle carte.

“L’analisi puntuale della documentazione progettuale del Parco Falcone e Borsellino, dal primo progetto definitivo fino all’ultima variante approvata, evidenzia un quadro preoccupante fatto di valutazioni errate, omissioni e carenze nei controlli – spiega Lbc – come evidenzia l’accurata analisi fatta dal nostro capogruppo Dario Bellini”.

Ecco dunque la situazione messa in evidenza dal movimento Latina Bene Comune. L’assessore afferma che corner e punti ristoro non fanno parte del progetto attualmente approvato. Le carte dimostrano il contrario: le strutture, comprensive di bistrot, sono chiaramente previste nel progetto esecutivo. Se si progettano piattaforme e allacci per queste attività, è obbligatorio prevedere fin da subito il superamento dei vincoli e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Autorizzazioni che, ad oggi, il Comune non possiede e per le quali si sta muovendo solo ora, in evidente ritardo.

Secondo Carnevale, non vi sarebbe stata alcuna introduzione improvvisa di vincoli né carenze progettuali. Anche in questo caso, le carte smentiscono. Nella relazione paesaggistica del progetto esecutivo, documento fondamentale che elenca tutti i vincoli presenti sull’area, il vincolo boschivo non compare. Questa omissione emerge solo a giugno 2025, probabilmente a seguito di rilievi della Regione Lazio, costringendo l’amministrazione a intervenire tardivamente. Le conseguenze sono pesanti: oggi esistono piattaforme sostanzialmente abusive perché non autorizzabili, che dovranno essere sanate. Inoltre, l’impossibilità di assegnare a un privato la gestione dei punti ristoro implicherà la necessità di spendere ulteriori fondi pubblici per la gestione quotidiana dell’apertura e chiusura del parco.

Le dichiarazioni secondo cui “sono state adottate tutte le misure necessarie” per garantire qualità e sostenibilità dei lavori appaiono del tutto smentite dallo stato reale del cantiere, dove sono presenti ancora cumuli di materiali di risulta, lasciati sul terreno e ormai inglobati nel suolo. Questo non solo rappresenta un danno ambientale e una violazione delle norme sullo smaltimento dei rifiuti speciali, ma solleva anche interrogativi su possibili danni economici: nel capitolato erano previste somme per la corretta gestione di quei materiali. Dove sono finite?

Infine la recinzione che a pochi mesi dalla sua quasi ultimata installazione presenta criticità evidenti: difformità costruttive rispetto al progetto esecutivo approvato che prevedeva che tutti i giunti con perni filettati e bulloni fossero affogati da una gettata di cemento; ⁠gli scatolati metallici delle colonne portanti di tutti i cancelli esposti dall’interno a fenomeni corrosivi in quanto aperti alle loro sommità; buchi e lavorazioni incomplete tra fondazione ed inferriate in molte zone della recinzione; ⁠presenza diffusa di ruggine in molti punti della recinzione segno evidente di un cattivo processo di zincatura della stessa.

Tutti questi elementi di criticità stanno fin d’ora compromettendo la tenuta dell’opera e sicuramente imporranno fra pochi anni gravosi interventi manutentivi.

“Questi i fatti – commenta ancora Lbc – Una verità che è sotto gli occhi di tutti è poi che il cantiere è stato portato avanti a lungo con un numero del tutto insufficiente di operai rispetto alla mole di lavoro da svolgere. Le giustificazioni legate alle condizioni meteo, avanzate dall’assessore, non reggono. Se fossero fondate, in Nord Europa non verrebbe realizzata alcuna opera pubblica. Il Parco Falcone e Borsellino, opera importantissima per la città, merita trasparenza e competenza. Chiediamo all’amministrazione di assumersi la responsabilità degli errori commessi, intervenendo con urgenza per sanare le criticità emerse e garantire ai cittadini un’opera pubblica realizzata a regola d’arte”.

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