APPIA REGINA VIARUM E CUCINA: LA TAVOLA ROTONDA A FORMIA

Oltre la celebrazione, verso l’azione: a Formia il nuovo paradigma per la valorizzazione dell’Appia e della Cucina Italiana

Si è conclusa con un forte richiamo alla concretezza la tavola rotonda tenutasi lo scorso 24 febbraio presso il Grande Hotel Miramare. L’incontro, promosso dall’associazione AIPU, ha messo a confronto istituzioni ed esperti sui due nuovi pilastri del patrimonio UNESCO: l’Appia Regina Viarum e la Cucina Italiana. Più che una semplice celebrazione, l’evento si è configurato come il manifesto di un necessario e urgente cambio di passo nelle politiche di sviluppo del territorio.

Il dibattito, moderato con incisività da Luigi Valerio (Presidente AIPU), ha tracciato una linea netta: il riconoscimento UNESCO non deve essere vissuto come un traguardo statico o una “teca di vetro” inaccessibile, ma come un volano di crescita dinamica. In questa direzione si sono mossi gli interventi del sindaco di Itri, Andrea Di Biasio, e dei direttori degli Enti Parco, Giorgio De Marchis e Massimo Giovanchelli. La visione emersa è quella di una gestione moderna che superi la mera conservazione archeologica per trasformare le “pietre dell’Appia” in un itinerario esperienziale integrato. L’obiettivo è unire i comuni da Terracina al Garigliano in un unico distretto culturale ed economico capace di generare valore reale.

Il richiamo al cambiamento ha trovato eco nelle relazioni tecniche di Angela Maria Ferroni e  di Teresa Alvino, che hanno evidenziato come la pianificazione urbanistica e architettonica debba oggi assimilare pienamente i concetti di tutela del paesaggio e sostenibilità ambientale, come già previsto ma ancora parzialmente inattuato nel progetto di candidatura. Un contributo di particolare spessore è giunto da Luigi De Francesco, che ha richiamato la necessità di affiancare ai riconoscimenti formali lo sviluppo di un profondo senso di appartenenza. Questo processo, secondo De Francesco, deve partire dalle scuole per formare una comunità consapevole delle proprie radici. Una visione supportata dai Presidenti dei Club per l’UNESCO di Latina, Caserta e Terracina (Mauro Macale, Iolanda Capriglione, Pasquale Basile), che hanno ribadito l’urgenza di una rete territoriale solida e interprovinciale. 

Altro punto focale della tavola rotonda è stato il ruolo del patrimonio immateriale rappresentato dalla Cucina Italiana, analizzato dal Prof. Giuseppe Nocca e da Mario Marino (Ass. Cuochi del Golfo). Il riconoscimento non è stato semplicemente una esaltazione del cibo italiano, ma come un modo di vivere la convivialità, la trasmissione delle tradizioni ed un vero e proprio modello di sostenibilità e biodiversità, tema ripreso anche dal biologo Adriano Madonna nel suo intervento dedicato agli equilibri dell’ecosistema locale. La tavola rotonda si è chiusa con l’auspicio che il dialogo tra istituzioni, esperti e cittadini diventi un appuntamento permanente. L’ambizione è chiara: trasformare la storia millenaria del Sud Pontino in opportunità concrete per le future generazioni, passando dalla memoria alla progettualità.

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