Latina, concluso l’abbreviato per un 28enne arrestato ad ottobre per maltrattamenti e lesioni contro l’ex compagna
Si è concluso con una condanna a 3 anni di reclusione il processo, svoltosi con il rito abbreviato, nei confronti di 28enne, P.S. (le sue iniziali) originario della Moldavia, difeso dagli avvocati Stefano Perotti e Valerio Righi. Il moldavo doveva rispondere dei reati di maltrattamenti e lesioni ai danni della ex compagna la quale, presente in aula, è stata chiamata a testimoniare e a rendere conto della denuncia che aveva avanzato contro l’uomo.
A pronunciare la sentenza è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano. Il rito abbreviato era condizionato all’escussione della ex compagna la quale, costituitasi parte civile, ha sostanzialmente ritrattato la sua denuncia. Ecco perché il pubblico ministero Antonio Priamo ha chiesto che gli atti con le dichiarazioni della donna fossero trasmessi in Procura, ipotizzando una falsa testimonianza.
Al contempo, il pm Priamo, prendendo atto della versione opposta alla denuncia da parte della donna, ha chiesto l’assoluzione del 28enne.
Al termine della camere di consiglio, però, il Gup Romano ha condannato l’uomo alla pena di 3 anni di reclusione, non credendo alla nuova versione della donna.
I fatti sono accaduti nel corso della nottata tra il 23 ottobre e il 24 ottobre, a Latina, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile della Compagnia di Latina hanno tratto in arresto il moldavo di 28 anni residente a Latina, per il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni personali.
Nello specifico, su richiesta pervenuta al 112, i Carabinieri erano intervenuti all’interno dell’abitazione dell’imputato, poiché l’uomo, poco prima, aveva aggredito con calci e pugni la propria compagna. A seguito delle lesioni riportate, la donna era stata trasportata dal personale del 118 intervenuto sul posto, presso l’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, era stato tradotto presso la casa circondariale di Latina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il 28enne, tuttora in carcere, ha assistito al suo processo con l’aiuto di un interprete dell’ambasciata moldava.
Non è inusuale che, purtroppo, la vittima ritratti le sue denunce a distanza di tempo rispetto a quando è stata esposta all’autorità giudiziaria. Pressioni famigliari, diversi contesti, le ragioni possono essere molteplici. Fatto sta che, dopo il rito abbreviato di oggi, 3 marzo, l’uomo è stato condannato e la donna si trova con un eventuale procedimento penale per falsa testimonianza sul groppone.
