VILLA ABUSIVA A CORI: “IL TAR RILEVA OMISSIONI, MA PER LA MAGGIORANZA I CHIARIMENTI POSSONO ATTENDERE”

Villa Dallas, Cori
Villa Dallas, Cori

“Il 3 marzo abbiamo richiesto un Consiglio Comunale urgente per discutere sul contenuto della recente sentenza emessa dal TAR di Latina a definizione del ricorso del proprietario della Villa abusiva avverso l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Cori.
Il 10 marzo abbiamo inviato un sollecito all’attuale Presidente del Consiglio Annamaria Tebaldi, nonché coniuge del proprietario della villa abusiva per la quale il Giudice Amministrativo ha riconosciuto l’abuso totale ed ha rilevato comportamenti omissivi da parte del Comune di Cori. L’11 marzo la Presidente del Consiglio ci scrive che la legge prevede 20 giorni per la convocazione del Consiglio.

I 20 giorni sono il termine ultimo, e trattandosi di temi così rilevanti, se ci fosse la volontà politica l’avrebbe convocata immediatamente. Ma ovviamente né la Presidente del Consiglio, né il Sindaco, né il Segretario Generale che dovrebbe essere il garante di legalità, della legittimità, della Trasparenza e dell’anticorruzione vogliono affrontare la questione.
Ma la questione è semplice: un abuso edilizio di tali dimensioni, riconosciuto come tale, in sede penale con l’emissione del provvedimento di confisca e in sede Amministrativa con il rigetto del ricorso formulato dal proprietario della Villa abusiva e la trasmissione degli Atti all’attenzione della Procura.

Le responsabilità politiche e amministrative sono espressamente riportate nella sentenza del Tar: “il Collegio non può esimersi dall’esprimere stupore per l’atteggiamento serbato nella vicenda dal Comune di Cori, in quanto: non ha mai ritenuto di costituirsi […] per difendere la legittimità del provvedimento impugnato (l’ordinanza di demolizione), nonostante già il 25 marzo 2019 l’Ufficio competente, con relazione particolareggiata sui fatti, indirizzata all’Ufficio legale, al Sindaco e al Segretario Generale, avesse chiesto (invano) al Comune di costituirsi in giudizio; (l’Ente) ha

adempiuto in maniera parziale alla prima richiesta istruttoria del Tar, […] nella prima relazione il Comune ha fornito ragguagli, da un lato, non del tutto perspicui su alcuni aspetti dell’ordinanza e su altri aspetti ha sostenuto posizioni sorprendentemente contrastanti con quanto precedentemente statuito nell’ordinanza impugnata; le medesime posizioni, poi, sono state sostanzialmente confermate nella seconda relazione, senza però che l’ente locale si sia mai (né prima né dopo) assunto in modo trasparente la responsabilità di valutare un eventuale intervento in autotutela sull’ordinanza stessa”.

Ora la Presidente del Consiglio Annamaria Tebaldi, coinvolta direttamente nella vicenda, ci dà lezioni (di parte) sulle normative.
Se avesse avuto la necessaria terzietà che si richiede al ruolo che ricopre, avrebbe dovuto spontaneamente e immediatamente convocare un Consiglio Comunale urgente.

Se avesse avuto la necessaria dignità che si richiede al ruolo, si sarebbe dovuta dimettere da tempo.
La stessa maggioranza che non ha mai assunto una posizione di contrasto rispetto alle questioni private della Presidente del Consiglio, dovrebbe dimettersi.

La situazione è grave, molto grave.
Se esistono forme di inquinamento nella gestione degli Uffici dell’Ente comunale, vanno messe in evidenza e sanzionate, deve essere ripristinata la legalità e la correttezza generale dell’operato pubblico a garanzia degli interessi di tutti i cittadini e non solo degli “amici”.
Se esistono forme di commistioni di interessi privati tra l’organo politico e la gestione della pubblica amministrazione vanno eliminate definitivamente.

Ma ormai siamo destinatari di continue forme d’imposizione in spregio alle istituzioni e al buon andamento della Pubblica Amministrazione da parte di chi detiene il potere, una fra tutte è la seguente: “Finché sono sindaco io, in consiglio comunale ci porto quello che dico io” così Mauro De Lillis durante un Consiglio Comunale. Attendiamo immediata convocazione del Consiglio Comunale Urgente”.

Così, in una nota, i consiglieri comunali d’opposizione Germana Silvi, Aristide Proietti, Evaristo Silvi, David Mariani e Tommaso Cherubini.

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