Lotta al caporalato, la Giunta del Comune di Latina ha votato una delibera per la sperimentazione nazionale dell’inserimento lavorativo delle vittime
Tramite la deliberazione di Giunta datata 13 marzo, proposta dall’Assessore al Welfare Michele Nasso, è
stata data formale formale adesione alla progettualità sperimentale, proposta dall’ANCI nazionale, che prevede un finanziamento di 160.000 euro destinato all’attivazione di interventi e servizi direttamente rivolti ai beneficiari, attraverso programmi individuali di assistenza, da concludersi entro il 31 dicembre 2027. L’Ente, quindi, ha autorizzato l’assessore a firmare la convenzione
Ora, con delibera del 28 maggio, la Giunta Celentano ribadisce l’adesione al progetto, dando mandato al nuovo assessore al Welfare, Maurizio Galardo, per la sottoscrizione della convenzione.
“Questa iniziativa – aveva spiegato la prima cittadina Matilde Celentano a marzo scorso – è coerente con le misure che il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attiva sugli enti locali già titolari dei progetti Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione) ordinari, al fine di valorizzarne l’infrastruttura con la disponibilità di un’equipe multidisciplinare. Il Comune di Latina è risultato candidabile e meritevole di un finanziamento di 160mila euro, come comunicato dall’Anci nazionale a febbraio di quest’anno, in quanto rientrante nei criteri stabiliti dal Ministero per l’individuazione di 10 città, con maggiore incidenza del fenomeno migratorio sulla base del maggior numero di rilasci di permessi di soggiorno da parte delle Questure, e in grado di favorire un’ottimale copertura dell’intero Paese”.
“La deliberazione di giunta approvata oggi, che autorizza la partecipazione del Comune di Latina alla sperimentazione nazionale – aveva affermato la sindaca Celentano – è una risposta concreta alla lotta al caporalato da parte dell’amministrazione. Mentre è in corso il processo, di cui come Comune siamo parte civile, per la morte di Satnam Singh, diventato simbolo estremo di sfruttamento, ci stiamo adoperando in collaborazione con Anci e con la Fondazione Cittalia a dare una risposta concreta ai bisogni espressi dal territorio per contrastare il fenomeno del caporalato e offrire possibilità di riscatto alle vittime”.
La presenza sul territorio di servizi afferenti al progetto LGNET ed al SAI, permette di usufruire di una
rete già strutturata con la Questura di Latina e con la Prefettura di Latina. Inoltre è attiva una buona collaborazione con la realtà sindacale locale, che supporta il mondo dell’immigrazione presente nel mondo agricolo; ciò ha permesso anche in passato di intercettate e supportati dei ragazzi indiani nella fase della denuncia. Inoltre, gli sportelli itineranti presenti nei borghi comunali, ci permettono di avvicinare le persone immigrate nel loro territorio, condizione questa che consente di espletare colloqui sul posto e di esperire campagne informative sullo sfruttamento del caporalato fornendo anche delle valide alternative.
Il servizio potrebbe essere affidato in coprogettazione a cooperative/associazioni esperte nel settore che già operano nel mondo dell’immigrazione. Il gruppo di lavoro sarà coordinato dal Capo servizio Politiche Sociali del Comune di Latina, che ha un’esperienza ventennale nel mondo dell’immigrazione. Il gruppo di
lavoro si avvarrà di esperti legali, assistenti sociali, educatori professionali, operatori sociali ed un tutor per la formazione. Inoltre, qualora vi fosse bisogno di mediatori linguistici, il progetto potrà avvalersi dei
mediatori afferenti al SAI o al progetto Lgnet, il tutto senza aggravio di spese.
Il Comune di Latina intende redigere per ogni persona presa in carico un Percorso di Assistenza Individuale che individui un processo di formazione ed un avviamento al lavoro in accordo con le
persone coinvolte. Prima azione: coinvolgere i ragazzi in un percorso di apprendimento intensivo della lingua italiana e, solo dopo, avviare percorsi di formazione e riqualificazione (es. corsi e attività per acquisire nuove competenze professionali e aggiornare quelle esistenti).
L’equipe provvederà a redigere un bilancio delle competenze, definendo gli obiettivi lavorativi possibili e
diversificati per ogni beneficiario, oltre a supportare gli stessi nella redazione di un Curriculum Vitae.
Accompagnamento dei beneficiari in percorsi di formazione e di riqualificazione che rispondano ai bisogni richiesti dal territorio, con tutoraggio e incontro con le opportunità lavorative, proponendo tirocini e percorsi di apprendistato.
L’Ente locale potrà includere i seguenti servizi: sostegno all’abitare per destinatari di misure di politica attiva (es. avviamento di strutture abitative protette destinate sia a beneficiari presenti sul territorio che a persone trasferite da altri territori; supporto all’individuazione di soluzioni abitative autonome; contributi alloggio e per l’acquisto di arredi); assistenza sociosanitaria (es. erogazione di vitto e beni di prima necessità; assistenza sociale e psicologica; accompagnamento e facilitazione nell’accesso a servizi sociali, scolastici e sanitari); orientamento e assistenza legale (es. supporto legale specialistico connesso ai fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, informativa sulla normativa in materia di immigrazione e sulla disciplina in materia di lavoro); servizi di mediazione linguistico culturale (es. supporto e mediazione linguistico-culturale nell’accesso a servizi territoriali sociali, sanitari e per l’inclusione socio-economica); sostegno finanziario per le necessità individuali di base (es. erogazione di piccoli contributi economici utili per l’acquisto di beni quotidiani di consumo); orientamento ai servizi del territorio (es. assistenza e supporto nel disbrigo di pratiche burocratiche, nell’espletamento di procedure amministrative utili per l’accesso alle prestazioni sociali); misure di conciliazione per favorire la frequenza dei percorsi formativi e di politica attiva (es. supporto e accompagnamento ai sistemi di formazione e inclusione lavorativa nazionale e locale).
