La denuncia della consigliera comunale d’opposizione, a Formia, Paola Villa: “Una donna nel vortice della burocrazia”
“La chiameremo semplicemente Maria (nome di fantasia), una cittadina del sud Pontino che si è rivolta alla Direzione dell’Unità Operativa Complessa del Dono Svizzero di Formia per richiedere una cartella clinica “storica” e si è trovata in un assurdo girone dantesco tra il Purgatorio e l’Inferno”. Esordisce così la consigliera comunale d’opposizione, a Formia, Paola Villa.
Maria per ragioni giuridiche serie e personali ha urgentemente bisogno della sua cartella clinica di nascita relativa al parto, cioè di quando è venuta al mondo, non sembra apparentemente una cosa complessa.
La ricerca inizia qualche mese fa, attraverso una serie di telefonate ai diversi dipartimenti della Asl e Maria comprende subito che è incappata in una vicenda assurda, che ha del paradossale: praticamente si sente rispondere, da un responsabile della Asl, che essendo la cartella retrodatata all’anno 2000 non può essere consegnata in quanto si trova in un locale che è “a rischio” e il responsabile aggiunge che “solo i vigili del fuoco sono autorizzati ad accedere in questa struttura”.
Maria non crede alle sue orecchie, ma non si arrende e così invia una PEC alla Direzione del Dono Svizzero di Formia, struttura che ha redatto la cartella clinica e quindi che ne è responsabile. Inoltre formale domanda per averne copia. Ebbene non ci crederete, ma il Direttore Medico di Formia risponde via PEC e scrive proprio che: “siamo spiacenti comunicarle che, allo stato attuale, non è possibile dare seguito alla richiesta…la documentazione è attualmente in un immobile il cui accesso è stato interdetto…in quanto dichiarato edificio pericolante
Ma qual è questo edificio pericolante e pericoloso? È il Castelletto – Archivio Ex Conca di Gaeta – che si trova sulla Flacca, via Lungomare Caboto. Questa struttura di proprietà della Asl, si trova in capo al dipartimento Tecnico e Patrimonio dell’azienda sanitaria.
E pensate un po’ che proprio qualche giorno fa, esattamente il 24 febbraio 2026 con la delibera n.203 che ha come oggetto “Assegnazione dei soldi ai dirigenti per le funzioni assegnate”, la Asl negli allegati indica l’elenco delle proprie strutture e il “Castelletto” risulta solo “non sede di attività sanitaria e non “sede non agibile”.
Insomma qualcuno, ad iniziare dalla direttrice generale della Asl, dottoressa Sabrina Cenciarelli, vuole dare una risposta chiara a questa assurda vicenda? Vuole salvaguardare i diritti di Maria e di quanti si trovano nella sua stessa condizione? Qualcuno ha pensato che quella struttura definita dalla Asl pericolante è a ridosso di una strada che collega i comuni di Formia e di Gaeta. Qualcuno ha pensato che dentro il Castelletto ci sono pezzi di vita di centinaia di cittadini, cartelle cliniche, storie sanitarie e pezzi d’identità che andrebbero preservati con dignità e onore. Qualcuno vuole metterci la faccia e sbrogliare questa commedia dell’assurdo, assumendosene la responsabilità”.
