Il Quartiere Calcatore torna protagonista: rinasce il Collegio di vigilanza per sbloccare vent’anni di cantieri incompiuti.
Dopo anni di silenzio istituzionale, il Quartiere Calcatore di Terracina torna al centro dell’agenda politica. Si è riunito, presso gli uffici regionali di Via Campo Romano a Roma, il Collegio di vigilanza del Programma di Recupero Urbano — l’organismo preposto a monitorare uno degli interventi di riqualificazione più attesi e travagliati dell’intera provincia pontina.
Una storia lunga vent’anni.
La vicenda del PRU Calcatore è emblematica delle difficoltà che spesso accompagnano la pianificazione urbana italiana. Tutto nasce nel dicembre 2005, quando Regione Lazio e Comune di Terracina sottoscrivono un accordo di programma per la riqualificazione di uno dei quartieri più popolosi della città. Nel 2008 quell’intesa viene aggiornata con decreto presidenziale e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale regionale. L’anno successivo si firma la convenzione con il Consorzio Calcatore Domani scarl, il soggetto attuatore delle opere edilizie.
I cantieri aprono nell’ottobre 2010. Nel 2020 il Comune prende finalmente in carico il primo e il secondo stralcio funzionale — approvati dal Consiglio comunale già nel 2016. Ma il terzo e il quarto stralcio restano incompiuti, sospesi in un limbo burocratico che pesa sulla quotidianità di migliaia di residenti.
Il rilancio: il Collegio si ricostitiuisce.
Il nodo si è aggravato nel tempo per una ragione in parte procedurale: i membri originari del Collegio di vigilanza avevano lasciato le rispettive amministrazioni, rendendo l’organismo di fatto inoperante. A riattivare il meccanismo ci ha pensato lo scorso agosto il sindaco di Terracina, l’architetto Francesco Giannetti, con un decreto sindacale che ha disposto la ricostituzione dell’ente. Il nuovo Collegio è composto dallo stesso primo cittadino, dall’arch. Roberto Biasini in rappresentanza del Comune e dall’arch. Carlo Maschiella per la Regione Lazio.
La voce della politica: Corradini non usa mezze misure.
“Il Quartiere Calcatore è una ferita aperta nel cuore di Terracina — dichiara l’assessore all’urbanistica Gianluca Corradini —. Parliamo di un’area densamente abitata, dove famiglie e cittadini attendono da quasi vent’anni opere che avrebbero dovuto migliorare la qualità della vita: strade, spazi pubblici, servizi. Quella attesa non è più accettabile”.
“La ricostituzione del Collegio di vigilanza non è un atto formale — prosegue Corradini —. È un segnale politico preciso: questa amministrazione si assume la responsabilità di chiudere un capitolo che troppi hanno lasciato aperto. Il recupero urbano non è solo una questione tecnica o burocratica. È una questione di giustizia sociale. Chi vive al Calcatore ha diritto agli stessi standard di vivibilità del resto della città. E noi siamo qui per garantirlo”.
I prossimi passi.
La riunione odierna segna l’avvio ufficiale di una nuova fase operativa. Il Collegio è ora pienamente operativo e ha il mandato di monitorare il completamento del terzo e quarto stralcio, con la figura del RUP — la responsabile Vacca — a garantire continuità e coordinamento tecnico tra il Comune e la Regione. Un percorso che la città aspetta da troppo tempo. E che, almeno nelle intenzioni, non può più permettersi ulteriori rinvii.
